Dal messaggio del papa per la quaresima:
"Non siamo proprietari - scrive Benedetto XVI - bensì amministratori dei beni che possediamo: essi quindi non vanno considerati come esclusiva proprietà, ma come mezzi attraverso i quali il Signore chiama ciascuno di noi a farsi tramite della sua provvidenza verso il prossimo"
"i beni materiali rivestono una valenza sociale, secondo il principio della loro destinazione universale"
Mi sembra un concetto importante e molto in sintonia con la parola di Gesu' Cristo, dalla metafora del cammello nella cruna al denaro "sterco del diavolo".
Credo che come cristiani sarebbe importante cercare di ricordarsi ogni tanto di avere almeno un rapporto "sano" col denaro e la ricchezza: non disprezzarla, ma mai neanche diventarne succubi o idolatrarla. E' molto triste che proprieta' e ricchezza siano sempre piu' considerate il primo (se non l'unico) metro di giudizio della "qualita'" delle persone, per giudicare quanto una persona abbia avuto una vita "meritevole".
Per esempio, secondo me e' assolutamente inaccettabile che un cristiano rinfacci a qualcuno di essere povero. Non intendo una persona veramente povera, che fatica a sopravvivere, intendo "povero" nel senso semplice di "non ricco", come lo sono la maggior parte delle persone (ma vedi considerazioni successive). Purtroppo un sacco di volte sento rinfacciare a chi non e' diventato ricco di essere una persona misera, immeritevole, mentre forse chi e' davvero misero e' chi ha rinunciato a cose piu' importanti (gli affetti, i figli, le amicizie) per inseguire una ricchezza che e' fondamentalmente INUTILE.
E cerchiamo una buona volta di sentirci piu' ricchi noi stessi! Ma che cavolo, io stesso faccio il lavoro per cui ho studiato, ho una casa, una macchina, non ho ansia di pagare le mie bollette, quando faccio la spesa non ho bisogno di controllare quale succo di frutta costa di meno... Se penso a come vivevano i miei nonni 2 generazioni fa, sono gia' strafortunato!
Invece mi pare che almeno noi italiani ci sentiamo sempre piu' poveri di quello che siamo. Magari siamo un po' fancazzisti sul lavoro, ma guardiamo sempre allo stipendio che non abbiamo e che per qualche motivo "ci meriteremmo" (davvero...?). Quasi nessuno dice di essere ricco, perche' guardiamo sempre a chi e' davanti a noi. Poi magari trascuriamo moglie e figli per lavorare fino a tardi nella speranza di fare su piu' soldi, per comprare vere e proprie cazzate, che poi non abbiamo tempo di goderci perche' dobbiamo continuare a lavorare...




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