Roma, 25 mar. (Apcom) - "Il Vaticano non può sperare in buone relazioni con i musulmani e allo stesso tempo continuare a incitare all'odio e al razzismo contro una religione che ha un miliardo e mezzo di fedeli, compresi milioni di europei e centinaia di migliaia di italiani". Lo scrive l'editorialista Khalid Amayreh sul sito pro-Hamas 'Palestine-info', commentando la conversione al cattolicesimo di Magdi Allam. "Il problema - sostiene il noto giornalista che vive a Gerusalemme est - non è la conversione in sé. Le persone dovrebbero infatti essere libere di scegliere la loro fede e il loro stile di vita senza coercizioni, e questo lo afferma anche il Corano".
Secondo Amayreh, "il problema risiede piuttosto nell'atmosfera vendicativa che ha circondato la cerimonia di conversione, comprese le allusioni e insinuazioni anti-islamiche". Nella sua analisi, il giornalista palestinese critica soprattutto "una serie di bugie provocatorie contro l'Islam" imputate ad Allam. Nel mirino, c'è il passaggio della lettera al Corriere con cui Allam spiega i motivi della sua conversione definendo l'Islam come "fisiologicamente violento e storicamente conflittuale".
"Si tratta - secondo il commentatore palestinese politicamente vicino ad Hamas - di un'enorme bugia, perché tutte le religioni, ideologie e dottrine sono per definizione 'conflittuali'. Perché un'idea sia 'non conflittuale' dovrebbe essere 'moralmente neutra' fra il bene e il male. Lo stesso Cristianesimo è stato conflittuale fin dal primo giorno" scrive ancora Amyreh, citando il Vangelo di Matteo e quello apocrifo di Tommaso.
Certo, è il suo ragionamento, "anche i musulmani hanno ceduto alla violenza, anche in quella non giustificata". Ma "stigmatizzare l'Islam con questa calunnia - sempre a detta dell'editorialista palestinese - come se le mani dei cattolici e degli altri cristiani occidentali fossero pulite, rappresenta una deviazione pornografica dall'onestà e dalla verità storica".
"Samuel P. Huntington - ricorda Amayreh - è uno dei più eminenti intellettuali dell'Occidente e lui stesso ha fatto notare che 'L'Occidente non ha conquistato il mondo con la superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ma attraverso la sua superiorità nell'uso della violenza organizzata (il potere militare). Gli occidentali lo dimenticano spesso, i non occidentali mai'".
Non vale a niente, sostiene ancora il giornalista palestinese, affermare che "la conversione è una questione privata", che "non dev'essere interpretata negativamente dai musulmani" se poi si guarda all'"alto profilo intenzionale che il Vaticano ha voluto dare a questa conversione". "Milioni di cristiani si sono convertiti all'Islam in Europa e in Nord America negli ultimi anni. E tuttavia, a differenza del Vaticano, le autorità religiose musulmane hanno scelto di non trasformare ogni conversione in un processo al Cristianesimo".
"Infine - è l'appello del giornalista palestinese - è obbligatorio ricordare che musulmani e cristiani sono vicini e compatrioti in tutto il mondo. Solo questo fatto, che non scomparirà, impone che ogni comunità sia sensibile alle sensibilità e i sentimenti dell'altro. Il mutuo rispetto, come ci insegnano, è l'essenza della fede religiosa".