
Originariamente Scritto da
discovery
Giordano: per uno che è in politica dal 1975, che ha fatto 4 legislature come deputato, è stato vicepremier con Prodi, è stato segretario del partito di maggioranza puntare tutto sulla novità non è un po' rischioso? E un'altra cosa: 7 anni fa, quando divenne sindaco di Roma, non disse "sistemo Roma e poi vado in Africa"?
Veltroni: guardi, io ho sentito usare il primo argomento in questi giorni in tutte le tribune televisive da parte degli esponenti del centrodestra e mi fa piacere che lei me lo ponga.
Le personalità politiche hanno una storia che è fatta di passione politica: io avevo 16 anni quando ho cominciato a fare politica, non è l'unica cosa che ho fatto perché ho fatto anche il vostro mestiere e poi ho scritto, insomma, ho fatto varie cose. Però la politica non è un mestieraccio, più o meno quasi tutti quelli che hanno cambiato i loro Paesi erano uomini politici: lo era John Kennedy, lo era Willy Brandt, lo era Olof Palme, lo erano quasi tutti, salvo Reagan che faceva un altro mestiere, ma gli altri erano uomini politici. Non c'è nulla di male se uno a 16 anni o a 17 anni mosso da passione si impegna nella politica. La novità non è nel fatto che uno abbia più o meno esperienza politica, anzi sarei portato a dire che per chi deve governare un Paese avere un po' di esperienza politica è un vantaggio. La novità sta nelle cose che si dicono, nelle cose che si fanno. Lei ha ricordato vari momenti della mia esperienza, potrei dirle: guardiamoli separatamente. Io ho fatto il vicepresidente del Consiglio per due anni nel primo governo Prodi e sono stato ministro dei Beni culturali, credo - non spetta a me dirlo - di aver fatto delle cose da ministro dei Beni culturali. Sono stato sindaco di Roma, per sette anni, e credo di poter dire che la città si è molto trasformata nel corso di questi sette anni, è una città che cresce due o tre volte il resto del Paese a seconda che si guardi il PIL o il numero delle imprese. Quindi ognuno deve essere giudicato per quello che ha fatto. Io sono un uomo politico, ho passione politica, credo in certi valori e questo non credo sia un difetto, anche perché ormai un po' tutti sono diventati uomini politici, perché negli ultimi dodici-tredici anni si è diventati uomini politici e magari lo si era anche prima anche quando si faceva un altro mestiere. Quanto al mio progetto di vita, era esattamente quello, Giordano, legittimamente lei può credermi o meno, può pensare che io abbia fatto una furbata; era il mio progetto di vita, il mio progetto di vita era finire di fare il sindaco e andare a fare, non dico in Africa, a fare una cosa di quelle che stanno a cuore a me, e che sono la prosecuzione delle ragioni per cui ho cominciato a fare politica. Poi si è fatto il Partito Democratico, che è dal 1993 il mio sogno politico; fatto il PD tutti si sono girati verso di me dicendo "e adesso tu che fai?". Se io avessi detto "no, scusate, io ho i miei programmi personali..." sarei stato un irresponsabile e un egoista. Sto qui, ma c'è sempre tempo per mantenere quell'impegno.
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