TIBET: PELOSI DAL DALAI LAMA, "IL MONDO DEVE SAPERE"


Con un gesto di aperta sfida alla Cina, Nancy Pelosi si e' recata a incontrare il Dalai Lama nella residenza di quest'ultimo a Dharamsala, nel nord dell'India. La presidente della Camera dei Rappresentanti Usa, esponente di punta dell'opposizione democratica all'amministrazione di George W. Bush, ha lasciato New Delhi con un aereo che l'ha condotta nella cittadina dello Stato settentrionale indiano dell'Hichamal Pradesh, sede del governo tibetano in esilio e di svariate migliaia di espatriati. Secondo Nancy Pelosi, se la comunita' internazionale, e in particolare il mondo libero, non si opporranno alla brutale repressione cinese in Tibet, avranno perso ogni autorita' morale che li legittimi a rivendicare il rispetto dei diritti umani: "La situazione in Tibet e' una sfida alla coscienza del mondo", ha affermato la presidente della Camera dei Rappresentanti americana, in visita al Dalai Lama nella sua residenza di Dharamsala, la cittadina nel nord dell'India dove il leader spirituale dei buddhisti tibetani riparo' nel '59, e dove ha il suo quartier generale il governo tibetano in esilio. Proveniente in aereo da New Delhi, con un gesto di aperta sfida che non manchera' di provocare una rabbiosa reazione da parte di Pechino, Pelosi e' il primo statista straniero di rango cosi' elevato a recarsi dal Dalai Lama da quando in Tibet sono iniziate le proteste di piazza che hanno scatenato la caccia agli oppositori in corso nella regione himalayana. "Oggi siamo qui per unirci a voi, in questo triste momento, nel diffondere la luce vivida della verita' su quanto sta accadendo in Tibet", ha esordito Pelosi incontrando il Dalai Lama e i capi della comunita' tibetana esiliata durante una pubblica riunione, cui ha fatto seguito una colazione in forma privata. "Il mondo deve sapere che cosa sta succedendo", ha incalzato la presidente della camera bassa Usa, esponente di punta dell'opposizione democratica all'amministrazione di George W. Bush che, poco prima dell'inizio dei disordini in Tibet, aveva intempestivamente depennato la Cina dalla 'lista nera' dei persecutori delle liberta' fondamentali. "Siamo qui con voi per affrontare questa sfida", ha continuato Pelosi. "In questa sfida", ha sottolineato, "siamo con voi". Migliaia e migliaia di tibetani, assiepati fin dal mattino per accoglierla in un'atmosfera trionfale, hanno risposto alle sue parole con salve fragorose di applausi. "Se coloro che in tutto il mondo amano la liberta' non dichiareranno la loro opposizione all'oppressione cinese in Tibet, avremo perduto ogni autorita' morale per poter parlare a favore dei diritti dell'uomo, dovunque nel mondo", ha ripetuto l'ospite americana, la cui delegazione comprendeva altri nove colleghi parlamentari. "Forse e' il nostro karma, forse e' il nostro destino essere qui con voi in un momento del genere", ha concluso Pelosi, suscitando un'altra salva di applausi. "Quando ritorneremo a casa, porteremo il messaggio di quanto abbiamo visto, e cercheremo di raccogliere la sfida alla nostra coscienza che il Tibet ci pone". E' stata la seconda riunione in nemmeno sei mesi tra il Dalai Lama e la battagliera politica statunitense, vera e propria nemesi del presidente Bush: lo scorso ottobre i due s'incontrarono infatti a una cerimonia religiosa a Washington, e Pelosi consegno' al ledaer spirituale buddhista la Medaglia d'Oro del Congresso, la piu' alta onorificenza conferita dal Parlamento federale degli Stati Uniti. Gia' allora il regime cinese ando' letteramente su tutte le furie. (AGI) - Dharamsala (India), 21 marzo

http://www.agi.it/estero/notizie/200...11014-art.html

Quando una nobile causa, viene strumentalizzata da coloro che non dovrebbero...Con o senza il potere degli Han, il Tibet è spacciato.....