



Il fatto è che nelle banche non ci sono i soldi delle banche, ma quelli dei piccoli risparmiatori (almeno in quelle italiane).
Quindi, chi rapina le banche deruba i piccoli risparmiatori, quelli che hanno un modico stipendio mensile e lo trasferiscono in banca, non i ladri.








Eccoci qua. Con tutto il rispetto, quando uno parla di gente che truffa il patto stabilito con gli altri (firmato o no, e lui, il motociclista, la firma sotto i contratti la metteva volentieri, no?) salta sempre fuori il teorico che discetta sulla libertà dell'individuo.
Lo ripeto per l'ennesima volta, con tutto il rispetto: che Rossi si faccia uno stato per i cavolacci suoi. Faccia una costituzione, un servizio sanitario a suo uso e consumo, un esercito ed una polizia, per quanto malfunzionante, una scuola per i suoi figli, se mai ne avrà e,se vuole, pure una chiesa ed un parlamento. Poi verserà le tasse a se stesso, e si farà pure un processo se sgarra.
Se sbaglio mi corigerete.


Essere garantisti significa non credere alla prima minkiata che esce sui giornali.
Su Controcampo ho trovato questo testo.
Non so se corrisponde al vero, ma può essere una base per un contradditorio.
Due anni o poco più fa Valentino era "ROCK" ricordate? Oggi sembra aver rallentato di molto...chissà cosa direbbe oggi Celentano...che divide tutto e tutti in buoni e cattivi....
Da buoni Italiani siamo pronti ad adorare l'idolo del momento per poi letteralmente calpestarlo come un branco di vacche al pascolo.
Perchè questo siamo.
Il prof. Victor Uckmar torna sulla vicenda che vede contrapposti - seppur sul punto di riconciliarsi - il fisco italiano e il campione di motociclismo Valentino Rossi, con un commento che lascia trapelare una certa divergenza fra lui, che assiste il pilota sul piano legale della questione, e i commercialisti, che invece probabilmente su input del campione, sembrano essersi adoperati per arrivare a una transazione.
"Rossi - spiega Uckmar - ha la residenza in Inghilterra, e spetta al fisco dimostrare che invece risiede per la parte maggior parte dell'anno in Italia. Ogni anno Valentino fa 16 campionati all'estero; con i giorni di preparazione e prove sono una decina di giorni ciascuno, per un totale di circa 160 giorni. Ogni tanto torna a Tavullia per incontrare i genitori, come ogni figlio, ma il tempo lo trascorre prevalentemente all' estero. Poi - prosegue - gli sono state attribuite somme versate dagli sponsor che invece non venivano a lui, ma alla Yamaha e alla Honda. E ancora, gli sono state addebitate Irap e Iva non dovute, perchè l'attività non veniva svolta in Italia, e peraltro l'Iva era stata pagata dagli sponsor".
E allora, perchè verserà un bel mucchio di denaro al Fisco?
"Si tratta - risponde Uckmar - di soldi buttati al vento, che Valentino ha deciso di perdere per poter avere i prossimi anni, gli ultimi della sua carriera, liberi da preoccupazioni fiscali. E un processo fiscale, si sa, è difficile che duri meno di otto-dieci anni. Nessuno però potrà usare nei confronti di Valentino Rossi l'espressione 'evasore fiscale', e se qualcuno invece lo farà, sarò io stesso a consigliare un'azione di tutela legale".
08/02/08, 100


perchè non ci provano quelli del fisco a vincere qualche gara in moto?

