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Discussione: Cacciari Vs Rosy Bindi

  1. #1
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    Predefinito Cacciari Vs Rosy Bindi

    Cacciari: Partito democratico avanti da solo
    Prodi e Rosy Bindi via? Pazienza. «Se vogliamo dare identità e forza al partito la scelta è obbligata»

    Massimo Cacciari
    ROMA - «Lei mi fa una domanda che, giuro, non capisco: davvero vuol sapere se il Partito democratico, in caso di elezioni, dovrà correre da solo?».
    Esatto, sindaco Massimo Cacciari. Domanda chiara, e piuttosto all'ordine del giorno... «Ma, scusi: quali altre possibilità ci sono? Voglio dire: se abbiamo a cuore questo benedetto Partito democratico, se davvero vogliamo dargli un'identità, una sua forza, cosa possiamo fare se non quello che, giustamente, dice Walter?».

    Lei è anche un filosofo, professore: e, dunque, conosce l'uso della retorica. Ma è del tutto evidente che questa idea di entrare in una eventuale competizione elettorale, gareggiando in solitudine, non è certo scontata all'interno del suo partito.
    «Lo so, e mi spiace: ma chi la pensa diversamente, pensa male».

    Eppure, secondo alcuni, l'esperienza dell'Unione non è stata...
    «Non è stata cosa? È stata un disastro, altroché. È stata devastante. Non era una coalizione, quella roba lì...».

    E cos'era, professore?
    «Era un'ammucchiata indecorosa, senza senso, senza progetti, senza tenuta... Con modelli di coalizione, continuiamo per comodità a chiamarla pure così, come l'Unione, non governi e non fai politica. Ma ti limiti a navigare sempre nell'emergenza, gestisci l'emergenza... E, tra l'altro, la gestisci male, malissimo, e addirittura peggio di quanto, senta cosa le dico, peggio di quanto farebbe la Cdl. E sa perché?».

    No.
    «È facile. Vede, anche la loro coalizione è traballante, ma almeno quelli lì son tenuti insieme dalla sacra fame di potere... hanno tutti interessi privati e personali nella guida del Paese: a cominciare, naturalmente, dal loro capo, Silvio Berlusconi».

    Lei dice: il Pd deve correre da solo. Però non pochi osservatori sottolineano i rischi che questa decisione comporterebbe.
    «Rischi? Guardi che, in caso di elezioni, la nostra sconfitta sarebbe comunque sicura, scontata».

    E molto pessimista, professore.
    «No. Realista. E in politica il realismo è tutto».

    Realismo e coraggio, allora.
    «Assolutamente sì. D'altra parte, a Walter il coraggio non manca e io, poi, quando lo vedo e lo sento, non smetto mai di ripeterglielo: vai diritto per la tua strada. Lo scenario, lo sappiamo, non è entusiasmante. Ma più deciso sei, più netto sei, meglio è. Tanto più che...».

    Che?
    «Beh, se qualcuno ha intenzione di mollarlo, se qualcuno ha in animo una scissione, certo non si farà scrupoli».

    Sta pensando alla Rosy Bindi...
    «Sto pensando alla Bindi e a Prodi e a parecchi altri. Per questo a Walter suggerisco di non ripetere gli errori di Occhetto, ai tempi andati del Pds. Chi rema contro, chi lavora nel buio, chi ha progetti diversi, prima o poi viene allo scoperto e certo non si farà venire troppi rimorsi ».

    Lei ha la sensazione che Walter sia così forte da poter rinunciare a mediare le sue posizioni con quelle della Bindi o di Prodi o magari di...
    «Rutelli è con Walter. Fassino è con Walter. La loro lealtà non mi sembra in discussione. Mi sembra già una bella squadra, no?».

    E D'Alema?
    «Senta, D'Alema è una persona intelligente, che conosce bene la politica. E lui, per primo, sa che Walter è l'unico, ripeto l'unico leader possibile. Detto questo...»

    Cos'altro, professore?
    «Ma no... sa, sono dieci minuti che ragioniamo dando per scontata questa tremenda sciagura che sarebbero le elezioni e allora...».

    Si profilano con sempre maggior forza: questo è innegabile.
    «Sì, lo so... in giro sento aria di elezioni, e probabilmente finirà così, che ci riporteranno, per l'ennesima volta, alle urne. Ma io di una cosa sono certo: se ciò accadrà, dovranno passare sul corpo... uso la metafora con il rispetto che si deve al capo dello Stato, naturalmente... sul corpo di Giorgio Napolitano. Se un po' lo conosco, e lo conosco, credo che infatti farà di tutto per evitare un'inutile tornata elettorale. Purtroppo... ».

    Forse l'impegno di Giorgio Napolitano non basterà.
    «È ciò che temo. Ma allora dovremo fare i nomi e i cognomi, gli italiani dovranno sapere chi sono coloro che hanno rinunciato anche all'ultima possibilità di mettersi intorno a un tavolo per fare qualche piccola, decisiva riforma, e hanno preferito invece far tornare tutti a votare. Il Paese sta rotolando nel burrone, e noi ancora qui, a discutere, a fare interviste... ».

    Fabrizio Roncone
    28 gennaio 2008

  2. #2
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    Bindi: Veltroni premier? Non è detto
    «Andare al voto in solitudine è un lusso che la situazione del Paese non ci consente»

    Rosy Bindi alla Camera
    ROMA - «Andare al voto da soli è un lusso che la situazione del Paese non ci consente».
    Rosy Bindi, lei non crede nella sconfitta come purificazione?
    «Ne abbiamo avute abbastanza, di sconfitte. E non ci hanno purificato per niente. Gli effetti buoni li anneghiamo nei nostri limiti, nei nostri vizi e anche in qualche peccatuccio. Preferisco purificarmi con le vittorie, io. Ma sia chiaro che noi siamo determinati a costruire un governo istituzionale per fare la legge elettorale».

    Le urne però si avvicinano e Veltroni dice «io faccio il programma e chi mi ama mi segua».
    «Il Pd deve presentarsi con la forza e l'autonomia della sua proposta, ma in una coalizione i programmi si fanno insieme».

    Coalizione? Al loft è parola tabù.
    «La pazienza esercitata da Prodi non può essere richiesta mai più né a lui né a nessun altro e solo per questo la coalizione che ha sostenuto Romano non potrà ripetersi. La forza dell'Ulivo è la vocazione a governare, ma non da soli».

    Quindi pensate a una lista dei prodiani doc, magari con dentro i Verdi e Di Pietro.
    «Fantasie, in questi giorni se ne sentono tante. Qualcuno può davvero pensare che Prodi, come ha detto Rovati, voglia Gianni Letta alla guida di un governo per le riforme?».

    Ferrara ha sfidato Veltroni a farsi avanti.
    «Non è elegante offrire un boccone avvelenato a un leader che è stato un tuo interlocutore».

    Non è vero che nel Pd c'è aria di scissione?
    «Non esiste, nessuno verrà privato della fatica di costruire una unità vera. Il discorso è un altro, il Pd deve andare da solo o in coalizione?».

    Lo dica lei.
    «Posso dirle con chi non ci potremo alleare mai più. Mastella, Dini, Scalera, Fisichella, Turigliatto...».

    Radicali, socialisti e dipietristi possono entrare?
    «Per me vocazione maggioritaria vuol dire vocazione a governare con un programma coerente e condiviso, quel che si deve fare è dire subito con chi ci si allea».

    Con Rifondazione, sì o no?
    «Dipende da loro. La vocazione maggioritaria intesa come solitudine può piacere a qualche partito che chiede il sistema tedesco per riprendersi la sua libertà».

    Insisto, il Prc dentro o fuori?
    «Il Pd deve avere un dialogo con la sinistra democratica. Lo stato dell'Italia non ci consente di tirarci fuori, tutti dobbiamo fare uno forzo. La coalizione deve restare unita».

    D'Alema ha dichiarato chiusa la stagione di Prodi.
    «Sarebbe un suicidio politico dal quale prenderei le distanze. Io mi chiamo Rosy Bindi, ho fatto una corsa per la segreteria autonoma da Veltroni e, mi par di capire, anche da D'Alema. L'ultima cosa che ci possiamo permettere è creare discontinuità col governo Prodi, entreremmo in contraddizione con noi stessi».

    Si arrenda, la stagione dell'Ulivo è finita.
    «Il passato non torna, ma questo non significa perdere la forza e l'impronta di un progetto politico. Lo spirito dell'Ulivo non è morto e sepolto e il Pd in campagna elettorale non può che rivendicare i grandi risultati di questi venti mesi, dei quali purtroppo gli italiani non hanno avuto il tempo di accorgersi».

    Infatti. La popolarità di Prodi è molto bassa.
    «Ha fatto un giro sui blog? La sua chiarezza per come ha gestito la crisi è stata apprezzata».

    Non al vertice del Pd.
    «Ma dagli italiani, sì. Non ce lo dimentichiamo, Romano è l'uomo che per due volte ha battuto Berlusconi, lui è l'unico che ci è riuscito. Rutelli avrà pure fatto la rimonta nel 2001, ma fu sconfitto».

    Prodi pensa di riprovarci?
    «Avere Prodi come fondatore e presidente del Pd fa la differenza rispetto ad altre storie politiche. Nessun partito può vantare di avere come presidente una persona che ha il percorso politico e istituzionale di Prodi. Romano non può non essere protagonista della gestione di questa fase, come dell'apertura della campagna elettorale. E noi dobbiamo andarci a testa alta, convinti che la partita è aperta».

    Veltroni è il vostro candidato premier?
    «Non è scontato, non c'è un automatismo. Dobbiamo mettere in campo una sintesi intelligente di novità e tradizione. Il Pd ha grandi risorse e una si chiama Veltroni, ma c'è anche Prodi e ci sono altri leader. Chi sarà il candidato premier è una scelta che noi faremo insieme».

    Lo statuto dice che il segretario corre per Palazzo Chigi.
    «Stiamo ancora discutendo. Fare lo statuto oggi non è come farlo quando le elezioni sono lontane...».

    Monica Guerzoni
    28 gennaio 2008

  3. #3
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    Veltroni sembra confermare che il pd andra DA SOLO:

    da repubblica online:

    Veltroni sa perfettamente quello che deve fare il suo partito: "Lo confermo, il Pd va da solo". Va da solo alla Camera, e al massimo può puntare a qualche desistenza al Senato. Ma il dado della "vocazione maggioritaria" è ormai tratto, e indietro non si torna. "Su questo punto - osserva il leader - io vado fino in fondo. E' un'idea che avevo in testa fin dall'inizio, e ora siamo tutti d'accordo. Anche le prime reazioni di Prodi, dopo la caduta al Senato, sono assolutamente positive. Il partito è compatto, non c'è nessuna resa dei conti da fare, nessuna vendetta politica da consumare. C'è solo da andare avanti sulla strada che abbiamo intrapreso, che è l'unica che può cambiare il Paese, ed è l'unica che la gente apprezza davvero". Questa è l'altra convinzione del sindaco. La svolta maggioritaria del Pd è servita a far capire agli italiani che il rinnovamento è possibile. Che è finita davvero l'era del bipolarismo coatto e delle Armate Brancaleone messe insieme per vincere il giorno delle elezioni ma non per governare l'intera legislatura.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da agrigal Visualizza Messaggio
    Veltroni sembra confermare che il pd andra DA SOLO:

    da repubblica online:

    Veltroni sa perfettamente quello che deve fare il suo partito: "Lo confermo, il Pd va da solo". Va da solo alla Camera, e al massimo può puntare a qualche desistenza al Senato. Ma il dado della "vocazione maggioritaria" è ormai tratto, e indietro non si torna. "Su questo punto - osserva il leader - io vado fino in fondo. E' un'idea che avevo in testa fin dall'inizio, e ora siamo tutti d'accordo. Anche le prime reazioni di Prodi, dopo la caduta al Senato, sono assolutamente positive. Il partito è compatto, non c'è nessuna resa dei conti da fare, nessuna vendetta politica da consumare. C'è solo da andare avanti sulla strada che abbiamo intrapreso, che è l'unica che può cambiare il Paese, ed è l'unica che la gente apprezza davvero". Questa è l'altra convinzione del sindaco. La svolta maggioritaria del Pd è servita a far capire agli italiani che il rinnovamento è possibile. Che è finita davvero l'era del bipolarismo coatto e delle Armate Brancaleone messe insieme per vincere il giorno delle elezioni ma non per governare l'intera legislatura.
    Ma sì, andrà da solo e perderà com'è giusto che sia. Tuttavia avrà finalmente intrapreso quella vocazione maggioritaria che gli spetta è che sarà indispensabile per formare una squadra operativa e soprattutto credibile, tra non meno di 5/6 anni, ritengo...

  5. #5
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    cacciari chi , quello che porta sfiga?
    Forza bindi , forza Bersani , forza Parisi e Veltroni vada da solo in Africa!
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  6. #6
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    Premesso che Veltroni non mi piace, il PD e' l'unica prospettiva che seguo con un minimo di interesse. Condivido la scelta di correre da solo, meglio ancora se si libera dell'imbarazzante fardello dei teodem. E' ovvio che si tratta di un progetto di medio periodo che gia' sconta la certa vittoria e successiva caduta di Berlusconi.

  7. #7
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    Mi sembra ovvio, se sulla scheda c'è il partito democratico questo non può che essere da solo senza alleati altrimenti meglio lasciarlo nel cassetto e ripresentare magherita e DS.
    Cacciari sbaglia quando dice che bisogna allontanare la Bindi, non ho capito bene per qual motivo, il partito democratico ovviamente nel suo interno ha il centro e la sinistra, laici e cattolici, fuori si possono mandare chi non condivide tale scelta.

  8. #8
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    Aspettiamo gli sviluppi della situazione, mi sembra che ci sia da parte di qualcuno una totale mancanza di stima nei confronti di Veltroni che in realtà ha avuto un buon successo alle primarie del PD, chi è ancorato agli schemi medioevali delle fazioni non può aver simpatia del PD, poi però ci sarà da fare la scelta , Veltroni o Berlusconi.
    Tutto si può dire tranne che Veltroni non abbia cominciato con grinta e determinazione la sfida.

 

 

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