Tutti leggiamo i giornali. Tutti abbiamo letto sulla stampa locale, e non solo, e sui media nazionali e locali, la vicenda del ginecologo che ha posto fine alla propria vita a Rapallo.
Una tragedia, per il Dottore, per la Sua Famiglia, per i Suoi/Loro amici, per i Suoi/Loro conoscenti. Per tutti coloro che credono che porre fine ad un'esistenza sia evento di infinito cordoglio. Quindi anche per tutti coloro che non Lo conoscevano.
Umanamente, e non solo, esprimo silenzio, per rispetto di una vita che non cìè più e per le altre che dovranno proseguire con una diversa, ma non troppo, morte per sempre compagna di vita.
Ma propongo una riflessione.
Che nasce dalla lettura della stampa, che si deve reputare attendibile.
Tralascio i titoloni 'Genova bene implicata', 'Riservatezza', ed altro.
Sottolineo solo un passaggio, riportato come voce di una Signora che asserirebbe di essersi rivolta al Dottore, la quale dichiara di essersi rivolta al Privato per conchiudere una gravidanza da relazione extraconiugale per non creare problemi alla propria famiglia 'regolare' (virgolettato mio), e preservare matrimonio e famiglia.
Su questo credo che la Libertà del Forum non abbia problemi ad esprimere opinione, e mi permetto di chiedere l'intervento di tutti.
La vita di una persona vale l'apparenza sociale? Vale la fine di un matrimonio? Vale la disistima dei propri figli? Vale una carriera (altra chiosa riferita ad altra presunta paziente)?
Rispondo con ribadita premessa, ossia che il Dottore ha sposato un gesto che richiede solo silenzio, inteso come cordoglio e rispetto: non credo, e mi rifiuto finchè camperò, che nulla valga la vita di un bimbo al quale non gliene fregava un beneamato cazzo dei problemi familiari dei due congiungenti.
Dove arriva la libertà di una persona, e dove arrivano i diritti di un concepito?
Un matrimonio vale più della vita di un inerme?




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