“NON E’ LUNGIMIRANTE LA SCELTA SOLITARIA DEL PD”
L'Unità - 7 febbraio 2008
Il ministro radicale a Veltroni: “Quando si combatte servono non solo le strategie ma anche delle buone tattiche”
di Vladimiro Frulletti
Dopo il pranzo (assieme a Pannella) dal presidente Prodi Emma Bonino incassa il sostegno del prodiano Parisi («i Radicali? Alleati preziosi, non mi arrendo a perderli» dice il ministro della difesa), ma non pare troppo fiduciosa su un’intesa con Veltroni.
Ministro lei ritiene possibile una vostra alleanza col PD?
«Mi pare di capire che Walter Veltroni abbia messo per ora una pietra tombale su qualsiasi possibilità di alleanza con chicchessia, Di Pietro escluso sento dire. Va dato atto all’inventore del "ma-anchismo" di avere invece preso per una volta una decisione strategica senza "ma". Spero solo che sia quella buona. Quando si combatte servono non solo le strategie ma delle buone tattiche: vedi Berlusconi,che appena salito su un’auto per annunciare la nascita del Popolo della Libertà,ne è ridisceso precipitosamente per rispolverare Forza Italia e la CDL, visto che si andava al voto con il "Porcellum". Questo correre da solo preconcetto del PD mi fa pensare più a "Io ballo da sola"" di Bertolucci, che ad una scelta politica lungimirante: rischia semplicemente di riportare Berlusconi al governo senza troppi sforzi. All’indomani dei risultati elettorali, Veltroni s’incoronerà leader di questa sinistra sconfitta. Non mi pare un gran programma....»
Il PD pensa a un programma snello e autonomo da presentare agli elettori e a un’intesa solo con chi ci sta. I Radicali che proposte vi scriverebbero?
«Siamo stati i più leali sostenitori di questo governo di centrosinistra. I meno inclini ad ultimatum su questioni di bottega e abbiamo anche notevolmente contribuito ad ottenere alcuni dei risultati che il governo Prodi può legittimamente rivendicare: dal risanamento economico alla moratoria sulla pena di morte, al sostegno all’export. Mi fa piacere che il PD pensi ora ad un programma snello ed autonomo, rispetto al voluminoso programma dell`Unione, che abbiamo sempre trovato ridondante e che non abbiamo sottoscritto. Vi scriverei quello che avremmo scritto due anni fa: ripianamento del debito pubblico, liberalizzazioni, lavoro al femminile, rispetto rigoroso del nostro stare in Europa, laicità, stato di diritto. C’è qualcosa di incompatibile con l’agenda del PD? Che cosa, di grazia?»
Ma state discutendo di questo col PD?
«Non ho mai smesso di lavorare con i colleghi del PD al governo, a cominciare dal Presidente Prodi, ma non abbiamo attualmente alcun contatto formale con Veltroni e gli altri "dirigenti" del PD. A volte i silenzi sono molto più eloquenti delle parole».
Alcuni dirigenti del PD ritengono che non ci si possa alleare con voi. Come lo spiega?
«Ai veti siamo abituati. Come ha scritto Adriano Sofri su Il Foglio, l’idiosincrasia per i Radicali è una brutta malattia. Con un’aggravante nel caso del PD: quella di pubblicizzare la nascita di un partito aperto alle istanze democratiche della società civile. Se una formazione politica vuole essere davvero aperta, l`unico veto accettabile è quello contro chiunque voglia imporre veti alla partecipazione altrui».
Lei pensa che il PD non voglia intese con voi per eliminare un punto che potrebbe essere di frizione col Vaticano?
«Può darsi che ad alcuni interessi consegnare lo scalpo radicale oltre Tevere, come un trofeo di cui gloriarsi e per il quale aspettarsi qualche benemerenza. Non conosco spiegazioni : Rutelli dice che non è una scelta sua; mentre Veltroni annuncia che tutto il Partito gli chiede di correre da solo. Noi Radicali siamo abituati a vendere cara la pelle e facciamo politica, non gli accattoni».
Alcuni dicono che nel PD ci sarebbe una disponibilità a singole candidature radicali, ad esempio la sua, ma non quella di Marco Pannella. Lei sarebbe disponibile?
«Sono trent`anni che di volta in volta ci viene fatta un` "offerta" simile e sono trent`anni che la rimandiamo al mittente. E davvero stucchevole questa favola della fatina dal volto umano dei Radicali, che poi sarei io, e dell`orco che mangia i bambini, che sarebbe Pannella. Fino a qualche anno fa mi arrabbiavo, ora non più data la scontatezza e, se permette, la pochezza politica».
Senza alleanze i radicali si presenteranno da soli? Non rischiate di restare fuori dal Parlamento?
«Alle elezioni si va per vincere,non per partecipare. Quanto a noi radicali, le regole del porcellum, implicano che dobbiamo raggiungere il 4% se andiamo da soli, e il 2% se ci apparentiamo. È chiaro che il contesto non ci aiuta, e che il rischio di restare fuori dal Parlamento è reale »
http://www.emmabonino.it/news/6246




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