La Rosa Bianca corre già sul web, oltre 7 mila e-mail
La Rosa Bianca 'corre' gia' sul web. Sono oltre 7 mila le e-mail arrivate fino a oggi sul blog di Mario Baccini e altrettante su quello di Bruno Tabacci. E' quanto fanno sapere, in una nota, i fondatori della 'Rosa per l'Italia', il movimento centrista creato assieme all'ex leader della Cisl ed ex portavoce del Family Day, Savino Pezzotta, che domani al Senato, assieme a Baccini e Tabacci, presenta il simbolo e il sito internet ufficiale del movimento. Intanto, negli ultimi 3 giorni, sui blog dei promotori del nuovo soggetto politico, e' arrivata "una media di mille mail al giorno e in oltre 350 si sono registrati come volontari aderendo all'appello lanciato dal blog di Baccini". Tra questi, prosegue la nota, "non solo giovani e giovanissimi ma anche adulti, professionisti, e un chirurgo di fama che, compatibilmente ai loro impegni, hanno dato la disponibilita' a svolgere attivita' di volontariato". E poi consiglieri comunali, provinciali e regionali. "Hanno aderito al movimento....
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Rosa Bianca - Pezzotta: con Casini posizioni incompatibili
La Rosa bianca va alle ELEZIONI da sola, ma il dialogo e' aperto con chi condivide le nostre posizioni. Casini? Al momento le nostre posizioni sono incompatibili". Savino Pezzotta ha ribadito oggi a Modena l'intento della nuova formazione politica centrista che e' quello di presentarsi da sola il 13 e il 14 aprile, ma di essere al tempo stesso aperta al dialogo. "Liberta' e solidarieta', il nostro movimento che ha per simbolo una rosa bianca corre per contro proprio - ha esordito l'ex segretario Cisl a margine del seminario 'Da Walter Tobagi a Marco Biagi, il significato di essere riformisti'-. Corriamo, forti di una critica verso questa tensione al bipartitismo perche' riteniamo che la democrazia e' qualcosa in piu' di un duopolio....
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L'alba del Popolo della Libertà
Il dado è tratto, finalmente. I più davano ormai per scontata una campagna elettorale scialba, priva di sucitare un reale interesse nel Paese per via del diffuso sentimento di antipolitica con il quale Prodi e soci sono stati capaci, con i loro disastri, d’ infettare la nostra società. Molto probabilmente questa previsione si sarebbe avverata se due grandi persone come Berlusconi e Fini non avessero avuto il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo realizzando un sogno che sembrava, nostro malgrado, destinato a rimanere tale: la casa comune del Popolo della Libertà. Un passo di portata storica, capace di scaldare il cuore di ognuno di noi, perchè ci restituisce una prospettiva di ampio respiro nel nome di valori e principi comuni cementati da anni di militanza e partecipazione fianco a fianco, gomito a gomito. Storie diverse che si sono unite quattordici anni fa in un orizzonte comune, che si è fatto via via sempre più nitido, fino ad oggi, all’alba in cui sta sorgendo il Popolo della Libertà. Sono il primo a comprendere l’emozione di qualcuno perchè, vivaddio, siamo persone che hanno sempre vissuto la politica con il cuore, orgogliosi della propria identità, della propria storia. Una storia fatta di militanza, di coerenza e di coraggio, perchè questo è il momento di ricordare che se oggi possiamo celebrare la nascita di una grande forza di centrodestra è anche e soprattutto grazie a tutte quelle ragazze e quei ragazzi che difendevano le proprie idee nelle fila del Movimento Sociale, quando combattere il comunismo e sventolare il Tricolore, nella nostra amata Italia, voleva dire rischiare la vita. Rischiare la vita a vent’anni, per un ideale, in difesa di valori per noi tutt’oggi inestimabili… beh, c’è chi la vita l’ha persa per davvero, ragazzi che hanno pagato il prezzo più alto in nome delle idee e dei valori che oggi, grazie al loro sacrificio, sono condivisi dalla stragrande maggioranza del Popolo Italiano. Adesso dovremo essere capaci anche noi di gettare il cuore oltre l’ostacolo, condividendo questa scelta coraggiosa, e supportandola con tutti noi stessi affinchè quest’occasione non vada persa. Per quanto riguarda i vertici, beh, da loro mi aspetto che questa sia solo la prima di tante altre scelte coraggiose, a cominciare da quel ricambio generazionale che aspettiamo da ormai troppo tempo, largo ai giovani, quindi, magari adottando il criterio delle Quote Giovani, garantendo agli “over trentacinque” il 30% dei posti utili in lista.
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