L'Islam fondamentalista attacca da dentro e da fuori e al resto ci pensa il nichilismo delle menti poliziesche del New York Times
Il diavolo si nasconde nei catto-nichilisti
In America si prende di mira anche padre Amorth. Il sacerdote esorcista colpevole di difendere il Pontefice. Scontro in occidente: la nostra civiltà insidiata dall'Islam fondamentalista e dal relativismo laicista.
Il diavolo si nasconde nei dettagli. Il diavolo, che scandalo. Uno scandalo che assedia la testa gravata dal cipiglioso pensiero dei marescialli del laicismo targato New York Times. Anzi, siccome si tratta di gente che ha superato da lunga pezza l'arcaica costumanza maschilista, il gendarme che picchia stavolta è una donna. E picchia contro il più grande esorcista della Chiesa, padre Gabriele Amorth. Nientemeno che Maureen Dowd, firma di punta del NYT e già vincitrice del Premio Pulitzer nel 1999.
Un'attaccante di lusso con una caratteristica niente male: una laurea in letteratura inglese all'Università Cattolica di Wasghington, D.C., nell'anno di grazia 1973. Primo dettaglio: un'intellettuale del cattolicesimo postconciliare progressista bastona la Chiesa. Secondo dettaglio: l'anno 1973. Esattamente l'anno in cui uscì il celebre film L'esorcista, diretto da William Fredkin e tratto dall'omonimo romanzo di William Peter Blatty, che scrisse il romanzo nel 1971 e lo sceneggiò due anni dopo. Terzo dettaglio: Blatty è nato a New York. Solo che contrariamente a quanto già certamente sosteneva la Dowd nel 1973, lo scrittore newyorkese nel libro e nel film picchia duro contro il cattolicesimo postconciliare, reo di aver azzerato ogni rapporto con la Tradizione e in particolare - ma guarda un po' - con la presenza del diavolo nella storia e nella vita delle persone. Si tratta di mera casualità? Ma il caso è il dio degli imbecilli. Ben altro bolle in pentola: lo scontro all'interno della civiltà occidentale.
L'Islam fondamentalista attacca da dentro e da fuori e al resto ci pensa il nichilismo delle menti poliziesche del New York Times. Ma qual è la colpa di padre Amorth? Una, gravissima, secondo la giornalista «catto-nichilista»: aver detto che le calunnie sistematiche contro Papa Benedetto siano frutto del diavolo. Caspita, che bestemmia! Già, perché qui non si può giocare con il potere, quello vero. Amorth bestemmia, come bestemmiava, secondo i farisei e i potenti del Sinedrio, anche Gesù. L'articolo della catto-nichilista americana non lascia spazio per il laicissimo dubbio, è tutta una filiera di certezze comunicate con un sarcasmo sprezzante. Per la Chiesa non ci vuole un «esorcista», ma un «sexorcista». Non uno straccio di argomento, la tesi non ha bisogno di essere discussa e/o argomentata, va da sé, si situa nel contesto del mondo benedetto dalla Verità senza Dio: il «loro» mondo. Qui non si può bestemmiare, non si accettano contro-argomenti, non esiste né perdono, né Dio, esistono soltanto le Parole del Potere. Punto.
Se i fatti non esistono o non sono prove, non importa, dileggeremo il Papa e poi l'esorcista, e, se necessario, domani diremo che tutti i cattolici sono pedofili o potenzialmente tali. Non importa che, negli stessi USA, il cattolicesimo abbia esponenti come Novak, Weigel, Mons. Albacete, manager di provata e sperimentata intelligenza pratica: vogliamo il sangue. Costi quello che costi. E, appunto, cosa costa tutto questo manganellare contro l'unico sistema di pensiero alternativo al mondo del Potere Nichilista? Tutto quel che ha fatto della laicità il regno della possibilità e delle scelte alternative. Cioè, della libertà. Se n'è accorta la Chiesa, tanto che il Card. Sodano ha pronunciato parole che non sentivamo forse dai tempi di Pio XII: «Buona Pasqua, Padre Santo. La Chiesa è con te, dolce Cristo in terra». Tradotto in volgare: questa è la nostra linea Maginot, provate a penetrarla e vedrete di cosa siamo capaci. Il messaggio è chiaro. Lotta dura senza paura. Ma la lotta non viene condotta con mezzi mondani. Ecco l'altra bestemmia della Chiesa.
Si va sempre più in alto e si lancia la sfida a tutti, anche al sano mondo laico: che i sacerdoti siano come «angeli», ha detto Papa Ratzinger proprio al Regina Coeli del Lunedì dell'Angelo. Altro che nicchia e difesa, qui si va sempre più in alto, a cercare la Verità, là dove l'uomo può trovarla. E, si badi, questo è il linguaggio pubblico della Chiesa che sta cambiando la lingua della politica. Cioè, quell'astratto e svuotato codice che ancora si fonda sul motto di Hobbes, padre del Leviatano totalitario moderno: «Auctoritas, non Veritas, facit legem». «Il Potere, non la Verità, crea la legge». Il credo degli squadristi nichilisti del NYT. E delle pulzelle della Grande Mela, catto-nichiliste, come Maureen Dowd. Niente da fare, la cultura laica muore a quelle latitudini mediatiche. Rimane soltanto l'odio teologico contro la Chiesa del «dolce Cristo in terra».
Raffaele Jannuzzi
06/04/2010
Il Tempo - Interni Esteri - Il diavolo si nasconde nei catto-nichilisti
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