Riporto lo stralcio di una lettera di Simone Weil a Déodat Roshé,
non tutta perchè troppo lunga. (siamo intorno al 1940)
Questa parte è tuttavia rappresentativa se non del suo pensiero
filosofico
delle opinioni che ella aveva intorno la storia della spiritualità e le
tradizioni
religiose.
"Da molto sono attratta dai catari, anche se conosco ben poco di loro.
Una delle ragioni principali di questa attrazione è la loro opinione
riguardo l'Antico Testamento, che lei esprime così bene nel suo
articolo , quando giustamente dice
che l' adorazione della potenza ha fatto perdere agli ebrei la nozione
di bene e male.
La dignità di testo sacro accordata a racconti pieni di crudeltà
spietate mi ha sempre tenuta lontano dal cristianesimo, tanto più che da
venti secoli questi racconti non hanno mai smesso di esercitare una
influenza su tutte le correnti di pensiero cristiano; se almeno per
cristianesimo si intende le Chiese oggi classificate sotto questa voce.
Persino San Francesco d 'Assisi, benché puro di questa macchia per
quanto è consentito d' esserlo ha fondato un Ordine che appena creato ha
quasi subito preso parte a
omicidi e massacri.
Non sono mai riuscita a capire come uno spirito ragionevole possa
considerare lo Yahwe della Bibbia e il Padre invocato nell' Evangelo
come un solo e medesimo essere.
L' influenza dell' Antico Testamento e quella dell' Impero romano, la
cui tradizione è stata continuata dal papato, sono a mio avviso le due
cause essenziali della corruzione del cristianesimo.
I suoi studi mi hanno confermata in un pensiero che avevo già prima di
leggerli.
Cioè che il catarismo è stato in Europa l' ultima espressione viva
dell' antichità
preromana.
Sono convinta che prima delle conquiste romane i paesi mediterranei e il
Vicino Oriente
formavano una civiltà non omogenea, perché vi era grande diversità da un
paese
all' altro, ma continua; che uno stesso pensiero viveva negli spiriti
più elevati,
espresso in forme diverse nei misteri e nelle sette iniziatiche d'
Egitto e di Tracia,
di Grecia , di Persia, e che le opere di Platone costituiscono la più
perfetta espressione
scritta in nostro possesso di questo pensiero.
Bene inteso, data la scarsità di documenti una simile opinione non può
essere provata;
ma a parte gli indizi, Platone stesso presenta la sua dottrina come
proveniente da una
tradizione antica , senza mai indicare il paese di origine; a mio
avviso, la spiegazione più semplice è che le tradizioni filosofiche e
religiose dei paesi a lui noti si confondevano in un unico e medesimo
pensiero.
E' da questo pensiero che il cristianesimo è nato; ma solamente gli
gnostici, i manichei, i catari sembrano essergli rimasti veramente
fedeli.
Solamente loro sono sfuggiti alla grossolanità dello spirito, alla
bassezza di cuore che il dominio romano ha diffuso su vasti territori
che costituiscono ancora oggi l'atmosfera dell 'Europa." (....)




Rispondi Citando
