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"Walter Veltroni è un pensionato della politica". Così Silvio Berlusconi nell'intervista rilasciata al direttore del Tgcom Paolo Liguori. "Si era presentato come l'uomo nuovo - prosegue Berlusconi - invece è assolutamente il vecchio. Nelle liste che ha presentato c'è tutta la vecchia nomenclatura comunista". Poi, sulla situazione in Tibet: "Gli organi internazionali e l'Italia intervengano: non si devono più vedere le violenze di questi giorni".
Tanti i punti toccati nell'intervista rilasciata al direttore del Tgcom Paolo Liguori: da Alitalia, all'emergenza rifiuti a Napoli, al problema dell'evasione fiscale fino ad arrivare alla sicurezza. Poi le parole sull'avversario politico Veltroni e la situazione del Tibet.
Berlusconi su Veltroni
“Veltroni è un pensionato della politica, dal 2001 riceve la pensione” Così Silvio Berlusconi definisce il leader del Pd. “Mi domando – prosegue il capo del Popolo della Libertà - se vincesse le elezioni e dovesse andare a Napoli a risolvere l’emergenza rifiuti, lui che si era presentato come l’uomo nuovo e invece è assolutamente il vecchio: potrà essere in grado di risolvere i problemi dell’Italia con la stessa squadra di governo di Prodi?”. Il leader del centrodestra spiega come Veltroni avesse detto: “Andiamo da soli, poi invece ha portato nel Pd i radicali, quindi mangiapreti, contro i cattolici integralisti Teodem. Non so come potrà metterli d’accordo” conclude. “Aveva detto che avrebbe formato una squadra coesa – ironizza il capo del Partito della Libertà – eccola là”.
Berlusconi punta poi il dito contro le liste annunciate da Veltroni: “Aveva detto che avrebbe rinunciato ad andare con la sinistra estrema, che ancora orgogliosamente vuole chiamarsi comunista, invece è rimasto con quella sinistra in tutti i governi locali, in tutte le amministrative. E non ha rinunciato, tantomeno criticato – sottolinea ancora Berlusconi –il proprio passato di radicamento nel partito comunista”. Il leader del Pdl infine afferma: “Aveva promesso nomi nuovi, invece nelle liste che ha presentato c’è tutta la vecchia nomenclatura comunista”.
Berlusconi sul Tibet
“Le immagini che ho visto in questi ultimi giorni sono terrificanti” ha detto il leader del Popolo della Libertà. “Dobbiamo avere profondo rispetto per la Cina che è una potenza economica mondiale e dal passato plurimillenario, continueremo ad avere rapporti commerciali, ma bisogna anche pretendere da Pechino una marcia democratica”. Berlusconi condanna fermamente la repressione del governo cinese: “Dobbiamo dire alt alle violenze verso i monaci tibetani”. Secondo il leader del centrodestra “è necessario che la Cina si sieda al tavolo con il Dalai Lama che chiede semplicemente autonomia culturale e religiosa”. Berlusconi conclude quindi dicendo che “Devono intervenire gli organi internazionale, ma anche noi come singolo Paese perché non si può accettare di vedere le cose che stiamo vedendo in questi giorni”.