Sì subito
Sì forse
si vedrà..
non credo
GUERRA TOTALE




in effetti... cosa proponi ?Soprattutto che l'estremismo politico è stato paradossalmente più funzionale alla stabilizzazione del Regime politico, piuttosto che diretto al raggiungimento dei propri obiettivi. E' davvero triste assistere a questa commedia.
In questa contrapposizione tra estremisti, dov'è l'interesse del Paese?
pretendere che tutti si spostino al "centro"?
su quali accordi?




Ti rispondo e spero avrete la pazienza di leggere, con un paio di articoli scritti da un anziano fascista alcuni anni fa:
Punti fermi per "cambiare registro"
Si può risorgere…
ma prima, bisogna capire!
Sessant'anni di capillare e mirata propaganda avversaria, di stretto e controllato monopolio dell'informazione da parte dell'antifascismo militante e di confusione politica e concettuale intrattenuta ad hoc dai professionisti della "partitocrazia" e del "mal governo", nonché l'approssimazione, il settarismo ed il disordine mentale coltivati ad usum delphini dai Leader (si eos hoc nomine appellari fas est: se è lecito che essi siano chiamati con questo nome!) e/o dall'insieme degli aspiranti "ladri di marmellata" della cosiddetta "Area", sono riusciti a cancellare nella coscienza collettiva del nostro popolo, perfino il ricordo di che cosa sia il Fascismo, che cosa sia o possa essere un' organizzazione Fascista, che cosa possa voler dire o significare essere Fascisti ed in che cosa consista svolgere o attuare una politica di tipo Fascista.
Per evitare, quindi, che si continui gratuitamente ed impunemente a pronunciare delle parole vuote e senza senso o riferirsi a dei termini che nulla hanno a che fare o a che vedere con il "fascismo, così come l'antifascismo voleva che fosse", oppure ad ispirarsi infondatamente e mendacemente a certi periodi della nostra storia che sono particolarmente a cuore agli Italiani degni di questo nome; e per evitare ugualmente che si continui - da parte antifascista - ad indurre in errore le giovani generazioni e - da parte di certi ambienti della cosiddetta "destra radicale", "nazionale", "sociale" o quant'altro - a rendere i loro adepti inconsciamente vittime di falsi o fuorvianti obiettivi (facendo loro credere che sono autentici o veritieri e, per di più, senza svelare loro le mistificazioni e le manipolazioni che si celano dietro i loro "paraventi"!), ho ritenuto opportuno ristabilire il significato ed il senso delle parole che si riferiscono al Fascismo ed indispensabile fissare - soprattutto per quei giovani che, in tutta buona fede, ancora oggi, sono attirati, affascinati e/o entusiasmati dall'alone di reputazione, di carisma e di prestigio che continua ad emanare dal progetto storico mussoliniano (1919-1945) - un minimo di chiarezza semantica e di precisione politica.
Ecco, dunque - per coloro che sono interessati ad un possibile ed auspicabile risorgimento dell'ideale italiano per eccellenza - che cosa bisogna sapere e capire, se si vuole avere una qualunque chance di fare di nuovo trionfare idee di Mussolini e la visione del mondo che ne consegue:
a. Il Fascismo - innanzitutto - non è affatto un'ideologia (non è, cioè, un semplice punto di vista soggettivo ed arbitrario che fissa un qualunque "schema", assoluto ed indiscutibile, ed attende che la realtà si adatti automaticamente e supinamente al suo disegno; oppure, dopo averlo fissato, tenta di manipolare e/o di violentare la realtà, per cercare di poterla fare coincidere o "combaciare" con i termini teorici ed astratti della sua preventiva e preconcetta costruzione intellettuale !), ma soprattutto un metodo: è una maniera positiva e dinamica di intervenire o di procedere nel contesto della realtà, nonché una maniera volontaria ed energica di percepire, affrontare e risolvere le problematiche che esistono o tendono a scaturire ed a svilupparsi all'interno di una società; se vogliamo, è essenzialmente l'arte del fare ("quod non est in factis, non est in mundo" : ciò che non è nei fatti, è da reputare inesistente; in altri termini: un vacuo, vuoto e vano "flatus vocis" o se si preferisce, un rumore della voce!); in particolare, fare oggi, ciò che potrebbe essere fatto domani o tra un'ora; farlo bene; farlo nell'interesse generale della società; ed essere liberi di poterlo fare, senza dovere tenere conto di nessun tipo di tabù, di ostacolo o di impedimento concettuale, aprioristico, assoluto ed indiscutibile; in altre parole, è l'espressione naturale della società dell'agire che si oppone con tutte le sue forze alla "società dell'enunciare" o dell'inconcludente "teorizzare"; la manifestazione istintiva della società del realizzare che aborrisce e rifiuta la "società del promettere" o del "dilazionare" ; l'estrinsecazione spontanea della società dell'essere che avversa e schernisce la "società del sembrare" o quella del semplice e bambinesco "apparire".
b. Un'organizzazione Fascista - in particolare - non è, né può essere, un "partito" (dal latino, partior, partioris, partitus sum, partiri che vuol dire dividere, separare - da cui pars, partis, partito, fazione) come gli altri, né tanto meno una "setta di uguali" (una camarilla di zombi, cioè, dove chi non la pensa esattamente come il "Capo", è immediatamente marginalizzato o escluso!), ma semplicemente un Fascio (dal latino fascio, as, fasciatum, fasciare: legare, unire, tenere insieme - da cui fascis, is, fascio; plurale fasces, ium, cioè, i fasci di verghe con scure o fasci littori degli antichi romani: simbolo di unità e di forza, in una società di esseri unici, originali, irripetibili e complementari): un'organizzazione, cioè, che tende ad unire, consociare, coalizzare l'insieme delle forze vive ed operose di una Nazione, per meglio cercare di attuare, concretizzare, realizzare tutto ciò che è considerato utile, conveniente e vantaggioso, per la totalità dei cittadini ed il bene comune della società; un'organizzazione Fascista, inoltre, per antonomasia, non pone mai delle pregiudiziali ideologiche - come lo stesso Mussolini, sin dall'inizio, tenne chiaramente a sottolineare, "per le eterne ostriche della pregiudiziale, apparve come inaudito che i Fasci non avessero pregiudiziali di sorta"… ; e, per meglio precisare quel suo inequivocabile pensiero, ironicamente e pungentemente aggiunse: "Non si vuole capire che il Fascismo cessa di essere tale, non appena si scelga una pregiudiziale. Il Fascismo pregiudiziaiolo diventa un Partito. I Fasci non sono, non vogliono, non possono essere, non possono diventare un partito. I Fasci sono l'organizzazione di tutti coloro che accettano date soluzioni di dati problemi attuali" (le due citazioni sono tratte da un articolo di Benito Mussolini, apparso su "Il Popolo d'Italia", n. 180, del 3 Luglio 1919); ed ancora: "Il Fascismo non è, non vuole essere, non sarà mai una ridicola, grottesca e sinistra congrega come sono i vecchi partiti e i frammenti dei vecchi partiti; il Fascismo è tale in quanto permette una pragmatica latitudine di atteggiamenti, a seconda delle circostanze di tempo, di luogo, di ambiente" (B. Mussolini, "Il Popolo d'Italia", 29 Ottobre 1920); un'organizzazione Fascista, in fine, è una formazione politica che accetta, favorisce ed incoraggia l'insieme delle idee che sono espresse o manifestate dai suoi aderenti o dai singoli cittadini (purché, queste ultime, abbiano come finalità, il bene del Popolo o della Nazione); mentre invece, osteggia e combatte qualunque tipo di "fazione politica organizzata" (ivi comprese quelle di eventuali "fascisti dissidenti" , "frondisti", "zelanti" o, semplicemente, "impazienti"!) che sia in opposizione o contraddizione, disaccordo o contrasto, con l'interesse generale del Popolo-Nazione italiano; questo, per la semplice ragione che - per il Fascismo - il più genuino "partito" di ogni popolo, è il Popolo stesso e la più naturale "fazione" di ogni Nazione, è la Nazione medesima !
c. Essere Fascisti - di conseguenza - non è in nessun caso indossare esclusivamente una camicia nera; oppure, calzare impropriamente degli anfibi militari, raparsi i capelli a zero, suonare/ascoltare l'hard-rock (che centra, poi, il "rock", con il Fascismo, non l'ho mai capito!); o ancora, sfoggiare simboliche e formali "patacche" d'altri tempi, di cui - tra l'altro - non si conosce né il significato, né la storia; ovvero, agitare freneticamente rachitici e sdolcinati "braccetti a molla" o ostentare degli sgarbati o provocatori saluti romani; ossia, reclutare bande di "zecche di altro colore" o "scalmanati da stadio", per scatenare gazzarre o fomentare gratuiti e premeditati scontri di piazza, ma tendere principalmente e sistematicamente a raggruppare, organizzare e fare co-operare fra di loro le migliori intelligenze, le più valide professionalità e le più opportune competenze di una Nazione e fare in modo che queste ultime - indipendentemente dalle idee che singolarmente esprimono o dalle predisposizioni e inclinazioni filosofiche e/o politiche che separatamente manifestano - possano meglio impiegare le loro indispensabili ed inestimabili capacità ed energie al servizio dell'interesse generale della società e, quindi, fornire più facilmente all'insieme dei cittadini le soluzioni che essi sognano, sperano e/o attendono, evitando così che i problemi che quotidianamente li angosciano o li assillano, continuino a rendere incerto, insidioso ed insicuro il loro presente ed il loro avvenire; essere Fascisti, inoltre, è sentirsi fieri ed orgogliosi di portare la propria "pietra" al cantiere della società, senza tema di biasimo o di pena né speranza di ricompensa; essere Fascisti, in fine, è essere tutt'uno (esse, ergo sum, sono in quanto appartengo!) con il Popolo e la Nazione alla quale si appartiene; "Virtù fasciste - affermava Mussolini - sono: la tenacia nel lavoro; la estrema parsimonia del gesto e della parola; il coraggio fisico e morale; la lealtà assoluta nei rapporti della vita; la fermezza nelle decisioni; l'affetto per i camerati; l'odio per i nemici della Rivoluzione e della Patria; la fedeltà senza limiti al giuramento prestato; il rispetto della tradizione; e, nel contempo, l'ansia del domani" (articolo apparso su "Gioventu Fascista", del 1931, citato da Pietro Caporilli, "Mussolini, pensieri", I libri del quadrifoglio, Roma, 1971, pag. 45).
d. Svolgere o attuare una politica di tipo Fascista, non è, né può significare, perseguire una qualunque politica di parte: cioè, il mio interesse, contro il tuo; il tuo, contro il mio; il nostro, contro il loro; il loro, contro il nostro e così via, tutti facenti parte della stessa società; ma vuole innanzitutto dire, riappropriarsi del significato e del senso della parola politica (dal greco politichè): la politica, intesa letteralmente, come l'arte della Polis o della "Città-Stato" e, per estensione, l'arte o la tecnica degli affari pubblici e del governo delle genti; cioè, l'arte del ben vivere all'interno di una società; l'arte di educare i cittadini della società in questione a gestire e migliorare le forme e le strutture di quel loro ben vivere; l'arte di rendere coscienti i membri della società che per perpetuare nel tempo la condizione di quel loro ben vivere, è indispensabile restare uniti ed essere decisi a difendere, contro chiunque e con ogni mezzo, l'interesse generale della loro società nei confronti di (o in rapporto con) altre società; in altre parole, è perseguire l'interesse generale della nostra società, nei confronti, nei riguardi o nell'indifferenza di altre società.
e. Come fare per applicare concretamente questo genere di politica?
1. fissare un obiettivo politico di portata nazionale, internazionale e storica (un esempio di obiettivo politico al di sopra delle "parti" e delle "fazioni", potrebbe essere: l'immediato ed assoluto recupero della libertà, dell'indipendenza, dell'autodeterminazione e della sovranità politica, economica, culturale e militare, per l'Italia, l'Europa ed il resto dei Popoli-Nazione del mondo) e cercare di diffonderlo o di divulgarlo con ogni mezzo;
2. fissare un obiettivo economico di portata nazionale, internazionale e storica (un esempio di obiettivo economico al di sopra delle "parti" e delle "fazioni", potrebbe essere: l'avidità, la bramosia e l'egoismo individuali dei singoli cittadini (essendo figurativamente paragonabili ad un "fiume in piena", se quest'ultimo viene imbrigliato e canalizzato entro gli argini invalicabili della morale societaria e della legge, non potrà che produrre altra "energia" o altra produttività, mentre invece, se lasciato libero di scorrere o defluire ovunque esso intenda, genererà soltanto disastri e distruzioni, come avviene ai giorni nostri) - siccome nessuno, fino a questo momento, è riuscito a cancellarli dalla natura umana - possono e debbono essere garantiti dallo Stato, esclusivamente se coincidono con l'interesse generale della società ; in caso contrario, debbono essere assolutamente ed inesorabilmente contrastati e repressi) e cercare di diffonderlo o di divulgarlo con ogni mezzo;
3. fissare un obiettivo sociale di portata portata nazionale, internazionale e storica (un esempio di obiettivo sociale al di sopra delle "parti" e delle "fazioni", potrebbe essere: rifiuto dell'uomo "oggetto", "cosa", "forza lavoro" o "uno dei tre fattori della produzione" ed affermazione dell'uomo soggetto e finalità della Storia; soggetto, scopo principale e finalità dell'economia; soggetto, scopo principale e finalità del ben vivere all'interno della società) e cercare di diffonderlo o di divulgarlo con ogni mezzo;
4. cessare di definirsi di "destra" (o di "estrema destra", di "destra radicale", "sociale", "nazionale" o quant'altro…); mandare a casa i "cavalli brocchi"; e chiamare a raccolta, indistintamente, tutti coloro che sono disposti a collaborare per potere concretamente raggiungere i suddetti obiettivi ;
5. lasciare, in fine, che le future gerarchie della nascente organizzazione scaturiscano spontaneamente e prendano corpo e sostanza dal vivo dell'azione quotidiana.
di: Alberto B. Mariantoni


B A S TA !Diciamo che comincio davvero a rompermi i "c…" ed a perdere la pazienza! Come dirlo altrimenti? Come esprimere diversamente, e gridare ai quattro venti, l'incontenibile rabbia ed il profondo senso di sdegno e di rivolta che mi straripano dal cuore, nel constatare l'assurdo ed anacronistico comportamento delle uniche frange della società che potrebbero in qualche modo contribuire - con il loro naturale attivismo - all'effettivo risveglio politico, economico, sociale e culturale dei nostri Popoli e delle nostre Nazioni?
con la "guerra" che non c'è più
Mi riferisco a quelle "formazioni politiche" della cosiddetta "estrema destra" e della cosiddetta "estrema sinistra" che continuano sfacciatamente, inopportunamente ed abusivamente a contrabbandare per "Fascismo" o per "Antifascismo" ciò che, al massimo, potrebbe essere paragonato ad una soggettiva ed arbitraria riduzione ortogonale del più squallido e patologico degli psicodrammi individuali e collettivi. Psicodrammi, per di più, velleitariamente organizzati e contraddittoriamente messi in scena da qualche ingenuo (o in malafede?) e sprovveduto (o in "servizio comandato"?) aspirante "Guappo", "Guitto" e/o "Gendarme" (con l'occasionale sostegno di qualche "Cicisbeo"…), nel contesto del più mediocre, scalcinato ed inefficace degli "show" da circo/baraccone di quartiere o di periferia!
I militanti di quelle formazioni, infatti, nel loro quotidiano attivismo politico - non solo continuano a farsi stoltamente frazionare e scelleratamente compartire in sterili ed inefficaci "schieramenti contrapposti", ma - tendono addirittura a "marcarsi", braccarsi, denunciarsi, colpirsi e danneggiarsi reciprocamente, come se il tempo dei loro "riferimenti ideologici" e della loro quotidiana "azione politica" si fosse irrimediabilmente arrestato alle date fatidiche del '68… o dei successivi "anni di piombo" e, qualche volta, addirittura al clima di odio e di esasperata vendetta o rappresaglia che esisteva all'inizio degli "anni '20" o nell'ultima fase, idiota e fratricida, della "Seconda guerra mondiale" (1944-1945).
Invece di coalizzare politicamente e/o strategicamente le loro forze per tentare credibilmente di far fronte al nemico comune del nostro tempo (il "liberismo, la "mondializzazione", "l'imperialismo statunitense", "l'arroganza israeliana", i "prezzolati satrapi" ed i "traditori della Patria" che ci governano, gli "affamatori dei popoli", i "prevaricatori sociali", ecc.) o, quanto meno, considerare il "nemico del proprio nemico, come proprio (occasionale, contingente o strumentale…) amico", preferiscono reciprocamente giocare ai "carabinieri del sistema", stilando dettagliate liste telematiche e/o cartacee dei loro "alter ego" politici (per denunciarli, naturalmente, al pubblico ludibrio ed incitare la magistratura e le "forze dell'ordine" alla loro incarcerazione e/o repressione!); fronteggiandosi violentemente sulle strade e le piazze delle nostre città; tendendosi delle vili e brutali imboscate; e, dulcis in fundo… organizzando pregiudizievoli e deprimenti "spedizioni punitive" contro il "fascista", il "comunista", il "razzista" o "l'immigrato islamico" di turno!
Ma dico: siete diventati tutti matti? Lo volete capire o no che il sistema che ufficialmente e reciprocamente affermate di negare e/o di volere combattere, è estremamente felice (ed, in certi casi, addirittura riconoscente…) che voi continuiate stupidamente a comportarvi come gli scervellati "polli di Renzo" di manzoniana memoria? Lo volete capire o no che la "divisione in sillabe" delle vostre opinioni politiche - in "destra", "sinistra", "centro", "estrema destra" ed "estrema sinistra" - è semplicemente un sistema che permette ai " furbi ", di ogni epoca e di ogni età, di dominare facilmente ed impunemente i " fessi" di ogni Popolo e di ogni Nazione, per l'eternità? Lo volete capire o no che la "guerra" che è attualmente in corso nel mondo, non è affatto quella che - a torto o a ragione… - si sono ritrovati a combattere e/o a subire i vostri padri, i vostri nonni o i vostri bisnonni? Lo volete capire o no che il "liberismo" e la "mondializzazione" sono il principale e più mortale nemico dei nostri Popoli e delle nostre Nazioni (o se preferite, il furbesco "grimaldello" utilizzato dalla finanza internazionale per "scassinare" gli ancora inviolati forzieri dell'originale e peculiare identità dei nostri Popoli e delle nostre Nazioni, e per poterci meglio, tutti insieme, amalgamare e massificare all'interno dei macroscopici ed arzigogolati dati statistici delle sue anonime e globalizzate speculazioni)? Lo volete capire o no che sul continente Europeo, nel bacino mediterraneo e nell'area vicino-orientale esistono centinaia e centinaia di basi militari statunitensi che impediscono, direttamente o indirettamente, che i nostri Popoli e le nostre Nazioni possano un giorno effettivamente recuperare e realmente esercitare la loro libertà, la loro indipendenza, la loro autodeterminazione, nonché la loro sovranità politica, economica, culturale e militare?
Ditemi: a cosa potrebbe servire, continuare a vantarvi di avere bastonato o messo in fuga un "compagno", un "camerata", un "razzista" o un "immigrato", quando voi e loro, loro e voi, sarete tutti invariabilmente ridotti in catene, nonché calpestati e sfruttati dallo stesso despota? A cosa potrebbe servire, continuare ad essere delle semplici "fazioni" di Popoli avviliti e schiavizzati o di Nazioni tiranneggiate ed oppresse che il "comune nemico" ha tra l'altro già destinato al più volgare ed indistinto livellamento economico e culturale, e quindi al triste oblio della Storia?
Se non siete ancora diventati davvero tutti matti o non siete il "cavallo di Troia" prezzolato o gratuito del sistema nel ventre dei nostri Popoli e delle nostre Nazioni, smettetevela - per cortesia - di comportarvi come dei cretini…
BASTA, con il gioco delle parti della "guerra" che non c'è più!
Calci nel "c…" agli aspiranti "Guappi", "Guitti" e/o "Gendarmi" delle vostre rispettive formazioni. Tutti gli altri: uniti e solidali - arma in resta e ranghi serrati - per partecipare alla dura battaglia che ci attende e che, tutti insieme, volenti o nolenti, saremo immancabilmente costretti a sostenere ed inevitabilmente a vincere, per potere ancora avere una qualunque speranza di potere continuare ad essere, esistere ed agire come meglio l'intenderemo, lo vorremo e/o lo decideremo.
Inutile cercare il "partito", la "fazione" e la "bandiera" che saranno più idonei ad assicurare la nostra individuale e collettiva vittoria: il più genuino "partito" di ogni popolo, è il Popolo stesso; la più naturale "fazione" di ogni Nazione, è la Nazione medesima. E la più giusta ed adeguata "bandiera" di ogni Popolo e di ogni Nazione, è quella che sulla sua intera superficie porta inciso, a caratteri indelebili e cubitali, l'irrinunciabile anelito di ogni autentico Popolo e di ogni credibile Nazione: libertà, indipendenza, autodeterminazione e sovranità politica, economica, culturale e militare.
Chi pretende il contrario: ecco, il nemico più prossimo e ravvicinato da fronteggiare, combattere e sconfiggere. Immediatamente. E senza pietà!
di: Alberto B. Mariantoni




Niente tregua per chi vuole i negri qui.
ITALIA ITALIANA.





