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Discussione: Massimino :presente !

  1. #51
    Micene
    Ospite

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    Al Poeta, al Militante , all''Imprenditore, chi ha saputo incarnare con la propria vita quello che nel nostro mondo viene chiamato TRADIZIONE.

    di Francesco Mancinelli

    … Queste poche righe sono dedicate alla figura di Massimo Morsello, su richiesta degli animatori della rivista “Assalto” e servono da parte mia , ad esprimere, attraverso il ricordo , l'adesione ed il ringraziamento profondo alla figura politica ed umana, la gratitudine al Poeta, al Militante , all''Imprenditore, insomma a chi ha saputo incarnare con la propria vita quello che nel nostro mondo viene chiamato TRADIZIONE.

    ….Avevo circa 16 anni, quando intravidi in un corteo a Latina, la figura di Massimino, mi venne indicato dai Camerati piu' anziani in mezzo ai ragazzi della sezione Prati venuti con un pullman da Roma per l'occasione. D'altra parte per me che iniziavo allora a prendere la chitarra in mano e far girare in maniera abbozzata gli accordi di “NOI NON SIAMO UOMINI D'OGGI” “IL BATTESIMO DEL FUOCO” e “ LA TUA GENTE MIGLIORE” era importante aver visualizzato anche per un attimo quello che sarebbe diventato uno dei maggiori riferimenti del nostro mondo musicale. Il 1° maggio del 1979 eravamo aViterbo ad attenderlo insieme agli Janus, ma la sera prima a Roma era volata qualche martellata di troppo, e Massimo, in fuga strategica, non poté cantarci quel giorno le gesta delle “Piccole tempeste d'acciaio” . Altro ricordo forte e' quando durante Campo Hobbit III spalleggiato dai ragazzi del FUAN di Via Siena lesse un comunicato dei camerati rinchiusi al G9 di Rebibbia, forzando il servizio d'ordine del Campo in maniera piuttosto militare, facendosi gia' da allora portavoce e leader di quei “FIGLI DI UNA FRONTIERA” a cui non si e' voluto mai dare dignità' politica. Alcuni inediti tra cui la sua canzone dedicata a FRANCO ANSELMI (cancellata ricordiamo dalla raccolta di canzoni di Campo Hobbit II in quanto per “gli istituzionali missini ” eri da onorare solo se venivi ammazzato come un cane in un agguato comunista, se morivi ucciso dalle guardie del sistema, magari in un conflitto a fuoco eri un terrorista ) girano ancora oggi in Italia sulle solite cassette pirata che hanno fatto la storia della nostra musica, oltre che della nostra vita. E anche la canzone dedicata a NANNI DE ANGELIS, e alla piccola Benedetta (BELLA LUNA), dovranno essere registrate prima o poi , cosi' da dare un seguito alla sua fondamentale opera. Ancora alcuni brevi ricordi di Londra, dove svolgeva con lo stesso entusiasmo di militanza, l'attività' imprenditoriale, per la quale (paradosso) e' stato perseguitato più' che per le sue idee politiche. La democrazia non ti perdona il fatto che tu possa avere successo al suo interno senza condividerne le finalità' ontologiche. In questo Massimo e' stato un vero e proprio eretico, anche rispetto all'ambiente. Ancora il raduno voluto da Lui contemporaneamente a Milano e Roma (raduno che mobilito in Italia più' di 5000 persone), ultima prova di forza della Destra radicale italiana contro le leggi repressive di Stato. Poi il Suo ritorno dall'esilio , ed i manifesti affissi su tutte le Città' Italiane, il megaconcerto del Colosseo, dove ho avuto l'onore dopo anni di accompagnarlo nelle sue canzoni, ed altri concerti ancora, Serravalle di Chienti, Milano, Busto, concerti dove pur minato dalla malattia del corpo, non traspariva il minimo segno di affaticamento ma solo entusiasmo e vitalità' infinita, se non addirittura divertimento e svago. Questi ed altri ricordi di Massimo….

    Ma la sua musica..? Soprattutto per come si e' espresso attraverso la sua discografia, Massimo e' stato quanto di piu' originale e poetico ha prodotto questo spaccato di cantautori militanti. Era De Gregori il Suo modello e non lo ha mai tradito, soprattutto in quel suo tentativo composto, arcano e quasi introspettivo di proporre canzoni di stile interiore, di superiorità' aristocratica e distaccata, quasi che ci comunicasse tra le righe che comunque fosse andato il mondo c'era un Dovere, una Legge, un Imperativo da seguire individualmente e comunitariamente. Alcune canzoni sono veri e propri dipinti, immaginari che si animano tra le note , scenari Vivi ( Leon Degrelle, 8 di settembre, Vandea, Palestina, Punto di non ritorno , Figli di una frontiera ) e sempre con la poetica dedicata all'esilio, al ritorno, alla partenza, all'eterno viaggio dentro la vita, accompagnati e presi per mano da quel destino, nostro fratello inseparabile che ha volte stentiamo a capire. I CANTI ASSASSINI di Massimo saranno un testamento spirituale del nostro ambiente giovanile come sono stati per vent'anni la testimonianza non solo della Sua vita terrena ma della vita di un intera generazione di ribelli …per noi fratelli minori, il richiamo alle mille battaglie in difesa della Nostra Terra, della Nostra Gente.

    Ho l'ultima immagine di Lui , stretto tra le ali composte e misurate degli schieramenti , nell'ultimo saluto dato dai suoi Camerati , i Camerati stretti intorno a quel feretro, quasi fosse un carro alato da battaglia , che si e' lentamente allontanato …, in una dolce mattina primaverile ed un soffio sottile di vento , nel quartiere EUR , sullo sfondo stagliato a guardia , il Palazzo delle Civiltà' dai marmi bianchi e perfetti , quasi che Roma Madre Eterna, reclamasse uno dei suoi figli prediletti nell'Olimpo Celeste , nei Campi Elisi ; … nel vento c'era la Sua musica .... verso il Cielo salivano le Sue parole … nel sole caldo la Sua Presenza …

    Ciao Massimo.

  2. #52
    Micene
    Ospite

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    Il ricordo di Roberto Fiore


    Queste parole non sono certamente sufficienti per sintetizzare cio' che tutti coloro che conoscevano Massimo Morsello come uomo di famiglia, come capitano d' impresa, come camerata , come uomo politico, come avversario, hanno pensato in occasione del suo ultimo viaggio.
    Attivo politicamente sin dall'età di 14 anni, si trova ad affrontare le difficoltà del tempo con giovanile ardore e con una umanità che nel tempo diverrà proverbiale. Perde il padre giovanissimo e ciò non fa che proiettarlo con ancora più veemenza e generosità nella lotta politica che in quel periodo esprime nella militanza nel FUAN di Via Siena.
    Rimane coinvolto negli incidenti di Centocelle (che poi porteranno alla sua unica condanna) , durante i quali assiste all' omicidio di Alberto Giaquinto da parte di poliziotti rimasti per sempre ignoti. La sua insistenza nel voler testimoniare e spiegare ciò che realmente era avvenuto, portava i magistrati in una logica perversa ad emettere un mandato di cattura nei suoi confronti ; sarà come abbiamo detto la sua unica condanna, un prezzo da pagare per la fedeltà ad un camerata ed alla verità.
    Nell' agosto dell' 80 inizia la sua latitanza originata da un mandato di cattura che finirà nella pattumiera della storia. Morsello sfugge e ripara a Londra dove inizia una vita di stenti economici, di lavori umili, ma sempre nel rigore morale e nella coerenza ideale.
    E' qui che con altri camerati inizia un avventura politica, economica e spirituale che stravolgerà le regole della politica e darà l' incipit alla più entusiasmante rimonta umana di un uomo e di un mondo politico.
    Braccati, calunniati, perseguitati, i camerati londinesi gettano i semi per una vera e propria riconquista economica politica e spirituale i cui frutti nel tempo saranno vastissimi.
    Le capacità economiche e manageriali di Morsello, specchio della migliore tradizione italiana, creano nel tempo la più grande impresa , nel suo campo, in Europa; un autentico miracolo economico che gli avversari non vorranno mai accettare adombrando oscuri e poco probabili appoggi.
    Ma la cristallinità dell' individuo parla da sè e lascia pochi spazi agli equivoci. Centinaia di persone e di famiglie vengono beneficiate da questo lavoro che per il suo stile straordinariamente unico, offre spunti di economia alternativa e a misura d' uomo. I fondi di investimento che permettono ad impiegati e persone vicine di avvantaggiarsi della floridità dell' impresa sono attuati in pieno spirito corporativo. Le cieche forze avversarie cercheranno di far passare questa operazione per un “attivita' clandestina ed eversiva” noncuranti delle centinaia di testimonianze documentali e personali che attestano il contrario.
    Ma e' negli ultimi anni che l' operazione Londra spicca il volo coincidendo per un insondabile disegno divino con l' esplodere della malattia.
    Nel vuoto politico italiano nasce Forza Nuova, Movimento che magistralmente mescola istanze nuove e moderne con l' eredità fascista e la visione cattolica del mondo.
    E' anche il momento in cui Morsello compie il passo decisivo della sua vita, tornando con fede ed umiltà alla fede cattolica. Fede vissuta con coerenza, rigore ma con grande umanità. Morsello fino all' ultimo sarà fedele alla Messa Tridentina ed al cattolicesimo inadulterato, romano ed eterno.
    L' esplodere della malattia coincide con le prime affermazioni dell' opera pazientemente elaborata nel tempo. Ma anche l' atteggiamento nei confronti del male e' quello scanzonato e virile che si riassume nel nome dato alla pratica dove venivano accumulati i dati del preoccupante incedere della malattia , un nome che la diceva tutta: me ne frego!
    Sono gli ultimi tempi, tempi in cui la malattia colpisce spietata ; la risposta di Massimo e' dettata da una Fede in Dio oramai incrollabile.
    Quella Fede che lo accompagna negli ultimi momenti e nella battaglia decisiva . Le sue ultime parole sono : “Sono pronto... sono pronto!”.
    E' il combattente che mai inginocchiatosi di fronte a nessuno si inginocchia al suo Unico Re. Un Re a cui Massimo Morsello potrà presentarsi con tanti doni, tante conversioni e chissà forse con l' orgoglio di aver contribuito al ritorno di Dio all' Italia e dell' Italia a Dio.

    Roberto Fiore

  3. #53
    Micene
    Ospite

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    Ciao Camerata.

    di Luca Pilli

    E’ ancora chiaro e vivido nella mia mente il ricordo di un uomo. Lo ricordo in una sera d’estate, più che nell’ultimo e recente, fugace momento di un pomeriggio romano. Un sera con un tramonto rilassante, speciale, come solo le località di campagna sanno donare. In quel giorno il lavoro è stato intenso per me e gli amici presenti, eravamo tutti stanchi, ma felici per avere ultimato i preparativi di una festa che si sarebbe svolta il giorno seguente. Una festa in cui quest’uomo, sarebbe intervenuto per allietarci la serata con le sue canzoni…nonostante tutto. Nonostante un grandissimo dolore, grande solo come solo la perdita di una figlia può dare, lo affliggesse. Mancavano veramente solo poche cose e maggiore era il tempo che potevamo dedicare allo svago, ma prima di questo, i nostri pensieri erano rivolti all’accoglierlo ed ospitarlo nel migliore dei modi, con la sua famiglia, nella grande cascina dove si sarebbe svolta la festa. Affinché, anche se solo per pochi minuti si distraessero dal pensiero del grave lutto che li aveva colpiti, erano stati invitati a trascorrere qualche giorno con noi in tranquillità e fra amici. Eravamo un poco preoccupati per il suo ritardo, il luogo non era certo dei più agevoli e semplici da raggiungere, isolato come era dal caos delle città. Dopo alcune telefonate rassicuranti, che confermavano il regolare procedere del suo viaggio, arrivò. Siamo andati tutti ad accoglierlo sulla grande aia della cascina, gli mostrammo le sue stanze e chiedemmo se qualcosa gli occorresse, ma lui, con garbo rifiutava ogni cosa. Era ormai pomeriggio inoltrato e il sole iniziava a calare, quando io, mentre seduto mi riposavo, lo vidi in distanza attendere pazientemente, vicino ad un porticato, che la moglie finisse di accudire la loro piccola bimba. E’ li che cominciai a pensare, a cercare di capire da dove traesse tanta forza di spirito quell’uomo che si sorreggeva con un bastone. Dove fosse o da dove derivasse la grande volontà che lo sorreggeva, dopo un lungo periodo di esilio e persecuzione, la morte di una figlia e una malattia che lo stava divorando nel corpo e contro la quale combatteva da lungo tempo. Il giorno seguente, mentre intratteneva un piccolo gruppo di giovani, che ascoltavano rapiti i suoi racconti, le sue considerazioni, le sue idee, ebbi da questa scena, la visione di un padre che parlava ai propri figli, ai quali trasmetteva il frutto delle sue esperienze passate e i desideri per il loro futuro. Aldilà del fatto che mi potessero piacere le sue musiche, erano i loro contenuti e le loro frasi, che mi aiutavano a capire e comprendere il carattere di quell’uomo. Capivo, con il suo esempio e le sue parole, che non ci si può sentire “forti”, questa è una condizione che solo chi ti sta vicino può avvertire realmente, ogni altra supposizione personale potrebbe essere solo un pensiero illusorio. Quell’uomo con il bastone che sorrideva ad un tramonto, con la grande ricchezza di avere un amico leale e sincero, che viveva ed aveva vissuto sempre in equilibrio contro le scosse ineluttabili che la vita gli aveva riservato, solcato da mille traversie, era permeato di questa “forza”, con modestia e fede in Dio. Penso ancora alla semplicità e alla logica delle sue idee, pochi punti per esprimere dei concetti e delle regole morali e rivoluzionarie per un popolo, un giusto equilibrio fra i valori del passato, idee moderne e la difesa dei principi cattolici che sempre hanno accompagnato da millenni la vita sociale e spirituale in Italia e nel mondo. Questi punti hanno scatenato un tornado sulla scena politica e sociale italiana. Per chi le segue con entusiasmo: repressioni da parte degli organi di giustizia, diffamazioni e calunnie da invidiosi o subdoli nemici politici, boicottaggi dai tutori dell’ordine e violenza da coloro che seguono ancora un’idea che è risultata, all’evidenza dei fatti trascorsi nei tempi, deleteria se non proprio mortale per milioni di persone in tutto il mondo. Per quell’uomo, che ne ha subiti molti di questi soprusi; costretto ad andarsene dalla sua Patria, abbandonando la famiglia e gli amici, per non aver ceduto, per non essersi piegato, rinnegando la sua fede e l’onore verso i Camerati e l’Ideale. Che ha trascorso un periodo di difficoltà e stenti in una terra straniera, dove con dignità ed onestà ha mantenuto una rettitudine morale che deve contraddistinguere sempre ogni uomo che così volesse essere indicato; dopo avere subito le peggiori diffamazioni e calunnie, per screditare la sua grande capacità di essersi risollevato, affermando anche le sue capacità nel mondo del lavoro, oltre che a quelle politiche e come artista. La vita gli ha riservato la più tremenda prova a cui può essere sottoposto un uomo, dopo aver perso il padre da giovanissimo ( posso capire benissimo per esperienza personale, cosa si prova), la perdita di una figlia, sapendo che un terribile male lo divorava inesorabilmente nel corpo. Sapendo ed essendo conscio di tutto questo su di lui e cercandolo come riferimento, ho potuto avvicinarmi e comprendere quanto sia grande avere il coraggio delle proprie idee ed ancora più grande avere la fede in Dio e tutto quello che questa poteva donare. Ora quell’uomo che è arrivato a concludere la sua vita terrena, lascia un grande vuoto in tutti noi, che seguiamo le sue idee. Ci lascia però la grande eredità di un esempio di vita da seguire, un coraggio non comune da imitare e dei sentimenti trasmessi in musica. Di un triste compito mi sono gravato: raccogliere i messaggi di cordoglio per la sua scomparsa e poterli consegnare ai suoi cari, in principio leggendoli una profonda tristezza ed amarezza mi assaliva, poi a mano a mano che i giorni passavano, come l’aprirsi di nuvole di un cielo grigio ho visto, ma contemporaneamente anche in me, nei miei pensieri, che stava succedendo, che i messaggi stavano cambiando, assumevano la forma di un colloquio con lui, come se contemporaneamente tutti sentissero che lui potesse ascoltarli e leggerli, gli arrivederci hanno preso il posto con degli addii, questa era la certezza che effettivamente ci seguiva che ancora c’era e stava ascoltando le nostre preghiere. Un messaggio in particolare mi ha commosso, è stato scritto da Lorenzo, un Camerata suo coetaneo, che i particolare modo ha “parlato” con lui, chiedendo di non pensare che adesso si potesse riposare, con serenità e la certezza che solo un uomo di fede può avere, convinto nella vita ultraterrena gli chiedeva se potesse intercedere per noi tutti in “Alte sfere” ed infine, come saluto un semplice e amichevole ciao! Un saluto ed una confidenza che solo fra amici ci si scambia. Ed ancora leggevo i molti messaggi dai nemici che riconoscevano il valore dell’avversario e a cui volevano dare l’ultimo saluto, questi sono la prova tangibile di quanto fosse grande quest’uomo e che anche in chi ci avversa qualcuno sappia ancora cosa è l’onore! La sua “via” è sicuramente quella giusta, questa è una delle prove che qualche cosa sta cambiando, che una lenta, ma inarrestabile ricostruzione è in atto, fino ad alcuni anni fa, era impensabile che un comunista, o un rosso che dir si voglia, scrivesse un messaggio di cordoglio per un Fascista morto. Rileggo Codreanu nel suo “Libretto del capo di Cuib” e mi rinfranco ulteriormente: ”Le guerre le vincono coloro che hanno saputo attrarre dall’etere dei cieli le forze misteriose del mondo invisibile, e assicurarsene il concorso” Queste forze misteriose sono le anime dei morti, dei nostri antenati, che furono anche loro, un tempo, legati alle nostre zolle, ai nostri solchi, che morirono per la difesa di questa terra, e che sono vincolati ad essa dal ricordo della loro vita e da noi, figli, nipoti e pronipoti loro. Ma più in alto delle anime dei morti sta Dio…..Con questo Codreanu dice che richiamare queste anime con le preghiere e con il loro costante ricordo, assicura un netto vantaggio contro i nemici. Oltre alle migliaia di eroi del nostro glorioso passato, abbiamo, ora, anche questa “forza” che ci guida e ci protegge dal cielo. In vita l’uomo Morsello…..il poeta con il bastone, a segnato con il suo esempio la strada da percorrere e la dignità, il coraggio con cui va affrontata, ora l’angelo Massimo vigilerà sulla nostra marcia per ricostruire una nazione e un popolo che tanto ha amato e difendere la fede in Dio che molto lo ha aiutato in questi ultimi anni della sua vita. Ritorno al ricordo del suo sguardo al tramonto di una sera d’estate, dopo che ho conosciuto e capito meglio quest’uomo. Non era la visione di una fine, dell’arrivo, della rassegnazione…..era solo la contemplazione di quello per cui stava lottando ed era valsa la pena di vivere una vita tanto martoriata, era la bellezza e perfezione del creato, il futuro di una figlia accudita con amore dalla propria madre, l’aggregazione di persone con un'unica bandiera, un unico ideale, un’unica nazione, con un unico amor patrio e un unico Dio. Non è possibile riassumere, scrivere o raccontare la vita di uomini così, perché la loro opera continua anche dopo la loro scomparsa, come un seme che germoglia, è nell’animo di chi lo ha conosciuto e seguito. Per questa generazione un sicuro punto di riferimento, uno dei motivi per cui non mollare mai sul difficile e pericoloso cammino che ci siamo prefissi, per quelle future, quelle che vedranno l’Aurora, sarà un mito! Per tutto questo e sopra a tutto per lui…..Camerati, quando le avversità ci bloccano la strada, quando i servi dei nostri nemici ci circondano, quando forze avverse ci superano in gran numero, non dobbiamo mollare, dobbiamo spingere al massimo…..osare, fregarsene come lui fece per il terribile male che lo ha colpito e ricordare quello che quest’uomo ha donato perché noi potessimo ancora chiamarci Camerati ed essere orgogliosi di sentirci italiani. Non dimentichiamo mai quanta gioia c’è nel seguire una via ed una vita d’onore, anche se questo implica il passare un “punto di non ritorno”. Per te Massimino il mio e il nostro grande saluto: Ciao Camerata!

    Luca Pilli

  4. #54
    Micene
    Ospite

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    Massimo Morsello
    di Giuliano Castellino

    Il 10 aprile del 2001, a Londra, moriva, Massimo Morsello, per gli amici più stretti Massimino. Chi vi scrive conosceva molto bene Massimo e vicende personali e scelte politiche mi hanno visto più volte avvicinarmi e allontanarmi da lui. Una specie di odio-amore, (non per facile retorica, ma al di là di come sono andate a finire certe cose, credo che il secondo sentimento abbia sempre e comunque prevalso sul primo) che ci ha fatto incontrare e scontrare in più di una occasione. Massimo era una persona speciale, tenace, forte, concreto. La vita non gli è stata mai favorevole. Ha sempre dovuto lottare contro tutto e tutti. Come tanti altri giovani di quell'epoca, ha costruito la sua militanza politica tra detenzioni e fumi di lacrimogeni e non volle accettare l'accerchiamento e l'offensiva di quell'anti-fascismo militante che voleva eliminare politicamente e fisicamente chi non voleva piegarsi alla "dittatura resistenzialista". Proprio una sua coraggiosa testimonianza al processo per l'omicidio di Alberto Giaquinto lo gettò in quel diabolico meccanismo giudiziario che lo costrinse a rifuggiare in Inghilterra. Latitante, insieme ad altri "compagni di sventura", tra stenti e povertà, costruì il suo futuro, senza nulla rinnegare e nulla tradire. Ma la macchina della giustizia non conosceva frontiere e un mandato di cattura internazionale lo costrinse a passare alcuni mesi nelle patrie galere (e si la prigione non conosce nazionalità) londinesi. A Londra si svolse il processo di estradizione richiesto dalla magistratura italiana, richiesta che venne respinta al mittente, con tanto di scuse da parte del governo di sua maestà, che definì gli imputati italiani dei "gentleman", dei signori per bene e non riconosceva le accuse degli inquirenti nostrani, accuse solamente ideologiche e associative, reati non riconosciuti in Inghilterra. In Italia venne condannato, in contumacia, a dieci anni di reclusione, che costarono al nostro Massimo venti anni di esilio in Gran Bretagna. Proprio quando l'alba del ritorno sembrava sorgere all'orizzonte, un'altra tragedia colpiva il nostro sfortunato amico. Un male incurabile lo colpì, ma non scalfi il coraggio e la forza di quest'uomo abituato al sacrificio e alla rinuncia. Gravemente malato fece ritorno nella sua città natale, Roma. Suo grande e immenso amore, città strappategli venti anni prima da una giustizia crudele e di parte, che si faceva descrivere come un bambino incuriosito e affamato di novità, dai tanti romani che andavano a trovarlo nella capitale britannica. All'arrivo a Fiumicino trovò decine di camerati ad aspettarlo, suoi vecchi amici fraterni, che con lui avevano condiviso anni di lotte e rinunce, e giovani cresciuti ascoltando le sue canzoni. Nonostante la malattia avanzasse, rimase sempre fiero e dignitoso. Affrontò questa nuova e dolorosa battaglia con quel ghigno di sfida stampato sul suo volto barbuto. Come un leone ferito, ma non domato, fino all'ultimo giorno della sua vita, fu attivo e dinamico. Come dimenticare la sua partecipazione alla manifestazione contro il "gay pride" o il suo concerto tra i terremotati delle Marche? Oppure l'esaltante concerto al Colosseo contro la guerra americana in Serbia? Le sue canzoni infiammarono migliaia di romani, che quel giorno, non accorsero solamente per innalzare il proprio orgoglio europeo, ma erano venuti a dare il bentornato a Massimo. Un'altra tragedia lo colpì, la perdita di sua figlia di appena 14 anni e anche in quell'occasione la dignità vinse il dolore. Dignità figlia di una vita vissuta nella profondità e nell'azione, frutto di una corazza che la vita lo ha obbligato a mettersi addosso. Ora siamo sicuri che avrà trovato finalmente la serenità accanto alla sua adorata figlia, quella figlia che la latitanza non gli permise di godersi. Ora, insieme, li vediamo abbracciati in quell'angolo di cielo che l'onnipotente dedica agli innocenti e agli animi puri. E oggi tra di noi rimangono tre angioletti, che tutte le sere, prima di addormentarsi possono chiedere l'aiuto e la protezione del proprio papà e del proprio nonno, che seppur lontano, vive nei loro cuori e nei loro occhi. E infine come dici tu in una splendida canzone "c'è qualcuno che piange, c'è qualcuno che soffre, c'è qualcuno che ti fa una canzone" e io, oggi, ho voluto dedicarti questo articolo, con la speranza di averti potuto esprimere quell'affetto e quella stima, che quando eri in vita, non sono stato capace di dimostrarti. E poi ce lo hai insegnato tu: "siamo tutti lontani, siamo tutti vicini e innalziamo nel cielo i nostri canti assassini..."

    Ciao Massimo.

  5. #55
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    ciao massimo

  6. #56
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