Risultati da 1 a 3 di 3

Discussione: Operazione "Gotha"

  1. #1
    Schliemann
    Ospite

    Predefinito Operazione "Gotha"

    L'INCHIESTA ''GOTHA'' - Il 26 giugno del 2006 scatta l'operazione ''Gotha'', una delle più grandi operazioni antimafia che si ricordi. L'operazione è la parte finale di un'indagine condotta dopo che la polizia aveva piazzato una microspia in un box in alluminio dove si riunivano Rotolo (che era agli arresti domiciliari e veniva anche filmato mentre scavalcava il muro di cinta di casa per raggiungere a piedi il luogo dei summit), Bonura e gli altri boss di Palermo.
    Indicato col numero 25 nei "pizzini" di Provenzano, Rotolo era agli arresti domiciliari per motivi di salute: era infatti riuscito a ottenere il beneficio dimostrando grazie ad alcuni certificati medici di essere in cattive condizioni di salute. Ascoltando i discorsi dei boss la Procura antimafia ha acquisito un numero impressionante di conversazioni che hanno consentito di tracciare l'organigramma aggiornato di Cosa nostra. L'inchiesta "Gotha" ha anche svelato la nuova strategia di Cosa nostra nei confronti della politica: i boss, rispetto al passato, non si accontentavano più di appoggiare elettoralmente il candidato di turno che gli potesse permettere più aiuto e impunità, ma proponevano essi stessi l'inserimento in lista dei candidati loro affiliati. "Rotolo, Bonura e Cinà avevano rapporti con esponenti del mondo politico", hanno scritto i pubblici ministeri nella richiesta di arresto. "La strategia di Cosa nostra era volta non solo ad appoggiare nelle competizioni elettorali candidati ritenuti di assoluta fiducia ma ad ottenere anche l'inserimento nelle liste dei candidati di persone ancora più affidabili perché legati agli stessi uomini d'onore da vincoli di parentela o da rapporti ritenuti di uguale valore".

    Il boss del triumvirato delegato ai rapporti con la politica, Franco Bonura, di politica parlava a lungo nel 2005 con Nino Rotolo. I verbali sono finiti tra l'altro nell'inchiesta sul concorso esterno a Cosa nostra che vede indagato il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, condannato venerdì a 5 anni per favoreggiamento del boss Giuseppe Guttadauro e dei medici condannati per concorso esterno Salvatore Aragona e Domenico Miceli. "Con Cuffaro ci siamo incontrati, siamo stati vicini, lui è venuto diverse volte a trovarmi" diceva infatti Rotolo, ignaro delle intercettazioni. I boss parlavano anche del progetto di eliminare i Lo Piccolo padre e figlio, che erano favorevoli al ritorno in Italia dei boss "scappati" negli anni Ottanta negli Usa per sfuggire alla vendetta di Provenzano e Riina. Un progetto che trovò l'opposizione di Provenzano che, nei "pizzini" indirizzati a Rotolo e Cinà, sosteneva l'opportunità di averli sotto controllo in Italia. Le ultime indagini antimafia, tra l'altro, hanno provato come il clan di Villabate, particolarmente legato a Provenzano, avesse investito ingenti quantità di denaro in Usa nel settore della distribuzione di prodotti alimentari italiani. Il processo è una tranche dell'inchiesta “Gotha” perché altri otto imputati, tra cui l'ex deputato regionale di Forza Italia, Giovanni Mercadante, hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario.

    TUTTE LE CONDANNE - Il gup Piergiorgio Morosini, giudicando con il rito abbreviato gli imputati, ha deciso queste condanne: Andrea Adamo (12 anni); Salvatore Alfano (10 anni); Angelo Badagliacca (7 anni); Gaetano Badagliacca (10 anni); Pietro Badagliacca (12 anni); Francesco Bonura (20 anni); Vincenzo Brusca (10 anni); Carmelo Cancemi (7 anni); Giovanni Cancemi (7 anni); Giuseppe Cappello (10 anni); Vincendo Di Maio (16 anni); Pietro Di Napoli (15 anni); Salvatore Gioeli (10 anni); Francesco Inzerillo (classe 1955, 10 anni); Francesco Inzerillo (classe 1956, 7 anni); Rosario Inzerillo (10 anni); Tommaso Inzerillo (10 anni); Emanuele Vittorio Lipari (10 anni); Alessandro Mannino (10 anni); Calogero Mannino (16 anni); Giovanni Marcianò (10 anni); Vincenzo Marcianò (16 anni); Nicolò Milano (7 anni); Nunzio Milano (10 anni); Settimo Mineo (10 anni); Giovanni Nicchi (15 anni); Giovanni Nicoletti (12 anni); Michele Oliveri (10 anni); Angelo Rosario Parisi (7 anni); Pietro Parisi (7 anni); Francesco Picone (10 anni); Antonino Pipitone (16 anni); Salvatore Pispicia (10 anni); Antonino Rotolo (20 anni); Gaetano Sansone (12 anni); Giuseppe Sansone (10 anni); Giuseppe Savoca (12 anni); Giovanni Sirchia (7 anni); Francesco Stassi (8 anni) e Mario Salvatore Grizzaffi (8 anni). [La Sicilia]

    http://www.guidasicilia.it/ita/main/...p?IDNews=29170



  2. #2
    Schliemann
    Ospite

    Predefinito

    credo che occorra rileggere questa pagina per avere chiara l'idea di alcuni fatti recentemente accaduti.

  3. #3
    Schliemann
    Ospite

    Predefinito

    Il 5 novembre 2003 scoppia lo scandalo delle talpe in Procura. Vengono arrestati l'imprenditore Michele Aiello, titolare di importanti cliniche a Bagheria, la Diagnostica Villa Santa Teresa e l'Atm (Alte tecnologie medicali), e due marescialli, uno della Dia, Giuseppe Ciuro, l'altro del Ros, Giorgio Riolo, proprio l'uomo che aveva piazzato la microspia a casa Guttadauro. Sarà lui, dopo una serie di interrogatori, ad ammettere di avere rivelato ad Antonio Borzacchelli la presenza della 'cimice' nell'abat-jour, e a consentire alla Procura di scoprire il presunto passaggio a catena della notizia segreta: da Riolo a Borzacchelli, da questi a Cuffaro e dal candidato presidente a Miceli, che a sua volta lo avrebbe detto ad Aragona, poi andato da Guttadauro.

    Non è la sola fuga di notizie dell'inchiesta Talpe ad essere attribuita a Cuffaro: l'indagine, che in sè rivela come la Dda sia una sorta di colabrodo, consente anche di scoprire che il presidente avrebbe informato Aiello, tra il 20 e il 31 ottobre 2003, che i suoi informatori, Ciuro e Riolo, erano stati scoperti. Cuffaro, con modalità ritenute quanto mai sospette dagli inquirenti (telefonate criptiche, convocazioni alla presidenza della Regione di un collaboratore di Aiello, Roberto Rotondo, una "fuga" per evitare di uscire con la scorta), fissa un appuntamento e incontra l'imprenditore in un negozio di abbigliamenti Bertini di Bagheria, a pochi chilometri da Palermo. La fonte della notizia stavolta non sarebbe Borzacchelli, ma una misteriosa 'talpa' romana, mai individuata.

    http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca...lo396735.shtml

 

 

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