il Tibet ha ragione e diritto di seccedere? Ha diritto di levarsi dalle grinfie del potere NaziComunista di Pecchino?? ESTERI
Tesa la situazione dopo giorni di proteste anticinesi da parte dei monaci
Decine di arresti, alcuni feriti. La polizia usa i lacrimogeni e circonda i monasteri
Incendi e spari nelle strade di Lhasa
L'appello del Dalai Lama a Pechino
La guida spirituale dei tibetani esprime la sua preoccupazione
e sollecita Pechino a rinunciare all'uso della "forza bruta"
Monaci tibetani allo storico monastero di Labrang, a Xiahe
PECHINO - Crescono le violenze in Tibet. Lhasa, da giorni teatro di disordini in coincidenza del 49esimo anniversario della rivolta contro il dominio cinese, oggi è in fiamme. Per le strade della capitale si spara, la polizia ha usato lacrimogeni e ci sono diversi feriti: alcuni testimoni hanno riferito che la polizia ha aperto il fuoco per disperdere i manifestanti scesi nuovamente in piazza contro Pechino.
Profonda preoccupazione è stata espressa dal Dalai Lama, che ha rivolto un appello alle autorità cinesi affinché rinuncino all'uso della "forza bruta". "Queste proteste - ha sottolineato la guida spirituale tibetana in un comunicato - sono una manifestazione del radicato risentimento del popolo tibetano sotto l'attuale governo. Mi appello ai dirigenti cinesi perché smettano di usare la forza e affrontino tale risentimento attraverso il dialogo con il popolo tibetano".
Washington ha condannato il comportamento del governo di Pechino: manifestando "rammarico" per le violenze in Tibet, la Casa Bianca ha "richiamato" la Cina al rispetto della cultura tibetana.
"C'è fumo dappertutto e si sentono colpi d'arma da fuoco" ha detto un residente che parlava dalle vicinanze del Jokhang, un grande tempio nel centro della capitale. Di spari hanno parlato anche cittadini americani, come ha riferito l'ambasciata americana a Pechino.
Il mercato di Tromisikhang, dove ci sono negozi appartenenti a cinesi, tibetani e musulmani cinesi hui, è in fiamme. "La situazione è molto pericolosa, nelle strade i tibetani attaccano i cinesi" ha detto un altro testimone. Anche alcune auto della polizia sono state incendiate.
La polizia ha impedito oggi con la forza ai monaci del monastero di Ramoche di tenere una manifestazione. Attivisti della Free Tibet Campaign riferiscono che alcuni monaci di un altro monastero, quello di Sera, sono da ieri in sciopero della fame per chiedere la liberazione dei loro compagni arrestati nei giorni scorsi, che sarebbero decine.
I monasteri di Sera, Drepung e Ganden, al centro delle proteste dei giorni scorsi, sono circondati dalla polizia militare. Circolano voci sulla dichiarazione dello stato d'emergenza, che però non sono state confermate.
Da giorni Lhasa ospita le proteste dei monaci, le più imponenti degli ultimi vent'anni. Secondo Radio Free Asia decine di persone sono state arrestate anche oggi. Manifestazioni di monaci e civili tibetani, che inneggiavano al Dalai Lama, il leader spirituale del Tibet che vive in esilio dal 1959, si sono svolte questa settimana anche in aree a maggioranza tibetana nelle province cinesi del Qinghai e del Gansu. Il dissenso preoccupa gravemente Pechino, che ha cercato in tutti i modi di evitare simili proteste in vista dell'appuntamento dei Giochi Olimpici.
(14 marzo 2008)
http://www.repubblica.it/2008/03/sez...tri-lhasa.html




Monaci tibetani allo storico monastero di Labrang, a Xiahe
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