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  1. #141
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    Intanto...

    http://www.repubblica.it/2008/02/dir...aio/index.html

    15:07 Sinistra critica, ecco le liste con falce e martello In Italia "serve un'altra Sinistra oltre l'Arcobaleno". Con questo slogan scende in campo Sinistra critica la prima formazione a presentare un simbolo con la falce e martello per le prossime elezioni. E accanto al vecchio simbolo del movimento operaio, la novità del "tandem, non il ticket" alla premiership fatto di una giovane donna e militante femminista, Flavia D'Angeli, assieme al senatore 'eretico', Franco Turigliatto. Sinistra critica, che tra i suoi candidati avrà anche l'ex capogruppo del Prc al Senato, Gigi Malabarba, il giornalista Umberto Gai e lo storico Antonio Moscato, dà voce agli studenti e ai professori che hanno contestato la presenza del Papa alla Sapienza, alle donne che difendono la 194 e ai lavoratori che con il loro salario non arrivano alla fine del mese

  2. #142
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    Un po' di info simpatiche...

    http://www.repubblica.it/2008/02/dir...aio/index.html

    131 Ferrando: "Sconcertante la sinistra con Rutelli" Marco Ferrando, del Partito comunista dei lavoratori, ha definito "sconcertante e rivelatrice" la scelta della Sinistra Arcobaleno di allearsi con Rutelli a Roma.

    098 Fini: "La castrazione chimica è una terapia, non una pena"
    "La castrazione chimica non è una pena, ma una terapia", dice Gianfranco Fini a "Radio anch'io". "La pedofilia è una malattia e uno dei reati più turpi e infami", sottolinea Fini, aggiungendo che "non è sufficiente aumentare la pena, come dice fra gli altri Veltroni".

    Fini contro Casini: "Inutile votare Udc"
    Lombrado verso l'acccordo con il Pdl


    Verso l 'accordo tra Mpa e e Pdl nel sud d'Italia. Ma Micchiché non molla: "Non vado a Roma, resto nell'Isola". Il leader di An fa eco a Berlusconi: "Ha ragione, l'unico voto utile è al Pdl o al Pd". Mastella disponibile all'ipotesi di un'alleanza al centro fra Udeur, Udc e Rosa Bianca. Ferrara lancia un ultimo appello a Berlusconi: "Apparentemento o niente candidatura a sindaco di Roma".

  3. #143
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    2008-02-18 19:40 Sinistra: mercoledi' programma, tensione su candidature di Yasmin Inangiray

    ROMA - La Sinistra Arcobaleno si prepara ad entrare nel vivo della campagna elettorale. Mercoledì sarà Fausto Bertinotti, leader della 'Cosa Rossa', ad illustrare la prima bozza del programma redatta dagli sherpa di Verdi, Sd, Prc e Pdci. Una serie di punti 'aperti' in cui a fare la voce grossa sarà il popolo della sinistra coinvolto, attraverso una serie di incontri ed iniziative, nella stesura completa del testo. Gli appuntamenti iniziano ad essere serrati anche se a pesare nell'organizzazione della campagna elettorale della è l'impasse nella scelta dei criteri per la composizione delle liste. Ne discuteranno stasera in un vertice i leader dei quattro partiti. E domani tornerà a riunirsi il tavolo sulle candidature. Prima di definire i criteri per la composizione delle liste, infatti, i leader della Sinistra dovranno sciogliere il nodo sulle quote che spettano a ciascun soggetto politico. Nessuno mette in discussione che la maggioranza spetti a Rifondazione (si ragiona sul 50% dei seggi che si potranno ottenere raggiungendo l'8%), ma il problema è nel bilanciare la rappresentanza degli altri alleati. Lo scoglio riguarda in particolare la quota di Sinistra Democratica. Il movimento di Fabio Mussi chiede infatti pari dignità (cioé circa il 13% delle candidature di 'fascia A'), un'ipotesi che non piace a Verdi e Pdci. La decisione è difficile, anche perché, dei 139 parlamentari eletti nel 2006 dai quattro partiti della Cosa Rossa, oltre la metà non sarà rieletta, calcolando un risultato tra l'8 e il 10%. Una volta deciso quanti posti spetteranno ai partiti, comunque, si passerà a discutere dei criteri delle candidature. Rifondazione, che oggi ha riunito la direzione, ha già indicato come sarà selezionata la pattuglia parlamentare. La scelta di Franco Giordano è quella di rispettare i criteri fissati un anno fa nella conferenza di organizzazione tenuta a Carrara. Ci sarà parità tra uomini e donne; sarà stabilito il tetto di due legislature; e l'incompatibilità tra diverse cariche. Ad esempio, la scelta obbligata tra l'incarico di assessore è quello di parlamentare. La discussione sulle candidature entrerà nel vivo nella riunione del comitato politico del Prc, ma già in direzione non sono mancate le polemiche. Giordano ha fatto appello, visto "il passaggio cruciale delle elezioni", alla "solidarietà collettiva di tutto il partito". L'invito del segretario è a mettere da parte i distinguo, concentrando tutti gli sforzi per una campagna elettorale dal cui esito dipendono le sorti della sinistra. Ma nel dibattito non sono mancati toni accesi: Ramon Mantovani, ad esempio, giudica "sbagliata elettoralmente la scelta di Fausto Bertinotti come candidato premier"; e a fare la voce grossa ci pensano anche i dirigenti delle minoranze interne. Claudio Grassi, leader di Essere Comunisti, critica "l'assenza di un percorso partecipativo nelle decisioni: abbiamo appreso della scelta del nuovo simbolo dalla tv". E contesta "il diktat di una forza come Sd che ha meno dell'1%". Prova a dare una sferzata ai compagni il ministro Paolo Ferrero, che invita il partito "a non restare in trincea in una campagna elettorale basata sul movimento. Veltroni - è il ragionamento - si muove a 360 gradi mettendo insieme tutto e il contrario di tutto. Noi dobbiamo saper esprimere delle posizioni e mettere in evidenza le contraddizioni degli altri". Alfonso Gianni insiste sui contenuti del programma di cui, afferma, non si hanno ancora notizie: "Su quello che andiamo a dire ci giochiamo tutto". Convinta che la Sinistra debba premere sull'acceleratore è Rina Gagliardi, che sottolinea "la necessità di non rimanere indietro" rispetto al Pd.http://www.ansa.it/opencms/export/si..._14318187.html

  4. #144
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Benissimo. Apri un thread a parte, così discutiamo di questi ultimi due punti e lasciamo questo per la questione elezioni.

    Aprite voi, cosicchè voi possiate dare l'impronta che volete, ed io vi seguirò secondo le mie linee. Io non voglio convincere nessuno a votare.

  5. #145
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    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Riceviamo e pubblichiamo



    La posizione dei COBAS sulle prossime elezioni


    Prima delle elezioni del 2006 avevamo segnalato in tutte le forme possibili gli enormi rischi di un governo Prodi che proseguisse le politiche berlusconiane senza Berlusconi, con dentro tutta la cosiddetta “sinistra radicale”, una parte della quale aveva operato per anni all’interno dei movimenti di lotta, guadagnandosi benemerenze, simpatia e credito presso significativi settori popolari, salariati, di movimento. Dicemmo: “Peggio di un governo di destra ci può essere solo un governo di ‘sinistra’, o presunta tale, che faccia una politica di destra”. I motivi di allarme ci sembravano evidenti: un governo del genere minacciava di disarmare, assai meglio di Berlusconi, le sinistre vere, i movimenti, le lotte, usando lo spauracchio del ritorno del centrodestra al potere.
    Le cose sono andate ancora peggio delle più nere previsioni. Le iniziative del governo sono state improntate al liberismo più sfacciato, al bellicismo, al disprezzo dei lavoratori e dei settori popolari e al culto del padronato; e persino al razzismo anti-migranti, alla più vergognosa sottomissione al Vaticano e a tutti i poteri forti di questo disgraziato Paese. Sempre più allibiti e infuriati, abbiamo visto la riconferma delle missioni militari di guerra e l’aggiunta di nuove spedizioni come quella in Libano, che hanno portato l’Italia al quarto posto nella scandalosa graduatoria dei militari impegnati in missioni belliche; l’ampliamento delle basi militari Usa-Nato e l’imposizione alla popolazione vicentina, compattamente ostile, di una seconda base al Dal Molin; le spese militari aumentate del 25% in due anni; la riconferma della TAV e il proseguimento della devastazione ambientale, fino all’esplosione di quello scandalo internazionale che è lo smaltimento mafioso e assassino dei rifiuti in Campania; gli accordi del 23 luglio che hanno ulteriormente massacrato le pensioni ed eternalizzato la precarietà; due Finanziarie che, invece di far “piangere” i padroni, li hanno satollati oltre misura, colpendo ancora una volta i salariati e i settori popolari, portati oramai in massa alla soglia della pura sopravvivenza; la ripresa di violenze neofasciste, di aggressioni e intimidazioni che si sono alimentate nel generale humus politico-culturale di “revisionismo storico”.
    E poi ancora: lo scippo del TFR; l’indulto per i padroni per i reati commessi ai danni della salute dei lavoratori, nonostante il terrificante record italiano di quattro assassinii sul lavoro in media al giorno, su cui il barbaro rogo della Thyssen Krupp ha gettato una oscena luce ma senza provocare alcun mutamento; la caccia all’immigrato romeno o rom; decreti sulla sicurezza di stampo fascista; nomina del principale responsabile delle violenze genovesi De Gennaro a comandante della “mondezza” in Campania; G8 del 2009 imposto alla Maddalena.
    Quello che invece non abbiamo visto sono stati l’abrogazione del pacchetto Treu/legge 30, della Turco-Napolitano/Bossi-Fini e della riforma Moratti; una legge decente che garantisse i diritti civili delle coppie italiane, indipendentemente dall’orientamento sessuale; la legge sul conflitto d’interessi; la depenalizzazioni dei reati legati alle lotte sociali; la nuova legge sui diritti sindacali, che anzi sono stati ulteriormente massacrati dalla sempre più potente casta di Cgil-Cisl-Uil.
    In questi due anni abbiamo subito, più che mai, l’erosione del potere d’acquisto dei salari, il restringimento degli spazi di libertà, il dilagare della clientela, della corruzione, del controllo da parte dei politici sulla magistratura e in difesa della casta, fino alla vergognosa solidarietà data da tutti all’inquisito Mastella; lo scatenarsi della repressione, con condanne a decenni per i fatti di Genova 2001, di Firenze 1999 (manifestazione contro la guerra in Jugoslavia), richieste di condanne pesantissime all’allucinante processo di Cosenza e a quelli a carico di coloro che hanno lottato contro il carovita: e tutto nel silenzio quasi totale della “sinistra di governo”, che ha invece parlato all’unisono per difendere la gerarchia di Ratzinger, contro i professori e giovani che, difendendo la laicità dello Stato, si sono opposti all’insopportabile ingerenza nella vita politica e culturale del nostro Paese di un Vaticano, che in questi giorni sta cercando di sferrare un attacco mortale persino al diritto delle donne ad abortire senza umiliazioni e con il minimo di sofferenza.
    Oggi, a quasi due anni dall’avvento del governo Prodi, il quadro istituzionale è avvelenato come non mai, la mitica unità delle sinistre che doveva servire a fare argine a Berlusconi è stata distrutta dalle “sinistre” stesse e Berlusconi riaccreditato alla grande proprio da esse (Veltroni e Bertinotti in primis), che, come ciliegina finale al cianuro su una torta avvelenata, hanno lavorato con grande energia alla sua rivalutazione, tramite la trattativa sul sistema elettorale, dopo che la battaglia al Cavaliere aveva motivato per anni ogni schifezza. Il PD e il PRC sono arrivati al punto da proporre un governo con Berlusconi pur di salvare le poltrone, cancellando anche l’ultimo, o meglio l’unico, argomento che aveva legittimato il governo Prodi anche nei suoi punti più bassi. E non solo il centrosinistra tutto ha rivalutato il Cavaliere oltre ogni previsione, ma addirittura si è proposto e si ripropone di governarci insieme. Dicevamo prima delle elezioni che tra il centrodestra e il centrosinistra non ci sarebbe stata più differenza di quanta ce n’è negli Stati Uniti tra partito repubblicano e democratico. Sbagliavamo. Non c’è nemmeno più quella: il PD vuole, se i risultati elettorali saranno di un certo tipo, governare in una grande coalizione con Berlusconi e Fini.
    La nostra distanza e ripulsa, dunque, nei confronti di PD e PdL è massima. Ma la neonata Sinistra Arcobaleno non merita nulla di più. Nasce come operazione obbligata per salvare le burocrazie di quattro partiti sottomessi in questi due anni al liberismo, bellicismo, clericalismo e razzismo del governo Prodi; e si dà come obiettivo ancora oggi l’alleanza e un governo comune con un PD legato al Vaticano e alla Confindustria, che a sua volta vuole governare con i Berlusconi e i Fini. E soprattutto nella Sinistra arcobaleno ci sono i partiti più responsabili dello sfascio a sinistra, della divisione e tentata disgregazione dei movimenti, i partiti che più hanno dato “scandalo” a giovani e meno giovani, togliendo la voglia, con il loro trasformismo senza limiti, a milioni di persone di continuare a battersi per un mondo migliore. Quella marea di giovani che a Genova si era avvicinata al conflitto e alla speranza di “un altro mondo possibile” si è trovata di fronte una casta politica non dissimile dalle altre, disposta, oltre che a giustificare ogni infamia del governo Prodi, ad esaltare persino reparti bellici di ispirazione fascistoide come la Folgore o le gerarchie vaticane indicate come “maestre di vita e elevate autorità morali”, e ad attaccare i pochi e coraggiosi contestatori del papa-re alla Sapienza.
    Di fronte a questo agghiacciante quadro chi ci dovesse dire: “non schierandovi con la sinistra contribuite al ritorno di Berlusconi”, verrebbe ridicolizzato proprio dalla sedicente “sinistra”, visto che il progetto del PD è proprio quello di andare al governo con il Cavaliere, mentre le forze principali della Sinistra Arcobaleno hanno trattato con lui fino a ieri per la legge elettorale, definendolo interlocutore credibile e affidabile.
    Per tutte queste ragioni, mentre confermiamo come COBAS il nostro massimo impegno per l’intensificazione del conflitto contro il liberismo, la guerra, il patriarcato, la devastazione ambientale, il razzismo, i nuovi rigurgiti fascisti, la repressione e contro qualsiasi governo emerga dalle urne del 13-14 aprile, nonchè la disponibilità ad ampie alleanze e a fronti e patti unitari tematici con chi è intenzionato come noi a lavorare per potenziare tale conflitto, dichiariamo che NELLE PROSSIME ELEZIONI NON SOSTERREMO NESSUNA LISTA, NON DAREMO INDICAZIONE DI VOTO PER NESSUNO, NON METTEREMO CANDIDATI IN ALCUNA LISTA; E CHE NOSTRI MILITANTI CHE DOVESSERO EVENTUALMENTE CANDIDARSI LO FAREBBERO SENZA ALCUN COINVOLGIMENTO DEI COBAS E NON AVREBBERO IL NOSTRO SOSTEGNO.

    Confederazione COBAS

    ARDITI NON GENDARMI

  6. #146
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    A Muntzer ciaveva già pensato Outis!

  7. #147
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    il requisito minimo per andare a votare?Che non esistano piu' i partiti.Sara' massimalismo?

  8. #148
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    Citazione Originariamente Scritto da Muntzer Visualizza Messaggio
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    La posizione dei COBAS sulle prossime elezioni


    Prima delle elezioni del 2006 avevamo segnalato in tutte le forme possibili gli enormi rischi di un governo Prodi che proseguisse le politiche berlusconiane senza Berlusconi, con dentro tutta la cosiddetta “sinistra radicale”, una parte della quale aveva operato per anni all’interno dei movimenti di lotta, guadagnandosi benemerenze, simpatia e credito presso significativi settori popolari, salariati, di movimento. Dicemmo: “Peggio di un governo di destra ci può essere solo un governo di ‘sinistra’, o presunta tale, che faccia una politica di destra”. I motivi di allarme ci sembravano evidenti: un governo del genere minacciava di disarmare, assai meglio di Berlusconi, le sinistre vere, i movimenti, le lotte, usando lo spauracchio del ritorno del centrodestra al potere.
    Le cose sono andate ancora peggio delle più nere previsioni. Le iniziative del governo sono state improntate al liberismo più sfacciato, al bellicismo, al disprezzo dei lavoratori e dei settori popolari e al culto del padronato; e persino al razzismo anti-migranti, alla più vergognosa sottomissione al Vaticano e a tutti i poteri forti di questo disgraziato Paese. Sempre più allibiti e infuriati, abbiamo visto la riconferma delle missioni militari di guerra e l’aggiunta di nuove spedizioni come quella in Libano, che hanno portato l’Italia al quarto posto nella scandalosa graduatoria dei militari impegnati in missioni belliche; l’ampliamento delle basi militari Usa-Nato e l’imposizione alla popolazione vicentina, compattamente ostile, di una seconda base al Dal Molin; le spese militari aumentate del 25% in due anni; la riconferma della TAV e il proseguimento della devastazione ambientale, fino all’esplosione di quello scandalo internazionale che è lo smaltimento mafioso e assassino dei rifiuti in Campania; gli accordi del 23 luglio che hanno ulteriormente massacrato le pensioni ed eternalizzato la precarietà; due Finanziarie che, invece di far “piangere” i padroni, li hanno satollati oltre misura, colpendo ancora una volta i salariati e i settori popolari, portati oramai in massa alla soglia della pura sopravvivenza; la ripresa di violenze neofasciste, di aggressioni e intimidazioni che si sono alimentate nel generale humus politico-culturale di “revisionismo storico”.
    E poi ancora: lo scippo del TFR; l’indulto per i padroni per i reati commessi ai danni della salute dei lavoratori, nonostante il terrificante record italiano di quattro assassinii sul lavoro in media al giorno, su cui il barbaro rogo della Thyssen Krupp ha gettato una oscena luce ma senza provocare alcun mutamento; la caccia all’immigrato romeno o rom; decreti sulla sicurezza di stampo fascista; nomina del principale responsabile delle violenze genovesi De Gennaro a comandante della “mondezza” in Campania; G8 del 2009 imposto alla Maddalena.
    Quello che invece non abbiamo visto sono stati l’abrogazione del pacchetto Treu/legge 30, della Turco-Napolitano/Bossi-Fini e della riforma Moratti; una legge decente che garantisse i diritti civili delle coppie italiane, indipendentemente dall’orientamento sessuale; la legge sul conflitto d’interessi; la depenalizzazioni dei reati legati alle lotte sociali; la nuova legge sui diritti sindacali, che anzi sono stati ulteriormente massacrati dalla sempre più potente casta di Cgil-Cisl-Uil.
    In questi due anni abbiamo subito, più che mai, l’erosione del potere d’acquisto dei salari, il restringimento degli spazi di libertà, il dilagare della clientela, della corruzione, del controllo da parte dei politici sulla magistratura e in difesa della casta, fino alla vergognosa solidarietà data da tutti all’inquisito Mastella; lo scatenarsi della repressione, con condanne a decenni per i fatti di Genova 2001, di Firenze 1999 (manifestazione contro la guerra in Jugoslavia), richieste di condanne pesantissime all’allucinante processo di Cosenza e a quelli a carico di coloro che hanno lottato contro il carovita: e tutto nel silenzio quasi totale della “sinistra di governo”, che ha invece parlato all’unisono per difendere la gerarchia di Ratzinger, contro i professori e giovani che, difendendo la laicità dello Stato, si sono opposti all’insopportabile ingerenza nella vita politica e culturale del nostro Paese di un Vaticano, che in questi giorni sta cercando di sferrare un attacco mortale persino al diritto delle donne ad abortire senza umiliazioni e con il minimo di sofferenza.
    Oggi, a quasi due anni dall’avvento del governo Prodi, il quadro istituzionale è avvelenato come non mai, la mitica unità delle sinistre che doveva servire a fare argine a Berlusconi è stata distrutta dalle “sinistre” stesse e Berlusconi riaccreditato alla grande proprio da esse (Veltroni e Bertinotti in primis), che, come ciliegina finale al cianuro su una torta avvelenata, hanno lavorato con grande energia alla sua rivalutazione, tramite la trattativa sul sistema elettorale, dopo che la battaglia al Cavaliere aveva motivato per anni ogni schifezza. Il PD e il PRC sono arrivati al punto da proporre un governo con Berlusconi pur di salvare le poltrone, cancellando anche l’ultimo, o meglio l’unico, argomento che aveva legittimato il governo Prodi anche nei suoi punti più bassi. E non solo il centrosinistra tutto ha rivalutato il Cavaliere oltre ogni previsione, ma addirittura si è proposto e si ripropone di governarci insieme. Dicevamo prima delle elezioni che tra il centrodestra e il centrosinistra non ci sarebbe stata più differenza di quanta ce n’è negli Stati Uniti tra partito repubblicano e democratico. Sbagliavamo. Non c’è nemmeno più quella: il PD vuole, se i risultati elettorali saranno di un certo tipo, governare in una grande coalizione con Berlusconi e Fini.
    La nostra distanza e ripulsa, dunque, nei confronti di PD e PdL è massima. Ma la neonata Sinistra Arcobaleno non merita nulla di più. Nasce come operazione obbligata per salvare le burocrazie di quattro partiti sottomessi in questi due anni al liberismo, bellicismo, clericalismo e razzismo del governo Prodi; e si dà come obiettivo ancora oggi l’alleanza e un governo comune con un PD legato al Vaticano e alla Confindustria, che a sua volta vuole governare con i Berlusconi e i Fini. E soprattutto nella Sinistra arcobaleno ci sono i partiti più responsabili dello sfascio a sinistra, della divisione e tentata disgregazione dei movimenti, i partiti che più hanno dato “scandalo” a giovani e meno giovani, togliendo la voglia, con il loro trasformismo senza limiti, a milioni di persone di continuare a battersi per un mondo migliore. Quella marea di giovani che a Genova si era avvicinata al conflitto e alla speranza di “un altro mondo possibile” si è trovata di fronte una casta politica non dissimile dalle altre, disposta, oltre che a giustificare ogni infamia del governo Prodi, ad esaltare persino reparti bellici di ispirazione fascistoide come la Folgore o le gerarchie vaticane indicate come “maestre di vita e elevate autorità morali”, e ad attaccare i pochi e coraggiosi contestatori del papa-re alla Sapienza.
    Di fronte a questo agghiacciante quadro chi ci dovesse dire: “non schierandovi con la sinistra contribuite al ritorno di Berlusconi”, verrebbe ridicolizzato proprio dalla sedicente “sinistra”, visto che il progetto del PD è proprio quello di andare al governo con il Cavaliere, mentre le forze principali della Sinistra Arcobaleno hanno trattato con lui fino a ieri per la legge elettorale, definendolo interlocutore credibile e affidabile.
    Per tutte queste ragioni, mentre confermiamo come COBAS il nostro massimo impegno per l’intensificazione del conflitto contro il liberismo, la guerra, il patriarcato, la devastazione ambientale, il razzismo, i nuovi rigurgiti fascisti, la repressione e contro qualsiasi governo emerga dalle urne del 13-14 aprile, nonchè la disponibilità ad ampie alleanze e a fronti e patti unitari tematici con chi è intenzionato come noi a lavorare per potenziare tale conflitto, dichiariamo che NELLE PROSSIME ELEZIONI NON SOSTERREMO NESSUNA LISTA, NON DAREMO INDICAZIONE DI VOTO PER NESSUNO, NON METTEREMO CANDIDATI IN ALCUNA LISTA; E CHE NOSTRI MILITANTI CHE DOVESSERO EVENTUALMENTE CANDIDARSI LO FAREBBERO SENZA ALCUN COINVOLGIMENTO DEI COBAS E NON AVREBBERO IL NOSTRO SOSTEGNO.

    Confederazione COBAS


    ARDITI NON GENDARMI
    è già stato postato. ma lo leggi tutto il thread o solo quello che te pare? LI MORTACCI TUA!

  9. #149
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    Stampare e fare fotocopie:

    volantinaggi
    porta a porta nelle buche delle lettere
    affissioni presso stazioni ferroviarie e ospedali
    Invio a tutti i detenuti di cui si ha conoscenza


    FUORI L'IMPERIALISMO ANGLOAMERICANO DAL "NOSTRO" MEDITERRANEO


    Atemporale patriottico!

  10. #150
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    Citazione Originariamente Scritto da giacobino rosso Visualizza Messaggio
    è già stato postato. ma lo leggi tutto il thread o solo quello che te pare? LI MORTACCI TUA!
    Non mi pare il modo consono di rivolgersi ad un compagno.

 

 
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