
Originariamente Scritto da
Antistatalista
Ho 40 anni e sono 20 che in qualche modo mi occupo di politica. In questi 20 anni mi sono fatto un'idea abbastanza precisa della sinistra e della sua base. Parlo della sinistra cattocomunista, di quel mostro deforme che vede l'approccio alla politica e alle cose in generale, alla vita, tipico dei clericali all'italiana, (doppi, distorti, vigliacchi,ipocriti, falsi) unirsi all'utopia filocomunista sessantottina degli alternativi italiani. Un' ameba viscida fatta di falsa solidarietà cattolica e sindacalismo corporativo, di valori gridati ma mai messi in pratica e tantomeno realizzati.
La scusa della morale, dei valori, dei principi per organizzarsi la vita in modo comodo, per non rischiare. La paura del mondo, l'insicurezza causata da una cattiva stima di se, il bisogno di creare steccati, per cautelare soprattutto se stessi con la scusa di salvare gli altri.
Sono persone insicure, mediocri, buoniste nella connotazione peggiore del termine, con una visione radicalmente razionalista e materialista della vita.
Tutto è causato dall' ambiente circostante, non siamo quello che siamo, siamo quello che gli altri ci hanno fatto diventare, la scuola, la famiglia, la società, il sistema, ragionare diversamente significarebbe ammettere i propri limiti. Si evidenzia subito una contraddizione, manca la parte Catto del termine Catto-comunista, non concepiscono il fato, non guardano in cielo, daltronde quando mai i cattolici l'hanno fatto, i cattolici italiani non hanno mai creduto in dio, e loro sono così in questo senso coerenti.
Scelgono lavori sicuri, senza rischio, senza fatica, professore, sindacalista, guardando in alto, bidello, impiegato pubblico in generale guardando tra la posa in fondo al barile.....
Hanno una tendenza ad organizzarsi in modo settario, si spalleggiano a vicenda, si collettivizzano, per sentirsi protetti, in questo senso sono quasi un famiglia, fanno tenerezza.
Ma sono pericolosi, perchè frenano; frenano lo sviluppo, il progresso, sono i veri conservatori anche se si definiscono PROGRESSISTI, che vergogna, che pena, ora mi provocano disgusto...
Frenano perchè invidiano, non concepiscono il migliore perchè questo li farebbe sentire inferiori;
Parole come ricchezza, profitto, competizione sono per loro semplicemente torpiloquio. In questo senso sono contronatura, perchè non osservano l'evidenza, l'Homo Sapiens infatti con tutti i suoi drammi e le sue talvolta terribili contraddizioni si è sviluppato grazie alla sua insontenibile voglia di crescere e di migliorarsi, senza questo non ci può essere evoluzione.
Tutti uguali dicono, certo tutti uguali a loro, ma loro meglio degli altri, attaccati ai propri privilegi e alle loro rendite di posizione. Osservateli, sono tutti ben sistemati, e stanno anche bene economicamente, certo sto generalizzando, ma se fate attenzione vedrete che è così.
Mi fece ridere Santoro quando in una puntata di Annozero, per far notare la sua distanza da Berlusconi defecò, "noi non siamo ricchi come lui" sciogliendosi idealmente nella gran massa dei diseredati. Lui il miliardario Santoro, come il miliardario Travaglio, come tutti i sinistrati del pubblico impiego, aberrante classe di parassiti ipergarantiti, cittadini di seri A a discapito della vera plebe che boccheggia nei rigagnoli maleodoranti della crisi mondiale.
Berlusconi certo è l'eccesso opposto, non possiamo negarlo, un personaggio pericoloso e disturbato, ma perfetto per loro, quando nacque nel 93 i sinistri lo celebrarono come nemico numero uno ma divenne la loro linfa vitale. Senza di lui non esistono, dopo di lui l'abisso, quando morirà piangeranno di nascosto, nei bagni dei centri sociali, nei locali delle associazioni sindacali, e soprattutto nelle chiese, porteranno un suo santino cucito nelle vesti, lontano da occhi indiscreti come un feticcio pornografico, abbandonandosi di tanto in tanto a pratiche onaniste.
Un regalo per gli amici di sinistra