
Originariamente Scritto da
fulvia1312
Ah, punto?
http://www.disastromondo.it/dodicesimo.htm
Se la donna è solo parzialmente libera negli Stati europei, negli Stati Uniti e nel Giappone, cioè negli stati industrializzati, essa non è assolutamente libera negli stati asiatici, in Cina e in India e nello Sri-Lanka, negli stati africani e nei paesi islamici, nell'America meridionale e centrale, nelle plaghe dell'Oceania. Vi si oppongono le situazioni reali, vi si oppongono le religioni. Qui si tocca con mano la funzione reazionaria delle religioni, tutte.
La religione cattolica romana, pur ammettendo il lavoro della donna, pur riconoscendo, al suo interno, grandi comunità monastiche femminili, per avendo, recentemente glorificato, nei messaggi papali, la importante funzione della donna nella Chiesa e nella società, invia un messaggio totalmente diverso quando esclude la donna da ogni funzione sacra all'interno dell'ordinamento ecclesiale. La donna non può essere sacerdote, la donna non può predicare, la donna non fa parte della carriera ecclesiastica, non può ricoprire nemmeno il diaconato. D'altra parte, i sacerdoti più semplici, incoraggiano il lavoro domestico della donna, non sono favorevoli ad impegni importanti, vedono con favore le famiglie che hanno la madre a casa impegnata nelle piccole cose di tutti i giorni.
La religione islamica maledice e condanna la donna al silenzio, in casa, al silenzio fuori casa, nascosta nel chador che toglie completamente la visione femminile a chiunque che non sia, a casa, il marito o i figli. Certamente nei paesi islamici ci sono eccezioni a questa condotta, si sono affermate addirittura donne ministri e primi ministri, naturalmente ci sono paesi islamici in cui si è affermato, come in Turchia, un certo laicismo. Ma sono la minoranza: dovunque nel miliardo di islamici si stanno affermando i fondamentalisti che lottano anche, come avviene soprattutto in Afghanistan, per la separazione totale della donna dalla vita civile.
E noi sappiamo, per le ragioni viste prima della natalità crescente, che nei paesi non europei vi sarà un grande incremento della popolazione che darà un peso enorme, tra cinquant'anni, a queste religioni, come a quella indiana, al buddismo, per cui vediamo con molta negatività la possibilità di una crescita rapida della liberazione della donna.