L’”euchelion” in greco è una benedizione. Ma intendo esporre di una benedizione del tutto particolare in auge in Grecia ancora una ventina d’anni fa (non so se oggi venga praticata ancora).
Si tratta del cosiddetto “euchelion tou spitìou”, la benedizione della casa, effettuata fin dalle fondamenta.
Non appena si scavano le fondamenta per la costruzione di un nuovo immobile il proprietario convoca il papas (prete ortodosso) e celebra un rituale uccidendo un animale e cospargendo del suo sangue tutto il perimetro dell’escavazione, mentre il papas pronuncia le sue preghiere e successivamente asperge il luogo con l’acqua benedetta (l’aspersione è fatta tramite un mazzo di basilico). L’animale sacrificato può essere un agnello per i più abbienti o un gallo maschio per chi lo è meno.
A edificio terminato il papas tornerà nella casa per successive benedizioni propiziatorie e, in generale, sarà richiamato a distanza regolare di tempo per rinnovare l’euchelion e purificare la casa da influenze potenzialmente dannose.
Non ero a conoscenza di questa prassi particolare, della quale ho appreso solo recentemente dal racconto di una persona che ne è stata protagonista e mi è apparso molto interessante il legame tuttora attuale tra la religione cristiano-ortodossa e antiche pratiche magiche pagane di fondazione. Immediata salta alla mente la figura del “genius loci” romano che era necessario ingraziarsi prima di una qualsiasi attività cui dare inizio, indispensabile anello d’unione tra uomo e natura… natura intesa come luogo ultrafisico depositario di un ordine e di leggi che non si dovevano infrangere.




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