Devo premettere che l’andare avanti con gli anni ha notevolmente ridotto la mia pazienza. Per questo, stufo di “pettini della purezza”, di “uccellini che si baciano”, di “farfalle” simbolo della felicità, di “galli dell’henne”, di “kirman Sceniè”, ed altre amene ma sciocche storie, mi sono ripromesso di guardare il meno possibile televendite. Ieri, ho visto per poco più di mezzora Telemarket, comunque sufficiente per ascoltare un interessante discorso fatto dal signor Parvizyar che coinvolge, a mio giudizio, anche i Forum sui tappeti. Devo fare un’ulteriore premessa che riguarda i signori Parvizyar padre e figlio, che ho avuto il piacere di conoscere di persona, altrimenti corro il rischio di far credere che abbia una “antipatia” personale e pretestuosa nei loro confronti: non è così, anzi tuttaltro. Il padre lo ritengo un commerciante “formidabile”: possiede intelligenza, simpatia, conoscenza mercantile, capacità linguistica e scenica di categoria superiore. Non lo ritengo invece di pari livello sotto il profilo prettamente “tecnico e di studio”, magari, anzi certamente, mi sbaglio. Il figlio, personaggio anch’esso dotato di grande simpatia ed intelligenza, con cui in passato ho trattato dei tappeti e che ricordo per la grande correttezza, ha il difetto, oltre a palesi lacune tecniche, di copiare troppo il genitore; anche se capisco che la cosa sia quasi inevitabile. Tornando a ieri, ha affrontato due argomenti che reputo interessanti: nel primo ha voluto ribadire la sua indiscussa competenza. Per farlo ha ricordato di aver scritto un libro, di avere un genitore che gli ha insegnato molto, di vivere per lavoro a contatto con esemplari di prima categoria, pertanto di essere in grado di dire la sua davanti a chiunque. La cosa sarà anche vera, ma allora non mi spiego certe sue affermazioni che non trovano, come si direbbe in medicina, nessun riscontro in letteratura. Poi, parlando di prezzi di mercato, ha dimostrato, a mio giudizio, di leggere i forum sui tappeti: anche questo in cui sto scrivendo. Infatti, per fare un paragone, ha citato certe valutazioni esorbitanti aggiungendo di chiedere, per avere conferme, a coloro che vanno a vedere le mostre di annodati e poi scrivono commenti su Internet. Se aggiungiamo come, in un recente passato, fosse infuriato per quanto qualcuno scriveva in Internet sulle sue televendite, è palese il suo interesse in questo senso. Evidentemente qualche amico, e/o collega, gli ha segnalato alcune critiche che lo riguardavano. A tale proposito, debbo anche dire che certe inesattezze affioranti dalle sue presentazioni, negli ultimi tempi, si sono ridotte: se questo è dovuto alle critiche, me ne compiaccio. Un’ultima ricorrente domanda sugli sconti applicati che parrebbe siano effettivi: ma se un oggetto che ti davano a 10, ora te lo danno a 5 (non credo rimettendoci), se lo avessero in passato venduto a 10, quale percentuale di utile avevano? Non so, ma certamente “tanto”.




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