mi candiderò pure io.


mi candiderò pure io.


Area PSI negli '80, area Lega nei '90, area DS-Ulivo nel 2006 (già per dirti il livello...va' dove ti porta il potere).
Sovrintendente del Teatro alla Scala nel buio periodo della dittatura di Muti. La Scala, da Teatro noto nel mondo, scivola lentamente verso l'anonimato. La coppietta Muti-Fontana spopola nei salotti milanesi e si bea della sua totale inconsistenza manageriale: Fontana si limita a tenere a posto i conti del Teatro, mentre il Maesssscchtr Muti decide tutto. Sempre più solipsista, Muti intende la gestione di un teatro come uno strumento per esaltare il proprio ego (già smisurato di suo). Si alternano esecuzioni memorabili, poche e sempre meno, esecuzioni decorose, poche e sempre meno, e serate di noia incommensurabile.
Poi iniziano i dissidi con Fontana, che viene semi-esautorato in attesa che scada il suo mandato. A primavera del 2005, i due scappano nottetempo da Milano, lasciando il teatro senza una stagione per l'anno successivo (2005-2006).
Fontana è un esempio mirabile di come non bisognerebbe interpretare il ruolo di manager pubblico. L'unica cosa che gli si può riconoscere è di non aver devastato il bilancio della Scala, come molti suoi colleghi hanno fatto in altri teatri.

