» 2008-01-30 168Cuffaro: p. Chigi, decreto atto dovutoNon esiste alcuna motivazione politica, solo rispetto legge
(ANSA) - ROMA, 30 GEN - Il decreto sulla sospensione di Cuffaro da governatore della Sicilia e' 'un atto dovuto' da parte del governo, sottolinea palazzo Chigi. Non esiste alcuna motivazione politica - sottolinea la nota - ne' azione indotta da altri intendimenti se non il rispetto della legge'. Le dimissioni di Cuffaro non risultavano 'atto sufficiente ad interrompere un procedimento previsto dalla normativa vigente, in mancanza del quale si sarebbe potuto ipotizzare anche un' omissione da parte del premier.
http://www.ansa.it/site/notizie/awnp.30145471.html
La giornata del cittadino Totò il rito del bacio si sposta al bar
Adesso è a rischio la scorta. Gli autisti lo rassicurano: "Con te lavoriamo gratis"
di Massimo Lorello
Un comune cittadino, da qualche giorno, ha preso ad abitare al numero 10 di viale Scaduto. Il suo nome è Salvatore Cuffaro, ma gli amici lo chiamano Totò. Come tanti altri inquilini del complesso residenziale che si affaccia su villa Sperlinga, Salvatore rientra a casa all´ora del pranzo, mentre moglie e figli lo aspettano già per sedersi a tavola, tutti insieme. Fino a sabato scorso, un altro Salvatore Cuffaro, governatore della Sicilia, abitava nello stesso appartamento. E già al sorgere del sole, davanti al portone, lo attendeva in silenzio una pletora di clientes. Ciascuno col suo problema da risolvere, ciascuno con un favore da chiedere, ciascuno pronto a baciarlo sulle guance e a offrirgli il caffè. Dopo le dimissioni di Cuffaro da presidente della Regione sono spariti tutti. Anche la camionetta della forestale, che sorvegliava l´abitazione del governatore, è andata via.
«Libero dagli impegni istituzionali, Totò ha molto più tempo da dedicare alla famiglia. E almeno questo ci dà grande felicità», afferma il fratello Giuseppe. Tuttavia, il «signor Cuffaro» ha fretta di lasciare le vesti di privato cittadino. Certo, governatore non potrà più esserlo, ma onorevole, quello sì. E allora, basta allontanarsi di duecento metri dalla desolata e silenziosa viale Scaduto 10, basta approdare al Gran Cafè Nobel per scoprire il terzo Cuffaro: quello a metà strada tra il vecchio presidente e l´attuale cittadino comune.
È il Cuffaro che si sta attrezzando per rientrare a furor di popolo al parlamento nazionale. È il Cuffaro che lavora per essere il punto di riferimento assoluto e irrinunciabile di chi, nel centrodestra, correrà alla conquista della poltrona di presidente della Regione. Per avere un´idea di quanto il governo dell´Isola fosse Totò dipendente, bastava passare ieri da Palazzo d´Orleans: mentre si riuniva la giunta guidata da Vincenzo Leanza, nessun siciliano in cerca di aiuto attendeva dietro la porta. Quando c´era Totò bisognava prendere il turno.
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Considerato, ad oggi, un «obiettivo a rischio», l´ex governatore si muove sotto scorta. Ma nei prossimi giorni il comitato dell´ordine e della sicurezza pubblica valuterà in Prefettura se confermargli guardie del corpo e auto blu. Dovessero portargli via tutto, per il signor Cuffaro, aspirante parlamentare della Repubblica, non sarebbe un grosso problema. Perché i suoi autisti gli hanno già promesso che si metteranno in ferie e se è il caso anche in aspettativa per accompagnarlo ovunque e a qualsiasi ora durante la campagna elettorale.
Domani, intanto, mentre al teatro Politeama il Partito democratico darà il benvenuto a Walter Veltroni, Cuffaro sarà al cinema Jolly al comitato provinciale dell´Udc. E domenica, in deroga ai ritrovati impegni familiari, correrà ad Agrigento per il vertice scudocrociato della Valle dei Templi.
I suoi vigneti di Piazza Armerina, che qualche detrattore aveva immaginato come il buen retiro del governatore dimissionario, in questi giorni li ha visitati solo una volta. Certo, la campagna è bella, avrà pensato Cuffaro, ma la campagna elettorale è ancora più bella. Specie se c´è da combattere. «Abbiamo temuto che Totò, una volta lasciato Palazzo d´Orleans potesse subire un calo fisico e mentale - racconta il fratello Giuseppe - Ma, naturalmente, ci sbagliavamo. Il calo potevamo subirlo noi. Non lui che è sempre ottimista e carico di energie».
Tanto carico, che ieri è partito lancia in resta contro Michele Santoro, per l´ennesima battaglia di una guerra che ormai dura da quasi vent´anni. «L´ex onorevole Santoro preferisce fare la sua trasmissione senza avermi in studio e vuole riprocessarmi in contumacia, perché ha paura di fare un´altra figuraccia mediatica», tuona l´ex governatore a proposito della puntata di Annozero in programma ieri sera su Raidue. «Santoro - aggiunge Cuffaro - paladino della verità a senso unico alternato, si trincera dietro un mio presunto diniego a partecipare. Ribadisco, avevo solo chiesto di posticipare la puntata per poter essere presente».
Piuttosto che in tv, le serate di Cuffaro trascorrono adesso a casa degli amici più stretti i quali finalmente se lo possono coccolare senza che gli impegni istituzionali lo facciano arrivare in ritardo e accomiatare in anticipo. Si parla poco del passato recente e molto, moltissimo del futuro, delle prossime sfide elettorali. Ai commensali, in fondo, i nomi del successore di Totò vanno bene tutti. L´importante è che dietro l´angolo (o dietro la poltrona) ci sia sempre lui.
(01 febbraio 2008)
http://palermo.repubblica.it/dettagl...al-bar/1419649