



Si, come quando gli abortisti dicevano che in Italia prima della 194 c'erano 500.000 di aborti clandestini all'anno, praticamente tutte le donne d'Italia hanno abortito almeno un paio di volte.
Ad ogni modo ammesso che ci siano decine di migliaia di aborti clandestini, il fatto che nonostante tutto si rimanga "ufficialmente" antiabortisti" è segno di differenziazione con tutto il resto d'Europa.
Non nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloriam


Rimanere "ufficialmente antiabostisti" significa creare il business degli aborti clandestini, senza regole, senza adeguata assistenza sanitaria. Significa condannare molte donne a morire di aborto e a fidarsi metodi artigianali. Insomma è il trionfo della barbarie sull'incapacità di regolare un fenomeno vecchio come il mondo.
Le stime sugli aborti clandestini in Italia prima della 194 si facevano sulla base dei ricoveri per aborti "spontanei". Dopo la legalizazione degli aborti quelli regolari sono saliti fino a 250.000 e ora sono meno della metà.
L'aborto clandestino resiste in Italia solo perché gran parte dei medici sono obiettori, perché non esiste riservatezza e per le lungaggini burocratiche.


Io contesto il fatto che un popolo che ha ancora vive sulle sue carni le ferite di anni di lotte e di scontri per la sua indipendenza, abdichi a favore di una logica ferocemente mercantilistica qual'è quella anglosassone e svilendo i suoi simboli dal trifoglio a San Patrizio, dai murales irridentisti, alla Guinnes alle croci celtiche eccetera a una sorta di merchandising ad uso e consumo dell'orda dei turisti.
Odio tutta questa subcultura che devia la focalizzazione sul vero dramma che è stato e lo è tuttora per l'Irlanda; questo processo inarrestabile anticipatore di ciò che sarà per tutta l'Europa.
La mia vuole essere una critica a chi ha già da diverso tempo ammainato il tricolore irlandese a discapito di chi ha pagato col sangue e non gli rende certamente onore vedere dall'alto il suo paese ridotto ad un ennesimo Principato di Monaco.




pensiamo anche agli aspetti positivi:
l'Iralanda conserva un buon tasso di fecondità,
non è invasa da immigrati
ha una buona produttività
conserva un certo sentimento religioso.
E' comunque uno dei posti d'Europa in cui è più gradevole vivere.
ps. aggiungiamoci anche il grande amore che gli Irlandesi hanno per la cultura italiana e la Tradizione di Roma (mediata dal cattolicesimo, ovviamente)


Le tue affermazioni non sono suffragate da dati. Non puoi ridurre l'Irlanda a Dublino. L'Irlanda non è un paese ferocemente mercantilistico, è un paese in forte crescita economica, grazie anche agli investimenti che gli irlandesi d'America fanno da qualche anno a questa parte, ma non mi pare sia la mecca del capitalismo.
Non mi pare proprio che stiano svilendo i loro simboli. Se noi in Italia festeggiamo San patrizio è un problema nostro non loro.
Se noi usiamo la celtica è una nostra scelta non una loro imposizione.
Cosa dovrebbero fare? Produrre birra e whisky e non venderlo?
Dichiarare guerra all'Inghilterra?
Non nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloriam