
Originariamente Scritto da
ilGladiatore
Finche' sarete sotto il 4% i veri pazzi siete voi...
al massimo un insuccesso politico sarà sintomatico di qualcosa che non va nel progetto che si propone, nel modo di porsi, nella mancanza di programmaticità...ma non di certo di pazzia o cose del genere.
Mi sembra di sentire la classica filastrocca isterica dei cosidetti moderati, giovani "vecchi dentro", gente che ho avuto modo di incontrare nel partito..gente che non c'entra niente con me e con chi è mio fratello di lotta.
Io sono il primo a criticare La destra, anche perchè La Destra è speculare ad An......ma quando è un intero mondo militante, un'intera comunità antagonista, magari un ambiente sfilacciato, magari approssimativo (e sono il primo a criticarlo dal punto di vista politico, altrimenti non avrei scelto an come mezzo di far politica), magari con tinte anti politiche, nostalgiche ma che è mosso da sincera volontà di combattere contro tutto il marciume democratico ed egualitario che te invece sei qua a lodare......a venire attaccato da persone che sono pronte a ripetere a pappagallo tutto quello che dice il partito o il senatore di turno mi girano i coglioni a mille.
Tanto per schiarirsi le idee su cos'è la vera e autentica Destra
“Essere di Destra significa, in primo luogo, riconoscere il carattere sovvertitore dei movimenti scaturiti dalla rivoluzione francese, siano essi il liberalismo, o la democrazia o il socialismo. Essere di Destra significa, in secondo luogo, vedere la natura decadente dei miti razionalistici, progressistici, materialistici che preparano l’avvento della civiltà plebea, il regno della quantità, la tirannia delle masse anonime e mostruose. Essere di Destra significa in terzo luogo concepire lo Stato come una totalità organica dove i valori politici predominano sulle strutture economiche e dove il detto “a ciascuno il suo” non significa uguaglianza, ma equa disuguaglianza qualitativa. Infine, essere di Destra significa accettare come propria quella spiritualità aristocratica, religiosa e guerriera che ha improntato di sé la civiltà europea, e – in nome di questa spiritualità e dei suoi valori – accettare la lotta contro la decadenza dell’Europa”
Adriano Romualdi