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Radical
Sarcasmo scarso.
Invito anche te a ricordarti come l'alleanza Prodi-Montez-sindacati, in stile corporativo, ha confermato la precarietà per sempre in Italia...E la "sinistra radicale" seguì.
Non penso che i precari lo abbiano scordato.
Se la sinistra faceva franare il governo era finita politicamente. Lo spiegavi tu a quelle persone che ti han mandato in parlamento per tener lontano Berlusconi che il governo era franato per colpa tua, perchè dai media passa quel tipo di realtà. Vorrei sapere cosa ha ottenuto il glorioso Partito Comunista dei Lavoratori in ambito di mondo del lavoro a partire dalla sua nascita ad oggi perchè sennò qui davvero ci prendiamo in giro.
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Originariamente Scritto da
Radical
Sa è una forza borghese, giudicando dagli atti della sua dirigenza e dai voti parlamentari, ma lo dico senza polemica.
Non vedo come la connivenza a livello nazionale ( fino ad un mese fa) con governi di chiara ispirazione borghese, neocorporativa e militarista, possa essere definita in altro modo.
Volendo esulare dalle solite cose dei rifinanziamenti etc..etc, lo stesso organo di partito di Rifondazione, per esempio, sotto la gestione Sansonetti, può definirsi comunista ?
C'è uno scoramento pazzesco tra dirigenza e militanza, questo mi pare il dato lampante.
Ed è uno scoramento irreversibile allo stato dell'arte.
Ok ok, adesso tiro fuori un argomento meschino, ma è sempre un argomento abbastanza risolutivo: ma se faceva così schifo l'alleanza unionista (cosa più che probabile) perchè ferrando ha era candidato fino a qualche giorno prima delle elezioni nella circoscrizione centro per un seggio senatoriale?????
Poi tu sovrapponi il prc al governo e la SA che - magari non per volontà diretta propria - comunque adotterà SICURAMENTE una strategia parlamentare antitetica.
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Lavrentij
Se la sinistra faceva franare il governo era finita politicamente. Lo spiegavi tu a quelle persone che ti han mandato in parlamento per tener lontano Berlusconi che il governo era franato per colpa tua, perchè dai media passa quel tipo di realtà. Vorrei sapere cosa ha ottenuto il glorioso Partito Comunista dei Lavoratori in ambito di mondo del lavoro a partire dalla sua nascita ad oggi perchè sennò qui davvero ci prendiamo in giro.
il pcl sta facendo un lavoro di prospettiva..........:D:D:D
....lunghissima prospettiva!!!!!!
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il mostro
definisci il concetto di "neocorporativismo"
Uhmm, credo che il suo senso fosse dispregiativo (e quindi sbagliato).
Da un punto di vista "sociologico".. ci può stare il termine neocorporativo, ma si riferisce esclusivamente alla gestione della rappresentanza degli interessi.
Insomma, facendosi garante di un accordo tra grosse associazioni di "rappresentanza" attraverso una politica concertativa .. si può parlare di neocorporativismo imho.
Però è un termine che in sociologia è usato non in tono negativo (anzi.. si riferisce alle socialdemocrazie scandinave e le si esalta per l'ottimo livello dell'Indice di Okun) e non si riferisce (per dire) alla lotta per la liberalizzazione et similia, ma praticamente solo al modo di rappresentare ed interagire con gli interessi economici di un paese..
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Radical
Sa è una forza borghese, giudicando dagli atti della sua dirigenza e dai voti parlamentari, ma lo dico senza polemica.
Non vedo come la connivenza a livello nazionale ( fino ad un mese fa) con governi di chiara ispirazione borghese, neocorporativa e militarista, possa essere definita in altro modo.
Volendo esulare dalle solite cose dei rifinanziamenti etc..etc, lo stesso organo di partito di Rifondazione, per esempio, sotto la gestione Sansonetti, può definirsi comunista ?
C'è uno scoramento pazzesco tra dirigenza e militanza, questo mi pare il dato lampante.
Ed è uno scoramento irreversibile allo stato dell'arte.
Ti ripeto: una cosa è essere un partito "borghese", un'altra essere alleati e subalterni ai partiti della borghesia. Il Pd è un partito di stampo prettamente borghese, referente di interessi precisi e con legami assodati con Confindustria, Rifondazione e il resto della Sinistra arcobaleno, con tutti i loro limiti, NO.
Non è una differenza irrilevante e ora che Rifondazione e gli altri sono "costretti" a muoversi autonomamente dal blocco centrista e liberale, si aprono possibilità di sviluppi imprevedibili, che non è detto, con buona pace della destra interna, vadano nel senso della creazione del nuovo soggetto riformista nè della liquidazione dei comunisti. Ed è questo che Ferrendo nelle sue analisi superficiali e guascone che gli sono proprie non ha considerato facendo la sua scellerata e privatistica scissione.
Una cosa è il livello di opportunismo, sbragamento, imborghesimento ideologico se vuoi della dirigenza, un'altra il movimento del corpo del partito e del resto della società. Non sempre questi due elementi coincidono, tante sono le variabili in gioco, non ultimo il risultato delle prossime elezioni e l'evoluzione del quadro politico. Prima di dichiarare morta l'esperienza di Rifondazione, bisogna giocare la partita fino in fondo...
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komsomol
il pcl sta facendo un lavoro di prospettiva..........:D:D:D
....lunghissima prospettiva!!!!!!
Sotto la falce e il piattello
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Mat Kava
Uhmm, credo che il suo senso fosse dispregiativo (e quindi sbagliato).
Da un punto di vista "sociologico".. ci può stare il termine neocorporativo, ma si riferisce esclusivamente alla gestione della rappresentanza degli interessi.
Insomma, facendosi garante di un accordo tra grosse associazioni di "rappresentanza" attraverso una politica concertativa .. si può parlare di neocorporativismo imho.
Però è un termine che in sociologia è usato non in tono negativo (anzi.. si riferisce alle socialdemocrazie scandinave e le si esalta per l'ottimo livello dell'Indice di Okun) e non si riferisce (per dire) alla lotta per la liberalizzazione et similia, ma praticamente solo al modo di rappresentare ed interagire con gli interessi economici di un paese..
eguagliare il concetto di corporativismo con quello di politica concertativa è un grossolano errore.
I due termini non sono sinonimi.
la politica non è manichea: da una parte chi vuole gestire i rapporti capitale lavoro con lo scontro continuo e dall'altra chi vuole concertare.
Il corporativismo ha come principio cardine la lotta ai meccanismi di mercato, in particolar modo la legge della domanda e dell'offerta; ora... venirmi a dire che il governo prodi si sia mosso su questi binari... ahi noi!
La concertazione riformista è tutt'altro, si basa su un rapporto dialettico e non di scontro tra capitale e lavoro all'interno dei meccanismi di mercato, con una contrattazione triangolare.
Mi sembra logico che un comunista contesti la concertazione, ma mischiare i termini (concertazione-corporativismo) è sintomo di confusione mentale e politica.
Se c'è stata una politica anticorporativa in italia questa è stata proprio la politica sulle risorse produttive di Bersani, con il tentativo di introdurre i meccanismi di libero mercato nei settori ove le corporazioni italiane dettano legge.
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Originariamente Scritto da
il mostro
eguagliare il concetto di corporativismo con quello di politica concertativa è un grossolano errore.
I due termini non sono sinonimi.
la politica non è manichea: da una parte chi vuole gestire i rapporti capitale lavoro con lo scontro continuo e dall'altra chi vuole concertare.
Il corporativismo ha come principio cardine la lotta ai meccanismi di mercato, in particolar modo la legge della domanda e dell'offerta; ora... venirmi a dire che il governo prodi si sia mosso su questi binari... ahi noi!
La concertazione riformista è tutt'altro, si basa su un rapporto dialettico e non di scontro tra capitale e lavoro all'interno dei meccanismi di mercato, con una contrattazione triangolare.
Mi sembra logico che un comunista contesti la concertazione, ma mischiare i termini (concertazione-corporativismo) è sintomo di confusione mentale e politica.
Se c'è stata una politica anticorporativa in italia questa è stata proprio la politica sulle risorse produttive di Bersani, con il tentativo di introdurre i meccanismi di libero mercato nei settori ove le corporazioni italiane dettano legge.
Il neocorporativismo in Sociologia Economica ha il significato che ti ho delineato, ti posso anche dare i riferimenti bibliografici a proposito (a mano alla prossima riunione se vuoi ti passo anche il libro :D).
Il problema è solo terminologico (e questo volevo chiarire con l'intervento precedente): il concetto che la sociologia attuale indica con il termine neocorporativismo non è l'idea di "corporativismo" che abbiamo noi comunemente (termine che ereditiamo fondamentalmente dall'idea fascista), proprio perchè agisce su un altro settore non l'economia in sè, ma la rappresentanza degli interessi.
Quindi "l'accusa" di neocorporativismo in questo senso ci può.. ma non è una accusa! Anzi, sarebbe come dire: "Bravi, avete fatto un governo che si regge su uno dei fondamenti della socialdemocrazia scandinava".
Se invece si intende quello che intendi tu, concordo abbastanza, il governo Prodi è stato uno dei meno "corporativi" della storia italiana.
Nel mentre che cerco il libro, il De Mauro lo definisce come.
tendenza a ricercare la risoluzione dei conflitti sociali in sede istituzionale coinvolgendo sindacati e associazioni degli imprenditori nella formulazione delle scelte politico–economiche, manifestatasi nel secondo dopoguerra in numerosi paesi occidentali
http://www.demauroparavia.it/73497
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Originariamente Scritto da
Mat Kava
Il neocorporativismo in Sociologia Economica ha il significato che ti ho delineato, ti posso anche dare i riferimenti bibliografici a proposito (a mano alla prossima riunione se vuoi ti passo anche il libro :D).
Il problema è solo terminologico (e questo volevo chiarire con l'intervento precedente): il concetto che la sociologia attuale indica con il termine neocorporativismo non è l'idea di "corporativismo" che abbiamo noi comunemente (termine che ereditiamo fondamentalmente dall'idea fascista), proprio perchè agisce su un altro settore non l'economia in sè, ma la rappresentanza degli interessi.
Quindi "l'accusa" di neocorporativismo in questo senso ci può.. ma non è una accusa! Anzi, sarebbe come dire: "Bravi, avete fatto un governo che si regge su uno dei fondamenti della socialdemocrazia scandinava".
Se invece si intende quello che intendi tu, concordo abbastanza, il governo Prodi è stato uno dei meno "corporativi" della storia italiana.
Il termine "corporatism" nel mondo anglosassone ha il significato che delinei tu.
Ma per l'appunto nel mondo anglosassone, ove si designano per corporativi i sitemi di ispirazione socialdemocratica (nota è la critica reganiana di corporativismo ai danni delle politiche di franklin delano roosevelt).
In italiano, il termine corporativismo ha un significato diverso proprio per la storia d'italia: sia per il corporativismo medievale che per quello fascista, che le altre nazioni non hanno avuto.
Tant'è che in inglese la giusta traduzione del corporativismo fascista è "national syndacalism" o "syndacalist corporatism".
Da qui la nascita nel 1993, con Carlo Azeglio Ciampi, del termine concertazione, tremine che è usato solo nel nostro paese (naturalmente è stato tradotto).
Purtroppo ho trovato anch'io libri che fanno un uso disinvolto dei termini sovracitati, soprattutto riportando teorie straniere senza un'adeguata traslazione dei termini; ma nel mondo economico italiano il termine "corporativismo" ed oggi "neocorporativismo" hanno un significato ben preciso che deriva dal rapporto di questi termini con la storia economica italiana.
Percui fare confusione in italia con questi termini, non è proprio possibile.
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Originariamente Scritto da
Mat Kava
Nel mentre che cerco il libro, il De Mauro lo definisce come.
tendenza a ricercare la risoluzione dei conflitti sociali in sede istituzionale coinvolgendo sindacati e associazioni degli imprenditori nella formulazione delle scelte politico–economiche, manifestatasi nel secondo dopoguerra in numerosi paesi occidentali
http://www.demauroparavia.it/73497
avrai notato che il de mauro non presenta il termine "concertazione" o "concertativo"