Veltroni: con Saviano fronte comune anti-camorra
Walter Veltroni - Il Mattino
Caro Saviano, ti scrivo dalla Sicilia, dove sono venuto a parlare di crescita e di legalità. Ti scrivo oggi, prima che le tappe del pullman che mi porta in giro per l’Italia arrivino in Campania, perché voglio toglier di mezzo qualunque senso di incertezza, qualunque attesa.
Mi chiedi di dire qualcosa che «nessun mafioso possa mai dimenticare».
La dico. E voglio aggiungere alle parole anche degli atti, delle cose concrete che diano alla battaglia contro mafia e camorra, contro ’ndrangheta e criminalità il senso non di un «atto dovuto» da metter da parte subito dopo, ma di un pezzo insostituibile della nostra politica.
Parlo qui, nella terra della mafia, ma soprattutto di chi lotta contro di essa, non per difendere la politica ma per individuarne le debolezze, le responsabilità e le colpe. È la vischiosità della politica il suo punto più debole, quello in cui essa si trova al confine con poteri oscuri che sono in grado di scambiare.
Guardo con allarme al fenomeno del voto di scambio, specie quando questo diventa non singolo ma di massa. C’è un maxi-voto di scambio, fatto da una coincidenza: tengo una società imbrigliata, impedendo di sviluppare le sue potenzialità e dunque apro alla mafia, alla ’ndrangheta, alla camorra un’autostrada per esercitare il potere di controllo.
Questa è la cosa che deve essere rotta. Credo che mai come questa volta la questione della criminalità sia così centrale in una campagna elettorale.
Non solo per le parole che usiamo, ma per la convinzione che esista un nesso non scindibile tra crescita, sviluppo economico e sociale e piena libertà da ogni vincolo illegale.
In una società legata lo spazio per la corruzione e l’illegalità cresce. Per questo, caro Saviano, ti dico: non dubitare dell’impegno del Pd. Nei prossimi giorni sarò in Campania e aprirò la prima tappa del viaggio in un luogo simbolico per me e per te. Sarò a Caserta a visitare uno dei beni sequestrati ai clan camorristici e oggi nelle mani di giovani coraggiosi.
Il mio invito è quello di incontrarci lì, insieme ai tanti ragazzi, ai cittadini, a tutte quelle persone che imterpretano il loro impegno politico come una sfida civile alla criminalità.
Il Pd nel suo programma - senza troppi proclami ma con la forza delle cose concrete - indica le risposte da dare alla criminalità organizzata: una giustizia veloce, pene certe, nessun lassismo e nessuna di quelle «falle» della giustizia dalle quali escono troppo spesso camorristi e mafiosi.
E per quanto riguarda il Pd, abbiamo sempre detto di esser nati per contribuire a realizzare quella grande riforma - anche morale - della politica di cui l’Italia ha bisogno.
Una politica meno invadente e più responsabile, meno pesante e più vicina ai cittadini. Di questo e della nostra idea di una Italia nuova stiamo parlando in tutte le città. Di questo parleremo in Campania, senza evitare i problemi scomodi, ma cercando e dando risposte.
È qualcosa che, spero, possiamo fare insieme.




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