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Fenris
In che senso? :confused:
sei a favore dell'eutanasia sempre e comunque ove richiesta? Anche quando la persona non può dare il consenso? Era una semplice curiosità.
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durrutibus
ocio che ti sta porgendo un fiore karnivoro... o una mela avvelenata
ma non è vero! :-01#53
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durrutibus
ocio che ti sta porgendo un fiore karnivoro... o una mela avvelenata
Mah, se mi sta chiedendo se sono favorevole all'eutanasia, lo sanno anche i sassi qui su POL che lo sono. Bho...
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Isabella
Infatti non è chiaro, madre natura non ha affatto stabilito che una donna non possa essere madre e nello stesso tempo lavorare, ma ha precisamente stabilito che debba essere la madre e nessun altro a gestire una gravidanza, e ripeto, a meno di legarla al letto, la volontà più forte è la sua, almeno finchè non si troverà un altro sistema per mettere al mondo dei bambini. Tutto il resto delle considerazioni sono di tipo morale e più o meno condivisibili, ma non si può scindere il potenziale bambino dalla volontà della madre finchè il primo necessità di quest'ultima per vedere la luce. E il padre in questo processo ha un ruolo marginalissimo: non è lui che subisce i disagi della gestazione, non è lui che sopporta i dolori del parto, non è nemmeno lui che percepisce quello speciale legame fra madre e figlio, una sorta di simbiosi che non si può nemmeno descrivere, se la madre decide che debba esssere così. Il ruolo del padre è comunque successivo a quei nove mesi.
So che può sembrare crudele, ma la realtà dei fatti è questa.
vero.
allo stesso modo, non si può scindere il bambino (non più potenziale, ma nato) dalla volontà dei genitori di nutrirlo ed accudirlo, dal momento che non è autosufficiente, e se non viene allattato muore.
dal che ne deduciamo che il genitore ha il DIRITTO di non nutrire il bambino??
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Originariamente Scritto da
Isabella
Stiamo parlando di quarant'anni fa, non di oggi, e anche oggi può comunque capitare. Hai ragione, si potrebbe fare come dici tu, ma sono sempre scelte personali, a meno che non si impone ad una donna di tenersi in grembo per nove mesi un figlio non voluto. Parliamo di applicazioni pratiche del concetto: come?
Come imporglielo,vuoi dire? Basta cambiare la legge:D
Ma come ho detto,la 194 mi sta bene,è un problema di coscienza.
Non mi piace vedere gente che abortisce perchè deve farsi la vacanza o perchè "un figlio adesso sarebbe una rottura",e vedendo cose come queste mi verrebbe voglia di dire "sono contrario"...ma vietarlo sarebbe peggio. Quindi ben venga la 194.
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Lego
vero.
allo stesso modo, non si può scindere il bambino (non più potenziale, ma nato) dalla volontà dei genitori di nutrirlo ed accudirlo, dal momento che non è autosufficiente, e se non viene allattato muore.
dal che ne deduciamo che il genitore ha il DIRITTO di non nutrire il bambino??
devi scindere necessariamente i 2 momenti: prima e dopo il parto.
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Lego
vero.
allo stesso modo, non si può scindere il bambino (non più potenziale, ma nato) dalla volontà dei genitori di nutrirlo ed accudirlo, dal momento che non è autosufficiente, e se non viene allattato muore.
dal che ne deduciamo che il genitore ha il DIRITTO di non nutrire il bambino??
Sbagliato, nel momento in cui è in grado di sopravvivere al di fuori del ventre materno può occuparsene chiunque, non solo i genitori, la sua sopravvivenza non è più esclusivamente legata alla volontà di un singolo.
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Originariamente Scritto da
Fenris
Mah, se mi sta chiedendo se sono favorevole all'eutanasia, lo sanno anche i sassi qui su POL che lo sono. Bho...
So che sei favorevole. Ma prendiamo l'esempio di una persona con grave ritardo mentale: chi decide se merita di vivere o no? E' lecito che chi se ne occupa possa ucciderlo in qualsiasi momento perchè ritiene che la sua sia una vita indegna? E se i medici fossero di parere contrario?
Io ad esempio ho sempre avuto seri dubbi sull'applicazione pratica dell'eutanasia.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Isabella
Infatti non è chiaro, madre natura non ha affatto stabilito che una donna non possa essere madre e nello stesso tempo lavorare, ma ha precisamente stabilito che debba essere la madre e nessun altro a gestire una gravidanza, e ripeto, a meno di legarla al letto, la volontà più forte è la sua, almeno finchè non si troverà un altro sistema per mettere al mondo dei bambini. Tutto il resto delle considerazioni sono di tipo morale e più o meno condivisibili, ma non si può scindere il potenziale bambino dalla volontà della madre finchè il primo necessità di quest'ultima per vedere la luce. E il padre in questo processo ha un ruolo marginalissimo: non è lui che subisce i disagi della gestazione, non è lui che sopporta i dolori del parto, non è nemmeno lui che percepisce quello speciale legame fra madre e figlio, una sorta di simbiosi che non si può nemmeno descrivere, se la madre decide che debba esssere così. Il ruolo del padre è comunque successivo a quei nove mesi.
So che può sembrare crudele, ma la realtà dei fatti è questa.
La natura, che è molto meno cretina di quanto a legger certi discorsi (non il tuo, non questo) potrebbe pensare, ha dato un principio di suddivisione dei compiti. L'essere biologicamente più forte bada ai figli e decide della loro crescita nel primo periodo della sua vita, l'essere più sviluppato fisicamente bada al mantenimento dell'altro ed a quello dei figli.
Vogliamo sganciarci da questo schema?
Sganciamoci. Ma coerentemente.
Questa non è morale, è logica.
A meno di non voler razionalmente giustificare la discriminazione della donna sul posto di lavoro, per dirne una. Dopotutto, se la donna decide in totale autonomia e fa come meglio crede, anche il datore di lavoro può decidere in totale autonomia e fare come meglio crede: la donna, in quanto "portatrice" del bambino, decide dello stesso, e contestualmente però non (bonjour finesse) rompa le scatole se non avanza di carriera (o non venga proprio assunta) proprio in quanto "portatrice", in quanto la "natura" non le ha assegnato quel "ruolo". Attenzione, perché non è un discorso di "ripicca", è applicazione logica del principio della "natura ha deciso". La società ha elaborato maggiori tutele per la donna, fortunatamente, ma ricordiamoci anche che queste tutele vanno contro il "la natura ha deciso" cui ci si appella.
Quanto al "nessuno può impedire ad una donna di abortire", è un non problema. La natura ha deciso che nessuno può impedire ad una persona di rubare, uccidere, spergiurare, bestemmiare, fornicare, commettere falsa testimonianza, disonorare i genitori, e tutto il resto... o almeno di provarci. Dunque?
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azerty
...e si spera abbia un minimo di rispetto della legge.
Emmò mi tocca fare il clericale di turno. Vabbè...
Allora.
La "portatrice" (termine riciclato dall'anarcosurrealista) è un essere senziente, dunque dotato della facoltà di decidere, dunque capace di comprendere il senso di responsabilità.
Eliminate le malattie.
Eliminate le malformazioni.
Eliminati gli stupri.
Eliminati i rischi per la gestante.
Eliminato qualunque tipo di shock, che rimane? Fondamentalmente rimane un "non programmato" in due e francamente trovo abbastanza sconcertante che il "non programmato" possa essere abortito (leggere alla voce responsabilità), ma queste sono considerazioni mie personali, le quali non devono andare a confondersi con quelle di chi deve scrivere una legge dello Stato.
Eliminiamo dunque anche il senso di responsabilità per i propri atti (evito di fare paragoni a scanso di accuse di trasformazione di "cose" in "altre cose" ben meno... "qualificanti").
Rimangono dunque due diritti.
Quello dell'uomo e quello della donna.
Ha ragione la madre a prescindere perche "madre natura" ha deciso così? Se ne potrebbero dire tante di cose che "madre natura" ha deciso così, a partire dal "donne sottomesse al volere dell'uomo a casa a badare i bambini mentre il maschio va a procurarsi il cibo": il fatalismo di (s)comodo non va mai bene... ed i "pari diritti" sono, appunto, "pari diritti".
Appellarsi alle decisioni di "madre natura" può avere grosse controindicazioni... c'è ancora a chi non piace che la donna lavori e si mantenga da sola, dopotutto, proprio perché, direbbe lui, "madre natura" non voleva.
Dubito il discorso sia chiaro, dubito ancor di più che una qualunque donna (emancipata dal femminismo) potrà mai anche solo pensare di darmi ragione, ma è quel che penso.
Quindi il "volere di madre natura" implica che le donne non lavorino nello stesso identico modo che siano biologicamente costrette a rimanere incinte e quindi portare avanti la gravidanza all'interno del proprio corpo e infine partorire? Sei sicuro?
Per il resto in generale a te e tutti quelli cui piace giocare con martelletti e giudizi auguro una vita piena di cetezze e senza errori. Ma va' che però è davvero bastarda a volte.