2008-02-05 118 CRISI: LA PAROLA A NAPOLITANO, SI VA VERSO LE ELEZIONI
Il referendum sulla legge elettorale é stato indetto per il 18 maggio. E' quanto ha deciso il Consiglio dei ministri. Lo riferisce il ministro per i Rapporti col Parlamento, Vannino Chiti.
La data del referendum fissata oggi dal Consiglio dei ministri per il 18 maggio è subordinata allo scioglimento o meno delle Camere. Nel caso in cui il presidente della Repubblica dovesse sciogliere il Parlamento, come tutti ormai danno per scontato, la consultazione popolare slitterebbe automaticamente al 2009. In questo caso, spetterebbe al governo che si formerà dopo le elezioni politiche approvare un provvedimento ad hoc con la nuova data del referendum. Da parte del governo in carica, indire intanto il referendum per una data precisa è stato un atto dovuto per evitare che, a causa di un 'buco' interpretativo lasciato dalla legge, si potesse chiedere al nuovo governo di indire comunque il referendum entro il 15 giugno di quest'anno.
CHITI, SE SCIOLTE CAMERE OPPORTUNO ELECTION DAY
arà una delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri a fissare le date delle elezioni nel caso in cui il capo dello Stato Giorgio Napolitano sciolga le Camere. Lo ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, lasciando Palazzo Chigi. "Amato ed io siamo d'accordo: sarebbe opportuno far coincidere le elezioni politiche con le amministrative", ha aggiunto Chiti, rispondendo ad una domanda sull'election day.
MARINI RIMETTE IL MANDATO, SI VA VERSO LE ELEZIONI
di Chiara Scalise
ROMA - L'esploratore Franco Marini non ce la fa e le elezioni si avvicinano a passo di carica. Il presidente del Senato e' salito al Colle nel tardo pomeriggio di ieri, dopo la chiusura ufficiale delle consultazioni, e ha rimesso il mandato ricevuto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mercoledì scorso. Che la partita fosse persa lo si era capito definitivamente ascoltando in mattinata le parole di Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. An e Fi non si sono smosse dalla posizione iniziale, chiedono il voto subito. Il dialogo? Rimandato a dopo il verdetto delle urne.
A Veltroni dunque non e' rimasto che prepararsi alla campagna elettorale. "Un'occasione persa", commenta intravedendo lo sbocco inevitabile della crisi. Il giorno della verità è arrivato ed è andato secondo le previsioni: la maggioranza per riformare la legge elettorale non c'é. Non quella politica, l'unica che avrebbe accettato Franco Marini. A governicchi era, ha sempre detto e ridetto, indisponibile. La convinzione che uno spiraglio per un'intesa, seppur a tempo, ci potesse essere è durata in realtà una manciata di ore, da venerdì sera a sabato mattina. A far tornare il barometro verso il nuvolo sono state le parole del leader di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo che, uscendo dallo studio del presidente di Palazzo Madama, ha inviato un messaggio chiaro: senza un accordo, non resta che andare al voto. Una presa di posizione che ha reso molto più complessa, se non impossibile, la delicata mediazione di Gianni Letta, il consigliere di Berlusconi da sempre propenso alla ricerca di un'intesa. I tentativi di convincere Berlusconi a siglare un armistizio istituzionale si sono così arenati definitivamente. Oggi è la cronaca dunque di una sconfitta annunciata.
Il Capo dello Stato prende atto e ringrazia comunque il presidente del Senato per l'alto senso di responsabilità. Ora il testimone passa di nuovo nelle sue mani. Sono ore di riflessione per il presidente della Repubblica, ma è molto probabile che tra domani e dopodomani decida di sciogliere le Camere. Il che vorrebbe dire andare alle urne tra fine marzo e la metà del mese successivo. Le date però in pole position sono il 6 o il 13 aprile. Ed è immaginabile che proprio l'organizzazione della tornata elettorale sia stata al centro del colloquio del Capo dello Stato, che stamane ha ricevuto anche il governatore di Bankitalia Mario Draghi, con il ministro dell'interno Giuliano Amato. L'arrivo del Governatore al Quirinale ha anche fatto immaginare in ambienti parlamentari un estremo tentativo di formare un governo tecnico per le riforme, con l'appoggio di alcuni settori del centrodestra. Scenario che è durato una manciata di ore. Sul tavolo dell'inquilino del Colle c'é più di un dossier aperto. Altra partita delicata, e intrecciata con la crisi di governo, è quella del referendum elettorale. Il rischio che il nuovo governo, dopo neanche due mesi dal suo insediamento, si debba confrontare con la consultazione è stato però allontano.
http://www.ansa.it/opencms/export/si..._12342748.html




8 CRISI: LA PAROLA A NAPOLITANO, SI VA VERSO LE ELEZIONI
Il referendum sulla legge elettorale é stato indetto per il 18 maggio. E' quanto ha deciso il Consiglio dei ministri. Lo riferisce il ministro per i Rapporti col Parlamento, Vannino Chiti.
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