Questo è un documento tratto dal sito chiuso di Azione Fascista NazionalSocialista,cosa ne pensate?
Per chi, nolente o volente, non l’avesse ancora afferrato, Noi, Nazionalsocialisti dell’Azione Fascista Nazional-Socialista, ci schieriamo in tutto e per tutto contro la cosiddetta “destra”, la quale è stata in ogni circostanza, primaria nemica del Nazifascismo. Ed è proprio il concetto Nazifascismo che, in merito ai comodi dei massoni dell'MSI-DN ed in particolare del porco Almirante, è stato paradossalmente traslato "verso destra".
Esigiamo, pertanto, che nessuno ci DIFFAMI, avvicinandoci, anche in buona fede (visto che dopo le nostre svariate dichiarazioni a tali propositi, sarebbe davvero scriteriato) alla fradicia area della destra sociale od estrema che sia.
Leggete pure cosa, esattamente un ebreo del sito “diario.it”, ha scritto nello stesso sito poco tempo fa a proposito della “destra”: «Il sionismo internazionale afferma che all’interno del mondo ebraico ci sono una sinistra e una destra. Nella destra italiana, Israele vince per la ragion di stato, come cuscinetto necessario tra occidente ed oriente, non vincono le sue ragioni ma la funzione».
VOGLIAMO CHE QUANTO RIPORTATO SOPRA SIA FATTO DA VOI E PER VOI TESORO; INSIEME A QUELLO CHE FAREMO SEGUIRE.
---------------Il MSI (la paternità del nome è: SIM) viene creato ad arte con la collaborazione dello Stato Maggiore Badogliano e dei servizi di sicurezza; nella sua creazione fu attivamente partecipe il SIM (Servizio Informazioni Militari) con la supervisione dell’OSS, il servizio statunitense antesignano della CIA. Nel quadro internazionale si dovevano convertire gli ex repubblichini alle posizioni filoatlantiche di supporto alla NATO, facendo loro accantonare e poi dimenticare l’originale pregiudiziale antiplutocratica, e ciò in nome di una patria (che non era più la loro) da proteggere dal comunismo, peraltro già escluso dal potere in Italia in virtù degli accordi di Yalta. Si mira così ad inalveare le forze ex fasciste entro il gioco politico democratico ed a tenerle prigioniere in esso, fino alla loro liquidazione, si mirava a sviare il carattere del vero Fascismo (avverso alla plutocrazia e al comunismo, alle potenze occidentali e all’Unione Sovietica), formando un neofascismo ad intonazione solo anticomunista e quindi non più bandiera della lotta per l’Indipendenza Nazionale dalle ingerenze della Gran Bretagna ed USA. Non a caso, purtroppo parecchi ex repubblichini finirono (o tornarono) nella Massoneria (agli ordini delle logge giudaico/americane), si pensi che alcuni ex ufficiali della X MAS di Borghese andarono addirittura in Israele per addestrare le truppe ebraiche in vista delle guerre contro gli stati arabi confinanti:
L’ENNESIMO INGANNO DI SIONNE
Movimento Sociale Italiano ed Ebraismo
(A CURA DELL'UFFICIO POLITICO DELL'A.F.N.S.)
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una vergogna nella vergogna! Personaggi come Rauti, Delle Chiaie (detto il “Caccola”), Signorelli, in seguito il semitico Fini e tanti altri “colonnelli” ancora circolanti nell’area della nostra nemica “destra” non furono altro che delle pedine nelle mani di Almirante e Romualdi che se ne servirono, in accordo con il “sistema” di potere democristiano eatlantico, per rafforzare sempre di più il monopolio mondiale giudeo-massonico. I bastardi traditori della patria Almirante e Michelini, sono nati filoamericani e filosionisti. Nel 1948 «il quotidiano del MSI guarda con palese simpatia a quelli che chiama in un primo tempo “sionisti” e dopo qualche giorno semplicemente “ebrei”, scaricati dagli inglesi». Franz Maria D’Asaro (direttore del Secolo d’Italia, sin dai primi degli anni Cinquanta) racconta che «Almirante sin dai primi anni Cinquanta, sensibilizzava il nostro interesse nei confronti dello spirito pionieristico e patriottico con il quale i fondatori dello Stato d’Israele... avevano fondato la nuova nazione». È importante menzionare che fu proprio Almirante ad abolire un articolo dello statuto del MSI che prevedeva il divieto di iscrizione al partito ai membri della Massoneria. Così come i finanziamenti, ricordati più volte anche dal piduista Caradonna, elargiti dal “venerabile” Licio Gelli al partito di Almirante. Il MSI ha annoverato tra le sue fila i giudeo-piduisti Mario Tedeschi, Sandro Saccucci, Vito Miceli, Giulio Caradonna, Gino Birindelli, Filippo Berselli, l’ex presidente del FUAN Luciano L’affranco e “spioni” come Guido Giannettini. L’ebreo Mario Tedeschi, lo troviamo nella direzione del MSI e nei primi anni ’60 alle spalle degli “estremisti” (?) di Avanguardia Nazionale, che finanziava la somma di 300000 lire al mese (all’epoca eclatante). In quei frangenti, gli avanguardisti dichiararono che era stato proprio il giudeo Tedeschi ad affidare loro l’incarico di affiggere manifesti sui muri delle principali città italiane e fare scritte inneggianti al “presidente Mao” per creare confusione fra gli opposti estremismi, favorendo il regime capitalista. Nell’aprile del 1972, Giorgio Almirante (più interessato a mantenersi la poltrona-gabinetto di leader del MSI-CIA che preoccuparsi del bene del nostro paese) giunse «ad esaltare i valori della “Resistenza” in quanto valori di libertà». L’infimo “Iudæus Iudæorum” Gianfranco Fini a Gerusalemme nel 2003 condannerà il Fascismo e la RSI, difendendo a spada tratta la sua sporca politica israeliana, dimenticandosi di tutti gli olocausti (quelli veri!) commessi dai soldati giudei ai danni dell’innocente popolazione palestinese colpevole solo di essere ariana. Volgiamo un triste sguardo anche a quell’altra zoccola lavapiatti di Alessandra Mussolini, la quale in una lunga intervista rilasciata al quotidiano israeliano Haaretz - mentre Fini stava a Gerusalemme - dichiarava che: «Non solo Fini, ma il mondo intero, compreso il Vaticano e il Papa, deve chiedere perdono a Israele». Una dichiarazione vergognosa che ovviamente trova riscontro in tutto il partito unico del capitalismo. Nel documento conclusivo del X congresso del MSI nel 1973, si legge a pagina 44: «Israele ha diritto... a una pacifica e sicura esistenza». Nel 1983 l' MSI chiede «una Patria per Israele». Gianfranco Fini era direttore del quindicinale “Dissenso” quando, nell’ ottobre-novembre 1979, Maurizio Gasparri scriveva un articolo "Uno sguardo al Medio Oriente" in cui, a nome di Fini, allora presidente del Fronte della Gioventù, ribadiva le distanze dal mondo arabo, in quanto la politica del MSI è sempre stata filo ebraica e filo massonica. L’ex direttore del “Secolo d’Italia” Franz Maria D’Asaro, è sempre stato un ammiratore di Israele «che accerchiato da tutte le parti, difende esemplarmente il suo diritto alla vita» (e gli altri no?) dimenticandosi di aggiungere che sono i Palestinesi ad avere il sacro santo diritto ad avere un proprio stato sovrano ed indipendente. In realtà l’unico stato abusivo ed illegale è Israele, che ha attaccato ed invaso militarmente altri stati, arrivando ad occupare per oltre 10 anni la penisola del Sinai (Egitto). I primi viaggi dei missini a Gerusalemme: Giulio Caradonna, il 28 ottobre del 1973, ottiene una lettera di ringraziamento, per le sue posizioni filo sioniste, dall’ex rabbino capo di Roma Elio Toaff; ne nasce un intenso scambio epistolare che durerà per vari anni. Caradonna ricorda che Almirante portò con sé la lettera di Toaff in America quando vi si recò nel medesimo anno “per contrastare possibili contestazioni di antisemitismo”. Quindi Caradonna, “va a Gerusalemme” e depone una corona di fiori al Museo del finto Olocausto (Fini non ha inventato nulla di nuovo!), a nome del MSI-DN. Il massone Caradonna ha continuato a sfruttare queste amicizie importanti, appoggiato e spronato da Almirante, il quale fece pubblicare con ampio risalto, sul Secolo d’Italia, tra il marzo e l’aprile del 1976, una serie di cinque articoli di Giulio Caradonna «nettamente schierati con le ragioni dello Stato ebraico, che si appellano al filo sionismo». Almirante era perfettamente consapevole e consenziente riguardo al significato politico delle posizioni di Caradonna. Ma dieci anni prima di Caradonna, Giano Accame, si era già recato - come inviato del Borghese - a Gerusalemme nel 1962 (31 anni prima del “Rabbino” Fini). Accame vi ritornò nel 1967, ancora come inviato del Borghese di Mario Tedeschi (massone ed ebreo), tenacemente filo israeliano. Almirante e Rauti erano informatori della CIA e prendevano quattromila dollari al mese per svolgere questo incarico. Almirante era a conoscenza sin dall’inizio che il “Golpe Borghese del 1970” era una sceneggiata, un’operetta organizzata per screditare il principe Borghese! Almirante e il MSI erano coinvolti in prima persona nell’aver organizzato questa “presa per il culo” all’ignaro Valerio Borghese, che risulta essere una vittima della collaborazione tra la CIA e la destra italiana. Tra gli altri esponenti del MSI-DN quali “l’irriducibile” senatore Giorgio Pisanò frequentava le caserme dei carabinieri, i cosiddetti «camerati in divisa» (!!!), come ordinaria amministrazione. Pieno di debiti e di assegni non pagati, Giorgio Pisanò risorgerà misteriosamente per riapparire nell’MSI di cui diverrà senatore. In questa veste, farà parte della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla Loggia P2, facendosi “portatore” della tesi di una loggia massonica dedita a fare traffici, magari poco puliti, ma senza influenza sulla vita politica (!!!). Che i due Gelli e Pisanò abbiano mantenuto buoni rapporti lo si arguisce dalla notizia apparsa su La Stampa nel 1992, durante le sue vacanze a Cortina, il primo ha concesso udienza al secondo. Pisanò esulta per l’assoluzione del capo massone della P2. Pisanò ebbe presto a dichiarare che: «non si poteva tradire l’alleato americano come nel 1943». La mafia guardava con interesse e simpatia i cosiddetti “neofascisti” che contavano amicizie potenti negli stessi ambienti massonici e quindi politici, militari e di polizia; se esiste un assoluto divieto tassativo in campo politico per la mafia riguarda proprio l’adesione e la militanza in movimenti e partiti che si rifanno al Fascismo in nome di un’avversione che risale al “tradimento” del regime Mussoliniano, che fu il distruttore della mafia (vedi il grande prefetto Mori, ecc..). La nuova strategia dell’antifascismo (in volgare Neofascismo) risente in una situazione che, ad esempio, vede Ugo Pecchioli sedersi al tavolo di vicepresidente del Comitato di Controllo dei Servizi di Sicurezza, e cerca di adeguarsi sulla base delle indicazioni che agli “spontaneisti” cioè i servi, provengono dagli stessi individui, i Signorelli, i Fachini, i Tilgher, alle spalle dei quali continuavano ad esserci gli Almirante, i Rauti, i De Felice, i Gelli e tutti gli altri aborti umani. Particolare attenzione bisogna tenere riguardo i singoli Massoni anche dopo la distruzione delle loro logge massoniche; un esempio significativo di questi porci, pagliacci, pedofili al servizio dell’Ebraismo Internazionale lo si può arguire dagli eventi dell’estate del 1943 in Italia, accentuando e dimostrando ancora una volta il pericolo sempre latente rappresentato da questi loschi, corrotti e putridi individui: «Sebbene la Massoneria fosse proibita dal 1925 in Italia, ha mantenuto una significativa influenza politica attraverso i suoi collegamenti e i suoi uomini, esercitando quella influenza in segreto. In tal modo quei Massoni erano nelle file dei traditori italiani che si reputarono capaci di colpire il Fascismo a morte in un momento critico, tradendo spudoratamente la Nazione Italiana. La Massoneria assicura attraverso le sue influenze personali e i suoi favoritismi economici, che tutte le posizioni dominanti della vita pubblica, economica e culturale di un popolo siano riempite con fratelli della loggia, che di fatto traducono i concetti di Massoneria in azione: pacifismo, libertà, uguaglianza, fratellanza e antirazzismo, lastricando la strada al radicalismo ebraico consentendo l’uguaglianza sociale» . (Cit. da “La Massoneria” di Dieter Schwarz 6° ediz. 1943). La Massoneria è ermeticamente alleata con l'Ebraismo, e non solo attraverso la sua organizzazione. Anche il simbolismo della Massoneria tende all'Ebraismo attraverso le sue convenzioni e al linguaggio ebraico attraverso le sue parole e i suoi segnali, come sua vera origine. L'universo concettuale massonico rispecchia immagini e concetti mediorientali e ebraici. Nella graduale istruzione passo passo dei Massoni, è importante poter cambiare e approfondire il significato delle immagini quando abbisogna, e secondo il grado della Massoneria coinvolto. Inoltre, i simboli apportano un'atmosfera di segretezza nel tempio. Inoltre un grande numero di queste immagini e rappresentazioni didattiche si riferiscono al simbolo di Geova e al Tempio Di Salomone. Il numero di riferimenti all'Antico Testamento, alle parole e ai costumi ebraici, al misticismo e ai concetti della numerologia cabalistica che aumentano la scienza Massonica, è molto grande. Possono essere menzionate qui solamente alcuni dei materiali leggendari ebraici e dei concetti e delle storie dell'Antico Testamento che giocano un ruolo nella Massoneria: la costruzione della Torre di Babele, la costruzione del Tempio di Salomone, la leggenda di Hiram. Parole israelitiche e iscrizioni della Massoneria includono, fra altri: Adonai, Yahweh-Geova (come il Tetragrammaton israelitico), Tubulkain (Dio di Creazione - Dio della Terra), Shibboleth (Giudici XII e 6), Jakin (1° grado), Boas (2° grado), Mac benac (3° grado). I seguenti simboli ebraici giocano un ruolo particolarmente importante: il grembiule come simbolo del Tempio Di Salomone; i due pilastri all'esterno del Tempio; Jakin e Boas; la Corona d'Oro di Salomone; il Candeliere a Sette Braccia; l'Arca dell'Alleanza; le Tavole della Legge; la tavola con pane senza lievito; l'altare con l'incenso fumante; Il Ramo di Acacia; la bara di Hiram; e la stella a sei punte (Stella di David). Le manifestazioni e le idee del liberalismo borghese sono ancorate nella Massoneria. La forma di governo che riflette la Massoneria è la repubblica democratica. Spesso si fa riferimento (purtroppo grazie a giudei e filogiudei come De Felice, Lennox, Gallo, Arrigo Petacco ed altri falsificatori oscurantisti per “convenienza razziale sionista” di prima ora scelti scrupolosamente dal sistema giudaico/mondialista) al fatto che durante il primo periodo storico ci furono ebrei come nella marcia su Roma, ecc.. Bene. Premettendo che in Italia ancora non c’era nessuna consapevolezza del problema ebraico, sappiate per principio Fascista che i giudei entrarono nel PNF soltanto per asservirlo e distruggerlo dall’interno. Mantenuti sempre atteggiamenti di ambiguità verso il cosiddetto “popolo eletto” e resisi subito conto del pericolo, tra cui l’onnipotente Mussolini, i gerarchi cominciarono a liberarsi lentamente del disgustoso ebreo a partire dalla Legge Falco del 1930 sino al culmine delle meravigliose Leggi Razziali. Renato Micheli, fu uno dei tanti traditori della patria che esercitò la sua influenza massonica attraverso la canzone “Faccetta Nera”; essa rivela, meglio di ogni altra testimonianza il perverso linguaggio massonico dell’universalità e della fratellanza tra i popoli, in altre parole, del riduzionismo ovvero della degenerazione psichica e razziale. Il Regime, tra cui i vari esponenti quali Paolo Monelli, Sandro Gerbi, Achille Starace e cosi via, sferrarono l’attacco mortale contro quel sudiciume ebraico umanitario: «MOGLI E BUOI DEI PAESI TUOI», che apparve sulla “Gazzetta del Popolo” di Torino il 13-6-1936: «Le parole di Faccetta Nera sono peggio che idiote. Sono indice di una mentalità che vorremmo trapassata, di uno stato d’animo rugiadoso e romantico corrotto di sdolcinatura e di vizio che dobbiamo seppellire sotto dieci metri di terra se vogliamo andare per il mondo intero a fare l’Impero. Sono indegne della nostra gioventù sportiva e casta. Sono il frutto dell’ignoranza provinciale di chi è venuto alla conquista dell’impero cantando la conquista di una donnetta puzzolente. Né va dimenticato che l’amore è soprattutto fabbrica di prole. Ora che cosa vuole fare alla Faccetta Nera il nostro cantastorie? Un figlio? Un meticcio? Qui l’ignoranza del cantore diventa delitto contro la razza (razza bianca dico; non corro dietro a certe deformazioni teutoniche). Ma noi dobbiamo popolare l’Impero di un’intatta gente nostra, non disseminare intorno malinconici bastardi. Non è ammissibile per un popolo ariano, sano, forte e antico la promiscuità con i barbari vinti».
Il DUCE - così si esprimeva riguardo al problema ebraico-massonico:
«Giudaismo e massoneria non sono due realtà parallele. Non due fratelli siamesi congiunti e poi diversi, ma la stessa cosa: la medesima idea è espressa in due lingue, le due facce di un’erma bifronte. Quando l’ebraismo vuol perdere i connotati nazionalistici e razzistici mette la maschera massonica. Quando aasvero non vuole essere riconosciuto si traveste da fratello massone. Tra i due organismi i medesimi interessi, gli identici metodi, gli stessi fini e programmi. Nella scuola il programma massonico ebraico è stato preciso e immutabile: scristianizzazione, snazionalizzazione, anarchizzazione».
E dichiarò sulla Critica Fascista nel 1938: «L’Impero come compagine di popoli ha posto sul tappeto la questione della razza. Il problema della razza italiana e la sua difesa ci ha fatto urtare contro il blocco durissimo della potenza semitica. La scintilla non poteva che sprizzare veemente».
«L’ebraismo mondiale - ricordò il DUCE nel discorso di Trieste del 18-9-1938 - è stato, durante 16 anni, malgrado la nostra politica un nemico irreconciliabile del Fascismo. In Italia la nostra politica ha determinato negli elementi semiti quella che si può oggi chiamare – si poteva chiamare – una corsa vera e propria all’arrembaggio. Godendo di tutti i diritti dei cittadini italiani, gli ebrei credettero di poter sfruttare e sfruttarono la generosità Fascista, per impadronirsi di posti di comando, occupare la ricchezza Nazionale e inquinare lo spirito del nostro popolo. Nonostante la generosità del trattamento Fascista verso gli ebrei, l’ebraismo internazionale si pose contro il Fascismo, alleandosi con tutti i suoi nemici e capeggiando le congiure straniere ordite ai danni dell’Italia. La vasta e subdola opera di corruzione svolta tenacemente dagli ebrei, con tutti i mezzi, nella vita politica sociale, economica, nei campi dell’arte, della letteratura, della scienza, rappresentava un pericolo per il domani dell’Italia». Le Leggi Fasciste riguardanti gli ebrei sono state emanate per eliminare questo pericolo e per ricondurre il popolo italiano alla sua completa purezza fisiologica e spirituale.
Il 31-7-1935 il DUCE affermava: «Noi Fascisti riconosciamo l’esistenza delle razze, le loro differenze e la loro gerarchia».
FONDAMENTO DELLA LEGISLAZIONE RAZZIALE FASCISTA:
«Il Gran Consiglio del Fascismo nello stabilire i principii della legislazione in materia razziale, partì con la constatazione che “l’ebraismo mondiale, dopo l’abolizione della massoneria (1923 intimazione ad abbandonare le logge, 1925 culmine della Legge Antimassonica dove i “fratelli” furono picchiati selvaggiamente a sangue dalle Milizie) è stato l’animatore dell’antifascismo in tutti i campi». Seguono alcune delle migliaia di dichiarazioni dei Nazionalsocialisti: «Il Massone vuole la fine della razza bianca; la concezione mondiale Nazionalsocialista, fanaticamente Razzista, protettrice e faro dell’Europa, vuole invece la fine del massone stesso». Hermann Esser 1932
Fin dall'inizio, il Movimento Nazionalsocialista, attraverso il suo Führer, era consapevole del baratro incolmabile che si poneva tra lui e tutte le correnti e i gruppi della Massoneria. Nel Mein Kampf, il Führer si espresse sul problema della Massoneria: "Per rafforzare la sua posizione politica, l'ebreo tenta di eludere le restrizioni sulla cittadinanza razziale e statale un passo alla volta. Per raggiungere questo obiettivo, combatte per la tolleranza religiosa con tutta la tenacia che gli è propria e nella Massoneria - che è caduta completamente nelle sue mani - ha trovato un eccellente strumento di combattimento, così come un mezzo per il conseguimento dei suoi scopi. Il controllo dei partiti principali così come degli strati superiori della borghesia politica ed economica attraverso le maglie della rete Massonica ha fatto cadere questi ultimi nella sua trappola, senza alcun bisogno che loro siano mai stati consapevoli di ciò." La costante validità della battaglia antiplutocratica ed anticapitalistica, antigiudaica ed antimassonica del Fascismo Europeo, lo vogliamo ricordare attraverso le parole del leggendario Leon Degrelle, comandante della Divisione delle Waffen SS - Wallonien, estratte dal discorso al Palazzo di Chaillot il 5 Marzo 1944: «Non è per salvare il capitalismo che ci battiamo in Russia. È per questo che i soldati al fronte hanno una tale fiducia. Se l’Europa deve essere ancora questa, se deve ritornare ad essere l’Europa dei banchieri, di questa grande borghesia corrotta, della facilità e dell’infiacchimento, bene, noi altri lo diciamo senza giri di parole, preferiamo ancora che il comunismo avanzi e faccia saltare tutto per aria. Auspichiamo che tutto salti piuttosto che vedere ancora rifiorire questo marciume. Noi altri guarderemo i caricatori e dopo aver sbaragliato la barbaria bolscevica, affronteremo i plutocrati, per i quali abbiamo riservato le nostre ultime munizioni».
Sebbene Mussolini avesse superato dal 1915 l’ASTRATTA ANTITESI dialettico-politica tra DESTRA e SINISTRA, i degni rappresentanti della MASSONERIA INTERNAZIONALE eredi di Don Sturzo crearono il mito del comunismo per spostare dal mirino il VERO NEMICO: il CAPITALISMO.




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