



vedi ke ero sarcastico...




E cvhe diritti civili c'erano nel più arretrato paese medioevale del mondo dove c'erano ancora le gogne e le gabbie attaccate alle torri in cui mutilati venivano lasciati dissanguarsi. E chi avrebbero invaso i cinesi, il loro stesso paese. Oppure se il tibet era indipendente sarà facile trovare tutti i paesi che lo riconoscevano.




Una volta pacificata la regione, le riforme che si era iniziato ad introdurre gradualmente, e che dovevano cinesizzare il paese, subirono un'accelerazione: vennero confiscate le proprietà dei ribelli, espropriate le altre, venivano colpiti soprattutto i monasteri; la società tibetana fu completamente sconvolta. Fu vietato anche solo avere una foto del Dalai Lama; corsi di rivoluzione culturale comunista vennero tenuti un anno sì e un anno no per decenni. Venne imposto l'insegnamento della lingua cinese e l'indottrinamento nel pensiero maoista, tutti gli individui abili vennero arruolati in brigate di lavoro, squadre di lavoro, unità di produzione, e così via. Tutte queste misure hanno provocato la morte di circa 1,3 milioni di persone, distrutto tutti i tesori architettonici e artistici della nazione e sradicato interamente la classe intellettuale, a eccezione di poche persone che sopravvivono nei campi di prigionia o che sono fuggite all'estero.
Profughi a decine di migliaia cominciarono a varcare le frontiere dell'Himalaya cercando rifugio in India, nel Bhutan, nel Nepal, spesso in condizioni disastrose: ha inizio la diaspora tibetana.
Nel 1965 il Tibet viene ribattezzato Regione Autonoma dello Xizang, dalla quale tuttavia rimangono escluse ampie aree abitate da popolazioni di cultura e tradizione tibetana, accorpate alle provincie cinesi dello Szechuan e del Ch'ing-hai.
La rivoluzione culturale
Nel decennio successivo la Rivoluzione culturale si estese anche al Tibet: le famigerate Guardie rosse iniziarono la loro attività a Lhasa nell'agosto del 1966. La città venne tappezzata di bandiere rosse e ritratti di Mao, vennero rinominate strade e piazze, praticamente tutte le istituzioni culturali e religiose vennero distrutte sistematicamente, e fu completata l'opera di demolizione dei monasteri e di tutte le opere d'arte religiosa rimaste. Si salvarono solo pochi edifici, perché presidiati dall'esercito cinese che non condivideva l'azione delle Guardie rosse: ad esempio il Potala, parte del Kum-Bum di Gyantse, e poche altre. Ben presto iniziarono anche i processi, le perquisizioni in cerca di oggetti proibiti - prime fra tutti le foto del Dalai Lama, le sedute di rieducazione; i monaci ed i dissidenti vennero incarcerati, torturati, sottoposti a interminabili sessioni di rieducazione. Migliaia vennero gettati in carcere solo per aver rifiutato di denunciare il Dalai Lama.
Nel suo libro "Tibet: il fuoco sotto la neve" il monaco Palden Gyatso, incarcerato a 28 anni per aver preso parte ad una dimostrazione anticinese e rilasciato nel 1992 dopo trentadue anni, ben racconta le torture, gli stenti, i maltrattamenti patiti da migliaia di tibetani nelle famigerate prigioni cinesi, prima fra tutte quella di Drapchi.
Bel modo di passare dal medioevo all'era moderna, non trovi?


non hai idea di quanto fu duro passare dall'età medievale a quella moderna qui in europa.


La lingua tibetana è completamente diversa da quella cinese. Appartiene al ceppo tibeto-birmano, anche se, recentemente, alcuni linguisti hanno coniato il termine “sino – tibetano” (che definisce il gruppo linguistico comprendente il cinese, il daico, il bodico, o tibetano, e il birmano, con distinte sottofamiglie per le prime e le ultime due lingue). Questi cavilli terminologici non intaccano la sostanziale differenza tra il cinese e il tibetano. La lingua cinese è scritta in ideogrammi ed è monosillabica, tonale e senza coniugazioni. La lingua tibetana ha un alfabeto ed è polisillabica. Possiede inflessioni, declinazioni e generi mutuati dal sanscrito e non è semanticamente tonale. Il tibetano ha preso alcune parole dal cinese, ma anche dalla lingua indiana, nepalese e mongola. Dopo trent’anni di occupazione, solo pochissimi coloni cinesi parlano il tibetano mentre le giovani generazioni tibetane sono state obbligate ad apprendere il cinese parlato.



