Preti pedofili, stampa straniera attacca
il silenzio del Papa nel giorno di Pasqua
Der Spiegel: la fallita missione di Joseph Ratzinger. Vittima italiana a Sodano: Chiesa sia con noi, non con Benedetto XVI
ROMA (5 aprile) - La Chiesa cattolica serra i ranghi attorno al Papa, ma si moltiplicano gli attacchi da parte della stampa estera dopo «i silenzi» del Pontefice sui casi di abusi nella messa di Pasqua e durante tutta la Settimana Santa, con il Washington Post che si spinge fino a ipotizzare le dimissioni di Ratzinger dal soglio pontificio.
Le parole di solidarietà e vicinanza rivolte ieri dal cardinale Sodano a Benedetto XVI con la lettura di un messaggio fuori protocollo durante le celebrazioni della Pasqua a San Pietro hanno intanto provocato oggi l'accesa reazione di una vittima dei preti pedofili, che in una lettera aperta all'ex segretario di Stato vaticano scrive fra l'altro: «La chiesa, dovrebbe essere attorno alle vittime, non al Santo Padre». La stampa estera, dal canto suo, attacca il silenzio tenuto ieri dal Papa sulla vicenda dei preti pedofili.
Dagli Stati Uniti alla Spagna, la stampa punta i riflettori sul messaggio rivolto ieri da Benedetto XVI Urbi et orbi, sottolineaando come - mentre il Vaticano, attraverso le parole di Sodano, si è stretto attorno al papa - Ratzinger non abbia evocato direttamente la crisi che sta scuotendo la Chiesa cattolica.
"Il messaggio di Pasqua del papa ignora lo scandalo degli abusi sessuali", titola The Times, evidenziando che il pontefice «non ha fatto mea culpa sulla crisi della pedofilia mentre il cardinale Sodano ha insistito sul fatto che la Chiesa non si lascerà intimidire dal chiacchiericcio» delle opinioni dominanti. Nella cattedrale di St. Mary, a Edimburgo, il capo della Chiesa cattolica scozzese Keith O'Brien «ha difeso il Vaticano, affermando che simili problemi dovrebbero essere affrontati a livello locale, ma ha comunque suggerito che il papa dovrebbe tornare a chiedere scusa per la crisi degli scandali sessuali». A Dublino, invece, la messa pasquale è stata segnata dalle proteste dei fedeli: «Alcuni hanno collocato sull'altare delle scarpe da bambino per ricordare le vittime degli abusi. Altri, durante la funzione, hanno gridato "vergogna" all'arcivescovo irlandese Diarmuid Martin», scrive il Times.
Anche il Guardian, in un articolo dal titolo "Il papa incurante degli abusi sessuali sui minori", sottolinea come, mentre «i vescovi in tutta Europa abbiano approfittato della Pasqua per chiedere scusa e riconoscere i danni causati dagli scandali, il pontefice sia rimasto impenitente». L'unico riferimento al «tumulto» degli ultimi giorni, scrive il Guardian, è giunto dal cardinale Sodano, che ha «lodato il pontefice per la sua fortezza d'animo».
Il Washington Post, in un editoriale di Timothy Shriver, si chiede se «il Papa potrà ristabilire la purezza del cattolicesimo» e paragona la crisi che sta attraversando la Chiesa «allo scandalo Watergate che inghiottì gli Usa negli anni Settanta». Alla fine «il presidente degli Usa fu coinvolto e costretto a lasciare l'incarico. La Chiesa cattolica è su una strada simile per le dimissioni del pontefice?». Shriver è figlio di Eunice Kennedy Shriver, sorella di Jfk, ed è presidente e amministratore delegato di Special Olympics, i giochi riservati ai disabili mentali.
Il New York Times, in un articolo intitolato "Il supporto pasquale per il papa, e qualche scusa", mette in risalto l'intervento di Angelo Sodano e scrive che «ci sono state espressioni di rimorso sugli abusi da alcuni pulpiti d'Europa». Tuttavia, sottolinea il Nyt, «la feroce difesa del papa fa riferimento alla stessa natura del papato»: chi occupa il soglio pontificio «eredita il trono di Pietro e ha una posizione unica come figura religiosa e leader secolare. Perciò alcuni uomini di Chiesa interpretano il problema del ruolo di Benedetto XVI negli scandali come un attacco alla fede».
In Spagna, El Pais scrive che «la settimana più intensa per la Chiesa si chiude senza riferimenti diretti allo scandalo degli abusi sessuali», mentre «la gerarchia cattolica serra le fila attorno al pontefice», che ha «terminato la Settimana Santa così come l'aveva iniziata: senza pronunciare una sola parola sui casi di abusi sui minori».
In Francia, anche Le Figaro evidenzia come «i cardinali abbiano serrato i ranghi attorno a Benedetto XVI», mentre Le Monde scrive che nel suo messaggio Urbi et Orbi Ratzinger ha fatto riferimento a «un orizzonte di conflitti e catastrofi nel mondo senza evocare la tempesta degli scandali della pedofilia che agita la Chiesa da settimane».
Nella sua Germania, il pontefice occupa la copertina del settimanale Der Spiegel con un titolo tutt'altro che lusinghiero: sopra l'immagine di Ratzinger campeggia infatti la scritta 'L'infallibile', ma con un doppio segno di pennarello rosso che cancella il prefisso 'in', trasformando l'aggettivo in 'fallibile'. All'interno il lungo articolo dedicato alla vicenda è significativamente sottotitolato 'La fallita missione di Joseph Ratzinger': all'interno si parla di «crisi della Chiesa» e «sdegno sul suo pontificato. Benedetto XVI ha guastato i rapporti con ebrei e musulmani, con molti cattolici e anche con i tedeschi che, al momento della sua elezione, erano così fieri di lui».
I media stanno portando avanti «un'eclatante campagna diffamatoria» che mira a colpire non i preti pedofili ma direttamente il Papa, ribadisce nel pomeriggio dal canto suo la Radio Vaticana, che per dare il senso della sproporzione cita tra l'altro un rapporto governativo Usa secondo cui i sacerdoti cattolici coinvolti in casi di abusi sarebbero meno dello 0,03%.
Francesco Zanardi, una vittima dei preti pedofili, scrive intanto a Sodano: «Io e le altre vittime troviamo che siano uno spergiuro le Sue dichiarazioni azzardate, davanti al Santo Padre nel giorno della resurrezione di Gesù, dichiarazioni che offendono e tendono ad infangare mediaticamente non i colpevoli ma le vittime come me. Mi rivolgo a Lei precisando anticipatamente che non volevo turbare assolutamente il clima della Santa Pasqua, ma mi trovo indignato davanti alla pubblica offesa fatta da Lei alla presenza del Santo Padre, nei confronti delle vittime di sacerdoti pedofili. Sono anche io vittima di un sacerdote pedofilo che da più di 30 anni miete vittime nel savonese. Proprio in questi mesi, finalmente, pare che la giustizia stia facendo il suo corso nei confronti di questo sacerdote che per anni è stato nascosto dall'omertà della Chiesa e della gente».
Si tratta di dichiarazioni, scrive Zanardi, un attivista gay di Savona, che «trovo infamanti nei nostri confronti. La chiesa questa volta non è attaccata, chi crede in Dio chiede semplicemente la verità. Mi auguro che la Chiesa si assuma con più serietà e onestà la responsabilità delle atrocità che ha coperto negli anni e risarcisca quanto possibile le vittime questi crimini, vittime hanno già subito e che ora sono costrette nuovamente a rivivere. Mi auguro che tutte le vittime come me non debbano subire altre ingiuste violenze, ma finalmente giustizia».
Zanardi nelle settimane scorse aveva denunciato alla magistratura di essere stato vittima di un sacerdote savonese quando era ragazzino. La magistratura ha aperto un'inchiesta e domani Zanardi sarà ascoltato come persona informata sui fatti in procura a Savona. Francesco Zanardi si è sposato il mese scorso con Manuel Incorvaia, dopo aver effettuato uno sciopero della fame per rivendicare i diritti degli omosessuali.
A Pasqua la Chiesa cattolica si era stretta attorno al Papa,mentre il pontefice puntava l'indice su una «umanità in profonda crisi», che ha bisogno di «profondi cambiamenti». Per la prima volta, con uno strappo al protocollo, la messa solenne di Pasqua in una S.Pietro battuta dalla pioggia era stata preceduta da un messaggio di augurio e sostegno letto dal decano dei cardinali Angelo Sodano, a nome di tutta la Chiesa. «Ci stringiamo intorno a Lei», ha detto il cardinal Sodano rivolgendosi al Pontefice e precisando che «il popolo di Dio non si lascia impressionare dal chiacchiericcio, dalle prove che talora vengono a colpire la comunità dei credenti». Tanti anche gli attestati di solidarietà: dal card. Roger Etchegaray - che a Natale fu vittima di una spintonata, rompendosi il femore - a mons. Fisichella, dagli arcivescovi di Parigi e Washington al patriarca di Venezia, card. Angelo Scola.
Tutto questo dopo che le scuse del predicatore pontificio, padre Raniero Cantalamessa, avevano sopito la tensione riaperta con gli ebrei da un passaggio della sua omelia del Venerdì Santo. Rientrata anche la tensione con gli anglicani, con le scuse - arrivate sabato sera - dell'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams.
A riprova del crescente clima di protesta, c'è anche la petizione che compare sul sito ufficiale di Downing Street - residenza dei primi ministri britannici - contro la programmata visita di Benedetto XVI in Inghilterra e Scozia il prossimo settembre ha già raccolto oltre 11 mila firme: lanciata dal gruppo OutRage (un movimento per i diritti di gay, lesbiche e transessuali), la petizione chiede tra l'altro al premier Gordon Brown di denunciare le presunte responsabilità del Papa nell'insabbiamento degli abusi pedofili perpetrati da sacerdoti cattolici e soprattutto di non finanziare la visita di Ratzinger con soldi pubblici (secondo le stime, il viaggio dovrebbe costare al contribuente britannico circa 15 milioni di
sterline).
«La gerarchia (ecclesiastica) sta agendo in modo maldestro perché non dice che un seme di grano non fa un granaio e che non si può generalizzare» sui casi di pedofilia: così si è espresso oggi il presidente del Congresso dei deputati spagnolo Josè Bono, chiedendo anche l'abolizione del celibato. La terza carica dello Stato, riferisce l'edizione online di Publico, ha affermato che «non ci sono i termini per aprire una causa generale contro la Chiesa» per i casi di abuso sessuale, ed ha giudicato la politica che sta seguendo il Vaticano «la più sbagliata tra le possibili».
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