



FRANCESCO STORACE (2003)
Lettera alla comunità ebraica di Roma per la giornata della memoria
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Il presidente della Regione Lazio Francesco Storace persegue con attenzione nell’impegno a consolidare il dialogo con la comunità ebraica. Dopo essersi recato in visita privata al museo dell’olocausto a Gerusalemme, Storace si è rivolto al presidente della comunità ebraica romana Leone Paserman, in occasione della triste giornata della Memoria in cui si rievoca il sacrificio di tanti concittadini di religione ebraica. “Non ignorando la storia passata- ha scritto l’esponente di An a Paserman- non contribuiamo a non farla rivivere: questa semplice considerazione mi riporta alle mie visite al monumento alla Shoah in Gerusalemme, lo scorso anno di ritorno da Bethlemme ed alla profonda commozione suscitata in me dai simboli e dalle memorie in esso contenute”. Con questa iniziativa il presidente della Regione Lazio ha voluto dare un segno tangibile della commossa partecipazione della giunta della Giunta regionale. Storace ha poi anche affermato di volersi impegnare a tenere vivo il drammatico ricordo di quelle vicende “nel maggior numero possibile di persone attraverso opportune iniziative di visita cui la Regione Lazio e’ totalmente disponibile a contribuire”.












Ho partecipato a tutta l'elaborazione del programma e posso dire che vi è stata un'accesa discussione; chi proviene dal MSI propugna la tesi neutrale dei "due popoli due stati", la contrarietà alle missioni militari all'estero ma non la gratuita offesa di mercenari ai soldati, la nascita di una difesa europea tale da consentire l'uscita dalla Nato in tempi non brevi. Più di questo da una destra di governo non si può pretendere. Le posizioni di Salerno non corrispondono a quelle del partito perchè è sbilanciato su USA/Israele. Cacciola, Arrighi e Buontempo sono quelli che garantiscono una linea europeista; quanto alle dichiarazioni sulla Fiera del Libro, vi ricordo che alcuni autori ebrei invitati hanno criticato la politica sionista, perciò il boicottaggio andava fatto diversamente appoggiando questi intellettuali critici.