L’Irlanda uno tra i paesi più globalizzati d’ Europa.
A dispetto del mito della verde e bucolica Irlanda, fiera delle sue tradizioni e della sua identita, a Dublino, nell’area del Gran Canal Dock, le stelle del gotha finanziario hanno impiantato i loro quartier generali. Parliamo di colossi quali Google, E-Bay , Microsoft, Hertz e Ibm per non citarne altre, meno conosciute ma non meno agguerrite.
Aziende che a Dublino hanno trovato la concomitanza di diversi fattori favorevoli, a cominciare dalla lingua inglese che è quella ufficiale, a discapito del tanto acclamato gaelico ridotto a lingua vernacolare; dal basso costo della vita e della forza lavoro, una condizione simile a quella preesistente a quando i signori del vapore erano gli odiati inglesi e all’attuazione di una una politica fiscale da Isole Cayman.
Aprire e mantenere un’impresa in Irlanda costa molto di meno rispetto ad altri paesi dell’Unione,
una motivazione più che sufficiente per le major finanziarie made in USA per fare tappa e impiantarsi sull’Isola con i loro manager, perfetti esecutori della macchina turbo-capitalista ; spesso sono tedeschi, francesi e olandesi (pochi gli irlandesi) che trascorrono le loro giornate lavorative all’ombra della Spire, la stele metallica innalazata per inaugurare il” nuovo millennio” e fanno la spola tra America ed Europa.
Quello che mi domando e rivolgo anche a chi legge: alla luce di quanto descritto sopra, ha ancora senso alimentare questo mito, perché tale è , sulla fierezza del popolo irlandese che non rinuncia alla propria cultura e alle proprie tradizioni ? Cosa è rimasto , nella sua coscienza collettiva del sacrificio dei loro fratelli delle contee del Nord, che fino a poco tempo fa si sono dissanguati in una lotta impari contro un nemico parimenti indomito, senza ottenere il ricongiungimento con la madrepatria e contrapponendosi ostinatamente contro ogni processo di omologazione con la cultura anglosassone.
Anche li, si è giunti a uno svilimento di quanto, seppur con errori tattici l’Ira aveva compiutamente affermato con la lotta armata. Oramai, sembra che la questione nord –irlandese si sia ridotta a un po’ di più che a una bega tra condomini dello stesso quartiere dove gli amministratori Gerry Adams e il reverendo Ian Pisley hanno raggiunto un accordo più o meno soddisfacente.
A me sembra che l’Irlanda per il Nostro ambiente, abbia assunto lo stesso significato simbolico che ha Cuba per quanto concerne i vetero-comunisti nostrani, ovvero entrambi abbiamo necessità di non cancellare un qualcosa che in realtà è stata già consegnato alla storia .




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