La narrazione antifascista democratica e pacificata, basata sulle commemorazioni ufficiali, sulle targhe celebrative e sui discorsi delle autorità, è già in forte crisi. Di fronte a un'estrema destra che avanza sul piano del radicamento sociale e che attraverso l'arma della battaglia culturale è riuscita a mettere in discussione buona parte dell'architettura antifascista ufficiale e buonista tramandata per decenni dalla Democrazia Cristiana, non possiamo attardarci in battaglie di retroguardia. Per decenni noi, i giovani di sinistra, siamo stati quelli con la Storia dalla propria parte, il vento del futuro che arrivava a spazzare via una destra di nostalgici che vivevano tra gonfaloni e gagliardetti. Stiamo attenti, ora, a non trovarci a rivivere la stessa scena a parti scambiate. Quando si arretra vanno costruite le linee del fronte: è giusto fare della memoria una trincea da difendere, ma se non cerchiamo di passare all'offensiva non resisteremo a lungo all'assedio.
campagna memoria storica 2010




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