Benedetto XVI è il Santo Padre, il Pastore e la Guida di tutti i cattolici. Ma per me è anche l' "ultimo Re", il sommo rappresentante di una Tradizione che non si è mai spenta, e che continua a vivere nella persona del Pontefice Massimo. Si tratta, non c'è bisogno di dirlo, di una mia sensibilità particolare, che non vuole alludere a conservatorismi teocratici o a irrecuperabili poteri temporali del Papa. Tuttavia, di fronte al mondo moderno, il Vicario di Cristo in Terra (e non è poco!) incarna ancora un ideale di regalità e di supremazia messi in dubbio da secoli di avanzamento, se così lo possiamo definire, progressista e liberale.
La Chiesa si fonda sull'autorità e sulla gerarchia, due concetti cardine mal compresi e oggi invisi ai più, ma che restano cari ai cristiani ligi al magistero e meno inclini alle mode contemporanee, influenzate da un insano (diabolico?) spirito di ribellione che porta fin troppo spesso allo scandalo della divisione e della contestazione. Senza voler scadere nel fatuo attaccamento all'esteriorità, bisogna dire che questa "regalità" del Papa - in particolar modo proprio in Benedetto XVI, certamente vicino alla tradizione ed al protocollo antico - viene simboleggiata e riconfermata dalle vesti, dal trono, dagli ori (che non sottendono vana ostentazione di ricchezza, ma lucentezza e probità dello spirito), dagli stessi gesti ieratici e solenni.
E dunque, in onore dell'ultimo Re - ultimo in ordine di tempo - ovvero del Successore di Pietro, Vicario di Cristo, Supremo difensore della Fede e Santo Padre, ecco una piccola ma significativa galleria d'immagini. Un tempo al Re erano dovuti rispetto, onore e fedeltà, fino all'estremo sacrifizio: in quanto cattolico, posso ben dire che al Papa garantisco questo, e tutto ciò che risulta necessario per proteggere la sua persona dagli attacchi meschini e volgari.




Rispondi Citando






