E ora,al richiamo di Storace, i camerati rialzano la Destra
Categoria : Politica
Articolo di GIANNI BARBACETTO uscito sul VENERDI di REPUBBLICA il 25 gennaio 2008 Casa Pound,Fn,la Fiamma…i gruppi neofascisti,sempre più “rumorosi”, meditano di unificarsi, corteggiati dall’ex di an. Che diventa protagonista del nuovo disegno politico di Berlusconi. Nelle legioni del neofascismo italiano sta cambiando tutto. Non perché “l’invasione” degli extracomunitari stia facendo aumentare il tasso di razzismo militante:questo è già vero da tempo. Non perché le curve degli stadi stiano diventando l’allevamento in cui si formano nuovi camerati: anche questa è una storia vecchia. No, la novità si chiama Silvio Berlusconi. La ristrutturazione del polo berlusconiano- con l’arrivo del PDL, la quasi rottura con Fini, la nascita de La destradi Storace- sta facendo ribollire le falangi nere d’Italia. Gruppi e gruppetti dell’ultradestra in queste settimane stanno discutendo animatamente su quale tattica adottare. Con chi schierarsi? Sta vincendo (per ora) Storace, che attira i camerati più duri e puri, strappandoli dalle file di an. Dunque vince Berlusconi, che a Storace strizza l’occhio, in funzione antiFini. Intanto però i caporioni locali di an, anche se perdono terreno, si danno da fare per non tagliare del tutto i contatti con la galassia neofascista. In teoria l’hanno già messa alla porta da anni, ma nei quartieri, nelle periferie,in provincia resta una componente del “loro” mondo.E adesso? Tutto è rimesso in discussione. Le ricorrenti accuse di “tradimento” agli ex camerati di an e soprattutto a fini si fanno più consistenti. E più accoglienti diventano le braccia (politiche) di Storace e Berlusconi. Ma per capire che cosa sta succedendo davvero, bisogna fare un giro dentro il Cuore Nero di milano, o la Fiamma Tricolore di Roma. Cuore nero è un progetto: aprire un centro sociale di estrema destra a Milano, costruire una casa comune per tutti i camerati ora dispersi in tanti gruppi e gruppetti. Finora non ci era mai riuscito nessuno. Già individuato il luogo: un ex negozio di lapidi in viale Certosa,non lontano dal cimitero del Musocco. Certo. La location non è allegrissima, ma è a un passo dal mitico campo X (Il Campo Dieci), dove sono sepolte le spoglie di in certo numero di SS, del comandante delle Brigate Nere Pavolini, di alcuni torturatori della banda Koch…Così un gruppo di camerati si è messo al lavoro per far diventare quel magazzino ingombro di marmi il punto d’incontro di tutta la destra milanese. Tra questi camerati c’è Roberto Jonghi Lavarini, candidato di An (non eletto) al comune di Milano, nonchè esponente della Fondazione Augusto Pinochet. Ci sono poi Alessandro Todisco, ex azione skinheads, condannato ad un anno e un mese per istigazione all’odio razziale e partecipazione a struttura clandestina, e suo fratello Franco, meglio conosciuto come Lothar, capo degli Irriducibili dell’Inter e buttafuori nei locali notturni: anch’egli condannato a un anno e due mesi per Azione skinheads, ma ha in curriculum condanne per droga,furto, lesioni volontarie, rissa. Per aprire cuore nero a Milano, si sono mossi anche i camerati romani: è venuto più volte in visita Adinolfi, negli ani settanta fondatore del gruppo eversivi Terza Posizione e oggi testa pensante di Casa Pound, il più importante centro sociale della destra romana. A che punto è il progetto Cuore nero? L’11 aprile scorso un incendio (doloso) ha distrutto i locali prescelti. Sono seguite rabbiose promesse di vendetta, tenute a bada (a stento) da autorevoli esponenti di an, accorsi ad offrire la loro solidarietà. C’è anche chi, dopo il rogo, ha promesso un anuova sede per Cuore nero, magari in locali offerti in affitto dal Comune di Milano: lo ha fatto uno degli uomini più rappresentativi di An, Carlo Fidanza, capogruppo di an in consiglio comunale.. Esponente delle istituzioni, Fidanza è anche una cerniera tra il partito di Fini e i camerati più irriducibili. Il vero leader del partito a Milano è La Russa: anche lui tra i tanti capi di che flirtano con in nostalgici del Ventennio o con i fascisti irriducibili. Il 25 aprile 2007 ha dichiarato che lui il giorno della Liberazione lo celebra con una visita al campo X di Musocco, a rendere omaggio ai caduti della Rsi. E, del resto, tra i collaboratori di La Russa spicca l’avvocato Adriano Bazzoni. Che si è fatto fografare, nella sede di An di Quarto Oggiaro, estrema periferia Nord di Milano, con un bel gruppo di camerati. Tra questi, il compianto Zio Salva: ovvero Salvatore Di Giovane, che fa parte della famiglia calabrese nota per essere rimasta coinvolta in indagini sul traffico di droga della ‘ndragheta in Lombardia. Le aggressioni e i raid dei gruppi di Ultradestra sono tornati a crescere, benchè siano quasi invisibili, confinati dalla stampa nelle notizie in breve o nelle pagine locali. Sono stati 61 nel 2005, 97 nel 2006, un centinaio nel2007, catalogati pazientemente dall’Osservatorio democratico sulle nuove destre animato da saverio Ferrari. Obbiettivi preferiti: giovani di sinistra, omossessuali, immigrati; oppure sedi di partito, simboli della resistenza, centri sociali. Roma ha il record di obbiettivi colpiti. Seguono l’Emilia Romagna, la Lombardia, il Veneto e la Toscana. Ma in quasi tutte le regioni d’Italia, dall’Alto Adige alla Sicilia, sono accaduti episodi del rinascente squadrismo, con accoltellamenti, attentati agli ambienti islamici e raid più classicamente antisemiti, come la profanazione di tombe ebraiche. Il neofascismo italiano, pesante nelle strade,è più debole nelle urne. È una realtà che pesa elettoralmente attorno all’1,5%: più o meno 500000 voti. Non una gran falange,e oltretutto litigiosa e frazionata in decine di gruppi e gruppetti. Eppure sempre corteggiata dal centrodestra. Da più d’uno dentro an, perché risveglia i ricordi delle radici e della gioventù. Ma anche Berlusconi, che ha sempre favorito accordielettorali con i partitini dell’ultradestra: perché quei pochi voti potevano comunque essere determinanti per vicere qualche collegio in bilico (con il vecchio sistema elettorale) e perché è meglio nono buttare via niente (con il sistema elettorale del cosiddetto porcellum, in vigore dal2006). Il gruppo più forte della frammentata galassia nera è la Fiamma tricolore di Luca Romagnoli (parlamentare europeo), il movimento più presente e organizzato, specialmente a Roma. Poi c’è Fn,il gruppo di Fiore (erede di Terza Posizione), che ha costituito il cartello elettorale Alternativa sociale, insieme alla Mussolini(parlamentare europea) e al fronte nazionale di Tilgher (dietro cui c’è un protagonista dell’eversione degli anni 60 e 70, Delle Chiaie). Ora La Destra tenta di creare un cartello forte alla destra di n, con l’obbiettivo di superare le percentuali da prefisso telefonico dei gruppi finora in campo. Le trattative sono in corso. Qualche esponente di an ha già ceduto alle sirene di Storace e ora il progetto è quello di offrire un ombrello anche ai gruppi dell’ultradestra. La sola del tutto contraria è la Mussolini, per la sua invincibile inimicizia nei confonti di Storace ( il suo staff tentò, con un’intrusione nei pc elettorali, di far escludere la lista Mussolini dalle regionali del 2005 nel Lazio). Fn è cauta. La Fiamma possibilista. La fusione è impensabile, perché ciascun leader è gelosissimo del proprio spazio. Ma i militanti potrebbero essere calamitati dal sogno di diventare più visibili sulla scena politica italiana e più pesanti anche elettoralmente. Nelle prossime settimane sapremo se gli irriducibili del fascismo diventeranno più lontani da Fini e paradossalmente, attraverso Storace, più vicini a Berlusconi.




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