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  1. #1
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    Predefinito La questione del maestro

    Argomento piuttosto controverso, specialmente se ci si avvicina al buddhismo, è la questione del "maestro", poiché già l'uso stesso di questo termine può sembrare fuorviante, partendo dal dato di fatto che ognuno è maestro di se stesso e che "Tu sei Quello", e il Buddha è dentro ognuno di noi. Altrettanto chiaramente dobbiamo osservare la Luna e non il dito che la indica, ecc..
    Eppure, se anche parliamo -in modo penso più appropriato- di "guida spirituale", in questo Occidente disincantato molti ci osserveranno con aria di compatimento pensando "ecco un altro fissato, esaltato, plagiato ecc.". Da più di 20 anni seguo una "guida spirituale" con la fondata speranza di stare seguendo in primo luogo me stesso in un cammino spirituale che dura in eterno, e a volte sorrido pensando a come gli altri possano vedermi dall'esterno, io che ho sempre vissuto e vivo col terrore di poter essere condizionato, con l'enorme difficoltà nel lasciarmi andare, coi dubbi che mantengo ancora, con la sola sicurezza di voler comprendere -vivere!- la parte più profonda e ancora in gran parte nascosta di me...
    Quanti di voi hanno seguito o seguono una guida spirituale? Quanti potrebbero essere definiti "ricercatori solitari", anche se le definizioni lasciano un po' il tempo che trovano? (Perché ovviamente anche un "ricercatore solitario" avrà letto libri, amerà alcuni autori dai quali sentirà essere stato avvicinato a qualcosa di immenso).
    Trungpa parla di "amico spirituale", cosa in sé molto poetica e vera, e scrive:

    "Il discepolo riceve l'insegnamento solo se dà qualcosa in cambio; è necessario abbandonarsi psicologicamente, una specie di donativo. Ecco perchè dobbiamo discutere di abbandono, apertura, rinuncia alle aspettative, prima di poter parlare del rapporto fra maestro e discepolo".

    Giustissimo, ma solo se si incontra la persona "giusta". E, in coscienza, come fare per essere sicuri di avere incontrato la persona giusta? Qualcuno mi disse che la persona GIUSTA puoi essere solo tu. E che se TU sei la persona giusta rendi GIUSTI anche i tuoi apparenti "errori". Per cui...se qualcuno ti inganna, imparerai a non essere più ingannato! Per la vecchia legge che dice: "Il tuo peggior nemico è il tuo migliore MAESTRO".


  2. #2
    Karma Sonam Tashi
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    L'importanza del maestro dipende dal livello di insegnamenti che si pratica. Se si è un praticante Mahayana allora il maestro è veramente un "amico spirituale". Al livello Vajrayana però lui è il Buddha, così come lo sei tu e tutti gli esseri. Se non si è in grado di vedere la natura di Buddha del maestro ricevere le iniziazioni tantriche non ha senso. Tant'è che la quintessenza di tutte le pratiche tantriche è il Guru Yoga: la pratica in cui si unisce la propria mente con la mente illuminata del Lama, e si riceve la benedizione del lignaggio e la realizzazione della Mahamudra. E nella realizzazione della Mahamudra, allora ecco che il maestro esteriore viene riconosciuto come uno specchio di quello interiore, e allora il Guru diventa ogni cosa.

  3. #3
    calici amari
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    Citazione Originariamente Scritto da albatro Visualizza Messaggio
    Argomento piuttosto controverso, specialmente se ci si avvicina al buddhismo, è la questione del "maestro", poiché già l'uso stesso di questo termine può sembrare fuorviante, partendo dal dato di fatto che ognuno è maestro di se stesso e che "Tu sei Quello", e il Buddha è dentro ognuno di noi. Altrettanto chiaramente dobbiamo osservare la Luna e non il dito che la indica, ecc..
    Eppure, se anche parliamo -in modo penso più appropriato- di "guida spirituale", in questo Occidente disincantato molti ci osserveranno con aria di compatimento pensando "ecco un altro fissato, esaltato, plagiato ecc.". Da più di 20 anni seguo una "guida spirituale" con la fondata speranza di stare seguendo in primo luogo me stesso in un cammino spirituale che dura in eterno, e a volte sorrido pensando a come gli altri possano vedermi dall'esterno, io che ho sempre vissuto e vivo col terrore di poter essere condizionato, con l'enorme difficoltà nel lasciarmi andare, coi dubbi che mantengo ancora, con la sola sicurezza di voler comprendere -vivere!- la parte più profonda e ancora in gran parte nascosta di me...
    Quanti di voi hanno seguito o seguono una guida spirituale? Quanti potrebbero essere definiti "ricercatori solitari", anche se le definizioni lasciano un po' il tempo che trovano? (Perché ovviamente anche un "ricercatore solitario" avrà letto libri, amerà alcuni autori dai quali sentirà essere stato avvicinato a qualcosa di immenso).
    Trungpa parla di "amico spirituale", cosa in sé molto poetica e vera, e scrive:

    "Il discepolo riceve l'insegnamento solo se dà qualcosa in cambio; è necessario abbandonarsi psicologicamente, una specie di donativo. Ecco perchè dobbiamo discutere di abbandono, apertura, rinuncia alle aspettative, prima di poter parlare del rapporto fra maestro e discepolo".

    Giustissimo, ma solo se si incontra la persona "giusta". E, in coscienza, come fare per essere sicuri di avere incontrato la persona giusta? Qualcuno mi disse che la persona GIUSTA puoi essere solo tu. E che se TU sei la persona giusta rendi GIUSTI anche i tuoi apparenti "errori". Per cui...se qualcuno ti inganna, imparerai a non essere più ingannato! Per la vecchia legge che dice: "Il tuo peggior nemico è il tuo migliore MAESTRO".

    Questione molto interessante.
    C'è un detto zen: "se incontri un maestro zen, uccidilo"-
    Non so se questo vale soltanto per i maestri zen o per altre tradizioni; comunque nel Vangelo c'è scritto: "Non fatevi chiamare maestro, perché uno solo è il Maestro"...
    Penso che molti sedicenti guru non saranno d'accordo...

  4. #4
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    Solo una breve nota per ora:
    Se si parla di Maestri autentici,giudico l'argomento molto interessante sia per quanto riguarda il rapporto maestro/allievo sia per i vari livelli e stili d'insegnamento.

    Se si parla di falsi maestri,l'argomento rimane ugualmente interessante ma temo di non essere utile alla discussione perchè la cosa mi disturba troppo e non riesco a rimanere obiettivo.
    E comunque non si tratta di maestri ma di demoni - non mi ricordo da quale tradizione viene il termine - denominati "demoni celestiali " poichè la loro forma e il loro dire inducono i fedeli all'adorazione e all'errore....

    Ad onor del vero esiste una terza categoria.......coloro che in buona fede si ritengono maestri ma purtroppo non lo sono

  5. #5
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    Anche perchè esistono esempi di "maestri" che sembrano a metà tra un'indubbia conoscenza profonda dell'essere e un modo di agire discutibile...Osho Rajnesh, che spaziava dallo zen al tao alla psicologia spicciola non era in fondo l'ultimo arrivato, i suoi libri occupano a volte metà del settore "Orientalistica" nelle librerie, poi sappiamo che faceva collezione di Rolls Royce e che un bel giorno la sua segretaria scappò con il grisbì...Alla sua morte si favoleggiò che fosse stato avvelenato (?) ad opera del governo americano (ma qui i miei ricordi si fanno confusi, farò una ricerca).

  6. #6
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    Una guida sicura-ma non sempre, ahimè- per separare il grano dal loglio è affidarsi ad un esponente di un lignaggio tradizionale, che magari al suo interno ha avuto luminosi esempi di realizzati.

  7. #7
    Karma Sonam Tashi
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    C'è un detto zen: "se incontri un maestro zen, uccidilo"-
    E' una cosa che probabilmente la possiamo far valere per tutto il Mahayana, o per tutto il sistema dei Sutra. Nonostante il rispetto dovuto all'insegnante, l'attaccamento a quest'ultimo và eliminato.
    Nel sistema dei Tantra senza la devozioni a un maestro qualificato, che abbia raggiunto un buon livello di realizzazione, non si va da nessuna parte. Non ha neanche senso cominciare. All'inizio logicamente bisogna usare un pò di critica in modo da scegliersi un buon maestro.... poi quando ci si affida totalmente a lui/lei, allora bisogna cominciare a vederlo in modo perfettamente puro. Si capisce inoltre il fatto che la nostra tendenza a vedere difetti negli altri è una manifestazione della nostra povertà interiore.

    Noi karma kagyupa consigliamo di vedere i vari maestri qualificati come una manifestazione dell'attività del Karmapa, perchè tutti compiono la sua stessa attività illuminata, chi più chi meno. In alternativa, se non si sente una connessione con il Gyalwa Karmapa, si può vedere il maestro come inseparabile dal Buddha primordiale Vajradhara (Dorje Chang).

  8. #8
    Karma Sonam Tashi
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    Una guida sicura-ma non sempre, ahimè- per separare il grano dal loglio è affidarsi ad un esponente di un lignaggio tradizionale, che magari al suo interno ha avuto luminosi esempi di realizzati.
    Se il Lama di un insegnante era realizzato, questo insegnante ha molta devozione verso il suo Lama, e questo Lama ha rispetto e stima per il discepolo........ allora possiamo dire che nel 90% di possibilità questo insegnante è qualificato.

  9. #9
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da albatro Visualizza Messaggio
    Anche perchè esistono esempi di "maestri" che sembrano a metà tra un'indubbia conoscenza profonda dell'essere e un modo di agire discutibile...Osho Rajnesh, che spaziava dallo zen al tao alla psicologia spicciola non era in fondo l'ultimo arrivato, i suoi libri occupano a volte metà del settore "Orientalistica" nelle librerie, poi sappiamo che faceva collezione di Rolls Royce e che un bel giorno la sua segretaria scappò con il grisbì...Alla sua morte si favoleggiò che fosse stato avvelenato (?) ad opera del governo americano (ma qui i miei ricordi si fanno confusi, farò una ricerca).
    Osho è un grande Maestro per quel campo base di ricerca interiore..che è tappa fondamentale per Vie meno conosciute o personali...
    Osho da i rudimenti teorici..e anche trasmette la comprensione di ciò che si chiama Iniziazione..il tutto in un linguaggio comprensibile da occidentali..non avvezzi al mondo interiore..
    Chi è interessato al Sanathana Dharma..o Sophia Perennis..e cerca la Via delle Vie..o l'Essenza da cui le Forme particolari derivano..non può fare a meno di Osho nella pratica e di Guenon nella filosofia..
    Ambedue sono giganti nel loro ambito..Guenon nel portare la mente agli estremi confini concettuali..e Osho nel dare l'impulso a trascendere questi confini...
    E' solo assoluta mancanza di qualificazioni interiori..il dubitare di Osho..che io reputo il Maestro capace di traghettare chi ne ha la possibilità nel nuovo Manvantara..dove le Forme non esisteranno più..ma solo l'uomo ricondotto al suo Centro..Legge a se stesso..e rentegrato nel Principio..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  10. #10
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    Ciao Testadiprazzo
    come ho visto nominare Osho ho pensato che mi sarebbe piaciuto ascoltare un Sannyasin....perfetto
    Alcune domande in tema se mi permetti:
    lo hai conosciuto?come sei diventato suo allievo?cosa ha cementato la tua attuale certezza interiore......e poi fai un po tu ......insomma quello che tu ritieni utile per tutti i possibili dubbi di un allievo verso un Maestro .....grazie
    euvitt

 

 
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