pesante per il cs? ..... ma la politica cos'è, share televisivo? a quanto pare si ............
e guarda che la massaia - come la chiami tu - ha capito proprio quello che diciamo noi, cioè che berlusca ha stracciato il programma del cs, così interromendo una tregua, un gentleman agreement .........
e se non vuoi leggere l'unità, leggiti almeno il Corsera, che parla di gesto discutibile e che, appunto, interrompe la tragua.
Quanto al merito del discorso, era inesistente, comunque uguale alle altre volte; e lo stesso berlusca - se proprio avesse voluto parlare di merito - non avrebbe stracciato nulla, sa bene, da uomo di spettacolo, che tutti, dico tutti - come infatti è accaduto - avrebbero parlato di questo non di merito (?) o di programmi.
E' stato un gesto premeditato - volgare ed ingiustificato - rivolto a chi, soprattutto a destra, lo stava accusando di fare una campagna elettorale "alla camomilla".
Se non capisci questo - ma fai finta in verità - vuol dire che la politica non è il tuo pane, spiacente ..


Guarda che anche su Pol Nazionale quelli di sinistra hanno riconosciuto che il fatto è stato ricostruito in malafede e che quei fogli non erano il programma del Pd.
Tu parli per fare propaganda.
Parli di pagetti di Berlusconi.
Appartieni alla medesima categoria,sei un mero pagetto di Veltroni.


Spudorato.
Voi siete delle verginelle nel settore della menzogna e della calunnia... Dite di parlare con i dati alla mano e dopo 14 anni siete rimasticosì.
Il golpismo alla Pinochet fu quello del pool di Milano nell'ottobre 1994 e quella fu la pagina più nera della nostra credibilità che poi alla magistratura si ritiorse comunque contro.
Parlo di rispetto per l'avversario... Ma proprio voi.!!! Basta scorrere qualche vs forum per leggere quale rispetto avete.
L'Italia del rispetto, quello vero,non alberga a sinistra.
(Suggerimento: nelle vostre raccolte di requisitorie perchè non vi inventate per Silvio anche il sospetto di pedofilia...).


Parli del Corriere vero...
...un giornale che certamente non si è mai schierato.
LA SCELTA DEL 9 APRILE.
La scelta Centrosinistra e centrodestra al voto
di
Paolo Mieli
A dispetto di quel che da tempo attestano, unanimi, i sondaggi, il risultato delle elezioni che si terranno il 9 e 10 aprile appare ancora quantomai incerto. È questo un buon motivo perché il direttore del Corriere della Sera spieghi ai lettori in modo chiaro e senza giri di parole perché il nostro giornale auspica un esito favorevole ad una delle due parti in competizione: il centrosinistra. Un auspicio, sia detto in modo altrettanto chiaro, che non impegna l’intero corpo di editorialisti e commentatori di questo quotidiano e che farà nel prossimo mese da cornice ad un modo di dare e approfondire le notizie politiche quanto più possibile obiettivo e imparziale, nel solco di una tradizione che compie proprio in questi giorni centotrent’anni di vita.
La nostra decisione di dichiarare pubblicamente una propensione di voto (cosa che abbiamo peraltro già fatto e da tempo in occasione delle elezioni politiche) è riconducibile a più di una motivazione. Innanzitutto il giudizio sull’esito deludente, anche se per colpe non tutte imputabili all’esecutivo, del quinquennio berlusconiano: il governo ha dato l’impressione di essersi dedicato più alla soluzione delle proprie controversie interne e di aver badato più alle sorti personali del presidente del Consiglio che non a quelle del Paese. In secondo luogo riterremmo nefasto, per ragioni che abbiamo già espresso più volte, che dalle urne uscisse un risultato di pareggio con il corollario di grandi coalizioni o di soluzioni consimili; e pensiamo altresì che l’alternanza a Palazzo Chigi - già sperimentata nel 1996 e nel 2001 - faccia bene al nostro sistema politico. Per terzo, siamo convinti che la coalizione costruita da Romano Prodi abbia i titoli atti a governare al meglio per i prossimi cinque anni anche per il modo con il quale in questa campagna elettorale Prodi stesso ha affrontato le numerose contraddizioni interne al proprio schieramento.
Merito, questo, oltreché di Romano Prodi, di altre quattro o cinque personalità del centrosinistra. Il leader della Margherita Francesco Rutelli, che ha saputo trasformare una formazione di ex dc e gruppi vari di provenienza laica e centrista in un moderno partito liberaldemocratico nel quale la presenza cattolica è tutelata in un contesto di scelte coraggiose nel campo della politica economica e internazionale. Piero Fassino, l’uomo che più si è speso per traghettare, mantenendo unito e forte il suo partito, la tradizione postcomunista nel campo dominato dai valori di cui sopra. I radicalsocialisti Marco Pannella e Enrico Boselli che con il loro mix di laicismo temperato e istanze liberali rappresentano la novità più rilevante di questa campagna elettorale. Fausto Bertinotti, il quale per tempo ha fatto approdare i suoi alle sponde della nonviolenza e ha impegnato la propria parte politica in una nitida scelta al tempo della battaglia sulle scalate bancarie (ed editoriali) del 2005.
Noi speriamo altresì che centrosinistra e centrodestra continuino ad esistere anche dopo il 10 aprile. E ci sembra che una crescita nel centrodestra dei partiti guidati da Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini possa aiutare quel campo e l’intero sistema ad evolversi in vista di un futuro nel quale gli elettori abbiano l’opportunità di deporre la scheda senza vivere il loro gesto come imposto da nessun’altra motivazione che non sia quella di scegliere chi è più adatto, in quel dato momento storico, a governare. Che è poi la cosa più propria di una democrazia davvero normale
28 marzo 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...8/scelte.shtml
Ieri ero al palalido e ho visto la scena che ovviamente non è quella dipinta dai mortadellas, che in gravissima difficoltà, si attaccano a queste cavolate inventandosi i fatti.
Comunque non c'è da preoccuparsi, è stato uno dei momenti + applauditi di una bella mattinata. Al popolo del centrodestra piace quando si dice chiaramente cosa è la sinistra.
D'altronde è stato lo stesso bertinotti a dire che il programma dell'unione non è stato rispettato affatto.


.... se tu leggi La Repubblica non avrai mai la certezza di essere informato nel modo giusto ... perche' il metodo di tenere i fatti ed i commenti separati tra di loro ... in quel giornale schierato come gli svizzeri in Vaticano ... non e' conosciuto.
Infatti nell'articolo di stamani de La Repubblica si legge ... "Berlusconi strappa il programma Pd" ... ed in effetti si vede nella foto il Berluska che straccia dei fogli ... ma nell'articolo si tace che questa azione e' accompagnata da un concetto (taciuto da La Repubblica) espresso dal Berluska e che ti riassumo ... "quando la sinistra arriva al potere straccia i suoi programmi" ... quindi il Berluska sta interpretando in quel momento una azione che e' quella di Veltroni e dei suoi kompagni ... quello che straccia il programma e' Veltroni ... il Berluska e' solo un interprete televisivo di questa azione ...
Veltroni che si e' risentito e che ha cercato di rigirare la frittata ... non e' credibile ... ha fatto un accordo solo pochi giorni fa con i Radicali ... e dopo solo 2 giorni lo ha "strappato" ... non si sono pero' visti fogli volare in aria ... cosi' come non si vedrebbero dopo le elezioni ... perche' l'abilita' di Prodi/Veltroni/Bassolino e' proprio quella di raccontare fandonie, promettere la luna, e riuscire infine a mettertelo nelle pieghe dando la colpa alla sorte ria e ad un imprescrutabile fato ... ed in questo e' molto aiutato dalla stampa italiana che "lavora" molto ai fianchi il Popolo Bue con i metodi sopra descritti ...
Fortunati i canguri australiani ... che hanno la fortuna di non leggere La Repubblica e quindi riescono a rimanere canguri e non rischiano di diventare ... pecoroni ...




Il problema non e' se quei fogli fossero il programma del PD,
il problema e' il gesto vile e vigliacco che ha fatto....

