Facendo il salmone e tornando all'affermazione della donna al primo azerty-post (![]()
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), io sto facendo un discorso parecchio diverso e quasi opposto. L'applicazione così ferrea e paradossale delle "decisioni da parte della natura" va esattamente dalla parte opposta rispetto alle motivazioni che mi spingono a sostenere una posizione (sempre in condizioni ottimali) di necessaria concordia tra i due genitori. Una decisione arbitraria fino all'unilateralità da parte della donna in materia, per quanto conquistata in età sin troppo tarda, è (paradossalmente?) ben più in contraddizione con la direzione verso la quale la società occidentale si muove da millenni e continua a muoversi rispetto a quella di una necessità di decisione in comune.
In altre parole: è molto più coerente una società dove la donna ha totale autonomia decisionale in tema di aborto ma viene discriminata sul posto di lavoro, di una in cui essa mantiene tal diritto ma non viene discriminata.





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