e allora,seguendo l'indicazione del Dalai Lama,proponiamo di non boicottare le Olimpiadi,ma sfruttiamole per denunciare la perversione del sistema cinese. non faremo cambiare idea agli ottusi,ma la gente dotata di buon senso capirà


e allora,seguendo l'indicazione del Dalai Lama,proponiamo di non boicottare le Olimpiadi,ma sfruttiamole per denunciare la perversione del sistema cinese. non faremo cambiare idea agli ottusi,ma la gente dotata di buon senso capirà


http://www.youtube.com/watch?v=uSQnK5FcKas
Riot in Tibet: True face of western media
This video reveals how western media make fake reporting about riot in Tibet by modifying and misjudging pictures purposely


Video molto istruttivo che però a poco a che fare con la questione, visto che le stesse fonti ufficiali cinesi parlano di 19 morti (i tibetani, se non mi sbaglio, dicono una cinquantina) e per i feriti non si sa. Dunque, a prescindere da ogni altro discorso, questi morti qualcuno li ha ammazzati. E li hanno ammazzati perché protestavano.
Tu da che parti ti trovi collocato, Bom-Bim-Bom?
M.


dalla parte... i tibetani pensino a proseguire nel miglioramento delle loro condizioni di vita e a preservare la loro cultura come regione autonoma della Cina ed evitino come la peste di essere usati come carne da macello di conflitti geopolitici tra le grandi potenze.
Credo che la spinta per una balcanizzazione dell'area siano come minimo irresponsabili. Ma siccome, almeno nelle alte sfere, sono scelte razionali e ponderate, assumono uno sfondo criminogeno.
Per dirla tutta, c'è gente che spinge per una sollevazione che si trasformerebbe in un inutile bagno di sangue solo e soltanto per inserire una spina nel fianco alla Cina.
Tutti quanti sanno benissimo che è impossibile che il tibet sfugga al controllo cinese, così come, per esempio, il kurdistan turco è impossibile che sfugga al controllo turco.
Nel secondo caso tutti sembra capiscano che sia saggio essere realisti, nel primo caso invece se ne sono dimenticati. Ma non per sbadatezza.
E' una tattica molto in voga. E' stata usata in kosovo, ma lo stesso principio sembra non sia valido in abkhazia... così come sembra valido nei kurdistan iracheno, siriano e iraniano ma non in quello turco...
Questa spinta per l'autodeterminazione dei popoli è stranamente selettiva.
Piuttosto non riesco ancora a capire motivi e finalità di questa "manovra"... forse per provare a mettere sulla difensiva e ammorbidire la Cina nella questione Iran?




caro Bom-Bim-Bom, mi sembra che divaghi un po' troppo e perciò ripeterò la mia domanda.
Le fonti ufficiali cinesi parlano di 18 "rivoltosi" uccisi (+1 poliziotto) , 382 feriti, 280 arrestati (i tibetani invece, ma tu non ne terrai conto, parlano di 135 morti, 1000 feriti, 400 arrestati). Inoltre, a differenza di quel dici tu, le autorità cinesi non accennano a vittime "di etnia han e hui linciati dai manifestanti" (parlano di "rivoltosi") e su questo, se mi permetti, credo di più a loro. Le vittime quindi -visto che sono le autorità cinesi a dirlo- sono almeno in quella misura e -sempre perché sono le autorità cinesi a dirlo- si tratta di gente che protestava.
Davanti a questa repressione violenta, che le stesse autorità dicono d'aver compiuto, tu, da che parte sei collocato?
In altre respressioni che ci sono nel mondo, per esempio a Gaza, da che parte sei collocato? Sempre dalla stessa? Dico così perché, di fronte alla tragedia del Tibet, vedo apparire strane riserve mentali. Gente abituata ad appoggiare da sempre ogni genere di protesta improvvisamente, solo perché l'autorità repressiva è di color rosso, si ferma, interdetta. Tace. Poi si schiera col repressore con interminabili ragionamenti, spiegazioni storiche, atlanti goegrafici e distinguo di ogni genere ed arriva infine all'esecrabile, ad affermare la violenza dei monaci buddisti "oscurantisti", e poi ancora all'illogicità, l'attacco della minuscola minoranza tibetana al potere cinese.
No. Non è giusto.
M.


Tu confondi divagare con il non condividere. Questo probabilmente perchè non ti piace la risposta che hai ottenuto. Tu vuoi solo una risposta e tutto ciò che esula da quella risposta è divagare.
Secondo me devi un tantino informarti meglio. Giusto per avere un immagine più completa.Le fonti ufficiali cinesi parlano di 18 "rivoltosi" uccisi (+1 poliziotto) , 382 feriti, 280 arrestati (i tibetani invece, ma tu non ne terrai conto, parlano di 135 morti, 1000 feriti, 400 arrestati). Inoltre, a differenza di quel dici tu, le autorità cinesi non accennano a vittime "di etnia han e hui linciati dai manifestanti" (parlano di "rivoltosi") e su questo, se mi permetti, credo di più a loro. Le vittime quindi -visto che sono le autorità cinesi a dirlo- sono almeno in quella misura e -sempre perché sono le autorità cinesi a dirlo- si tratta di gente che protestava.
gli altoparlanti trasmettevano appelli perche' i responsabili delle violenze di venerdi' - in cui i cinesi di etnia Han e i musulmani Hui sono stati picchiati e uccisi e i loro negozi dati alle fiamme - si consegnino.
“Le strade sono piene di fumo, c’è gente che ha bruciato automobili, motociclette, autobus, c’è fumo dappertutto”, ha raccontato un testimone di etnia tibetana. “Ci hanno rotto le vetrine del negozio, abbiamo visto un han (l’etnia maggioritaria in Cina) aggredito mentre era sulla motocicletta, stiamo chiusi in casa,” ha detto un testimone han a Lhasa.
....
Nel panico i residenti di etnia han di Lhasa, oggetto di attacchi da parte di gente di etnia tibetana.
“Dopo ore di scontri il 14 – scrive il giornalista dell'Economist – un anello di truppe ha circondato il grande quartiere tibetano durante la notte. Ma il giorno seguente alcuni residenti hanno continuato ad attaccare i negozi cinesi che ancora erano rimasti intatti...in molti casi appiccando fuoco in una zona dove si trova la maggior moschea della città e dove vivono gli Hui, una minoranza musulmana cinese
Questo era il panorama di Lhasa ieri, dopo una durissima giornata di scontri che hanno lasciato sul terreno almeno dieci morti, un centinaio fra case e negozi bruciati, una moschea attaccata e un numero ancora imprecisato di feriti.
L’agenzia Nuova Cina ha spiegato che i dieci “civili innocenti” sono stati “bruciati vivi”, che la maggior parte di loro erano “uomini d’affari”, quindi di etnia han (la maggioritaria in Cina) o hui (i cinesi di religione musulmana). Ci sono voci che almeno un poliziotto sia rimasto ucciso.
La polizia ha dichiarato di avere salvato 580 persone, compresi tre turisti giapponesi, da banche, supermercati, scuole e ospedali in preda alle fiamme. Ieri ci sono stati 160 incendi appiccati dai dimostranti di cui 40 molto gravi.
Secondo testimoni alcuni dimostranti portavano zaini avevano di sassi e bottiglie molotov, hanno anche tentato di attaccare la sede del governo locale.
Altri testimoni raccontano di abitazioni che hanno esposto all’uscio la tipica sciarpa di preghiera tibetana: una specie di messaggio ai rivoltosi, siamo tibetani non attaccate le nostre case.
Ti ho già risposto. Non è che mi fai cambiare idea se non gradisci la risposta.tu, da che parte sei collocato?


Ok, prendo come buona la tua risposta. I fatti ci sono, non è detto dobbiamo condividerne l'interpretazione.
ciao M.
PS. Tu però non segnalarmi ai cinesi, ok?




Tutto qua? bom-bim-bom ha dimostrato questo
o
ti hanno preso per il culo quindi dovresti ringraziarlo per avertelo rivelato
o
tu sei uno di questi:
La propaganda e le vittime
Sulla questione Tibet continuo a scrivere post sconsolanti, surreali e soprattutto molto lunghi. La propaganda può essere corta, fatta di slogan oppure, come nel mio caso, chilometrica, fumosa, perché deve confondere, mescolare le cose e fornire, dopo uno stordimento di chiacchere, un quadro diverso dall’originale, o più esattamente presentare la realtà al rovescio.
Così avviene. Disinvoltamente, dopo lunghissimi e tortuosi ragionamenti, succede che in Tibet il violento è il commerciante cinese, che incendiare negozi è giusto, che linciare persone per strada è necessario, che bruciare ediifici religiosi degli altri è un dovere,
Chi scrive simili cose (cioè io) non è affatto interessato a discutere della logica dei fatti. Deve solo svolgere il ruolo del propagandista politico, alterare i fatti e rovesciarne i termini perché, per lui, in fondo, la verità non è poi molto importante.
Insomma onore ai delinquenti in Tibet , disonore per le loro vittime.
M.