
Originariamente Scritto da
Lotari
Che l’arcivescovo di Canterbury poteva ben scrivere il programma di Ed Balls era una battuta (forse facevo bene a metterci uno di quegli smiley che detesto, così era più comprensibile).
Allora:
Se parlo in maniera avulsa dalla religione, solo dal punto di vista dell’opportunità sociale di quel disegno di legge, mi dici che vado a mettere il naso nelle intimità e che allora è meglio fare un discorso di “teologia morale”; se ti mostro che la morale (ma non il moralismo, ché non sono bravo a farlo) so farla, ecco che mi dici “cosa c’entra Giorgio con le leggi?”. Tu che ne sai quanti ce ne sono di quei Giorgio? E’ arcinoto che i registri delle unioni civili sono un flop in tutte le città che li hanno messi su. Poche, pochissime coppie iscritte, il boom è Pisa con qualche decina. Allora? Quel Giorgio è la mosca bianca? Questo è la dimostrazione che quel che si cerca è solo un “piede di porco” (nomen omen) propagandistico, per scardinare ogni ordine naturale.
Segui il mio ragionamento.
Per me “omosessuale” non significa nulla. E’ come definire la categoria degli “autoerotici”, è un nonsenso. Una persona è una persona. Io non vado a mettere il naso nelle intimità, per quanto mi riguarda se uno fa qualcosa c’è il confessionale, a me non interessa (a meno che non si tratti di scandalo). Ma, proprio perché non ci vado, a mettere il naso nelle intimità, cioè guardo dall’esterno la questione, dico che due uomini non legati da rapporti di parentela (come studenti, amici, etc) che convivono, per un incontrovertibile fatto di natura, possono essere solo una coabitazione e non una famiglia né una convivenza civile, che implichi un legame affettivo che si estrinseca nella sessualità. Al massimo, la loro sarà una forma di solidarietà analoga a quella che può esserci tra parenti non sposati. Ad esempio, un fratello e una sorella che vivono insieme è pacifico per tutti che non sono né una famiglia né una convivenza, ma solo una coabitazione (è una coabitazione è un rapporto tra le persone e un luogo, non tra persone) perché non sono così maligno da pensare che siano uniti da forme di affettività che si estrinsecano nell’atto sessuale. Al contrario, ma in aggiunta a ciò che dico, un padre e una figlia che vivono da soli sono una famiglia a tutti gli effetti, e io mi disinteresso se in seno a questa famiglia possano accadere cose particolari. Chiaro?
Insomma, la laicissima costituzione dice che la Repubblica “riconosce i diritti della famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio” (art.29), cioè una comunità fondata su un rapporto di coniugio (che brutta parola, ma serve ad intenderci) o comunque, in caso di decesso di un coniuge, di paternità o maternità o da altri legami generazionali. Segui gli aggettivi: società NATURALE fondata sul matrimonio. Esiste però, dirai tu, anche la società naturale non fondata sul matrimonio e ad essa la Repubblica potrebbe riconoscere un quid minoris di diritti. E sia, ma sempre NATURALE deve essere. Forse la Costituzione potrebbe ammettere una società INNATURALE, cioè contro natura? Sarebbe assurdo, illogico. Qua non stiamo parlando di opinioni. La società naturale non fondata sul matrimonio è quella padre-figlio/a, nonno/nipote, etc (c’è un rapporto di filiazione intergenerazionale, dal quale discende un obbligo di assistenza ad un bisogno particolare dell’altra persona, ad esempio per la salute, che è tutelato e ritenuto meritorio). Fratello e sorella che vivono insieme non pensano all’unione civile perché è pacifico anche per loro che essi non sono una famiglia, ma solo una (del tutto legittima) coabitazione. Difatti, chi chiede che la comunità fratello-sorella sia qualcosa di più di una coabitazione? I due fratelli amanti di Lipsia.
La convivenza tra amici, studenti, conoscenti, docenti che condividono un appartamento nella città dove lavorano si basa su rapporti socialmente trasparenti che non richiedono l’attribuzione di uno status differente. E difatti essi non la richiedono.
Ecco che, se due persone dello stesso sesso che convivono chiedono che la loro relazione assurga a qualcosa di più e/o di diverso dalla coabitazione, automaticamente su di esser ricade l’onere di “mostrare” a che titolo è la loro unione, a dire che tra loro non c’è solo un mutuo soccorso “sociale” (che non è impedito, ma non può avere la dignità di convivenza civile soggetto e/o oggetto di diritti), ma un legame affettivo basato su altro tipo di relazione personale. Chi chiede, non chi concede, ha l’onere di dimostrare. Quando richiedi l’attribuzione di un diritto, tu non porti forse prove che sostanzino l’attribuzione di questo diritto?
Delle due, una: o è così o vale l’altro post che ho scritto, cioè che stanno cercando di trarre esclusivamente benefici economici.
Altrimenti, ma devi ancora rispondere su questo, mi devi spiegare perché la convivenza omosessuale sarebbe accettabile e l’incesto no, dovresti spiegare dov’è la differenza e il discrimine.