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Discussione: Ottima notizia

  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da ItaloConservatore Visualizza Messaggio
    perche', ti risulta che non ci sia nulla di vero? ah gia', le indiscrezioni di Minzolini....
    perchè? Minzolini non è un giornalista vicino a FI?

    [...]Terzino sinistro, Augusto Minzolini. Il cronista più amato dal Cavaliere, che preferisce utilizzarlo quando c'è da mandare qualche messaggio hard agli alleati di governo. "Fini? Sotto il vestito niente", scrive su 'La Stampa' Minzolini quando il vice-premier fa la voce grossa sulla verifica. Passa qualche giorno e il cattivo diventa Marco Follini: "Il Cavaliere lo trova freddo, antipatico". Stesso trattamento riservato, dalle colonne di 'Panorama', al neo presidente della Consulta, Gustavo Zagrebelsky. Ora scende in campo come agit-prop nella nuova trasmissione su Raidue 'Luneditalia' ideata da Socci.[...]

  2. #32
    Ha da venì Baffone
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    Citazione Originariamente Scritto da SPAEM Visualizza Messaggio
    E SE POI INVECE LA CORDATA ITALIANA SI FA E FA LA PROPOSTA DI ACQUISTO VINCOLANTE E CHI HA ACQUISTATO A 30 CENTESIMI ( GIA OGGI HA GUADAGNATO OLTRE IL100% ) SI RITROVA LE AZIONI A 3/4 EURO ??!!!
    LA BORSA MONDIALE E' QUESTA : IL MERCATO DECIDE CHI E' ATTENDIBILE E CHI NON LO E'!!

    Il mercato il mercato il mercato ...

    Belli i tempi in cui il mercato serviva solo a comprare il pecorino a
    poco e ad arraffare due stracci da 10 Euro dal bussolo delle occasioni ...

    questi qui sono arrivati addirittura a divinizzarlo ...
    siete malati.

  3. #33
    Dai che non c'ho tempo
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    sindacati: «Ci hanno lasciati soli, si sono dimenticati di noi»
    Malpensa, tra i dipendenti Sea "a rischio"

    Il morale dei lavoratori è a terra. C'è la consapevolezza dell'imminente declino


    AEROPORTO DI MALPENSA (Varese) – Novecento lavoratori a tempo indeterminato in cassa integrazione; altri cinquecento, tra interinali e contratti a termine, che restano direttamente a casa; 891 voli settimanali cancellati. Il «de-hubbing» dell'aeroporto di Malpensa, ovvero il ridimensionamento dello scalo a seguito della decisione di Alitalia di spostare a Fiumicino la quasi totalità dei propri voli si realizzerà ufficialmente a partire dal 31 marzo. Ma la smobilitazione della compagnia di bandiera – e la conseguente riduzione del personale dello scalo – è di fatto già cominciata: il 24 marzo almeno 100 addetti ai servizi di terra (operazioni sui piazzali e carico e scarico bagagli) non hanno visto il rinnovo del contratto a tempo determinato. Tra le avveniristiche strutture dell'hub lombardo il morale dei lavoratori è a terra. C'è la consapevolezza dell'imminente declino e sui volti di quanti avevano legato presente e futuro lavorativo al sogno della Grande Malpensa è dipinta la delusione. Le trattative romane tra i sindacati confederali e il vertice di Air France-Klm sono avvertite come un'eco lontana, perché comunque vadano le cose c'è l'impressione che il loro destino sia ormai segnato. Perlomeno fino a che la Sea non riuscirà a trovare altre compagnie pronte a rimpiazzare gli spazi e gli slot lasciati liberi dalla compagnia di bandiera. Ma questo è un discorso a medio e lungo termine, mentre il ridimensionamento è già dietro l'angolo.

    DESTINO SEGNATO - «Ci hanno lasciati soli, si sono dimenticati di noi – commenta amaramente Ezio Colombo, segretario territoriale della Fit-Cgil -. Purtroppo la testa di Alitalia è a Roma mentre il braccio è qui a Milano. A questo punto occorre separare i destini della compagnia da quelli di Malpensa, rinegoziando gli accordi bilaterali e rassegnando gli slot. Un riassestamento del genere richiede tempo, ma ce la si può fare: in due o tre anni questo aeroporto può tornare ad essere competitivo». Mentre i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil cercano di strappare ulteriori garanzie sugli esuberi al presidente del colosso franco-olandese, Jean Cyril Spinetta, a livello territoriale i rappresentanti dei lavoratori guardano già oltre il tormentone "Alitalia sì, Alitalia no": l'abbandono della compagnia di bandiera qui è già una realtà di fatto e la volontà è quella di lavorare per riuscire in tempi ragionevoli a reintegrare il personale che dalla prossima settimana si ritroverà inattivo. La cassa integrazione sarà di tipo «solidale», a rotazione tra tutti i lavoratori Sea dei diversi reparti. Ma tra i dipendenti è forte la delusione e si recrimina sugli errori commessi in passato.

    FOSSILIZZAZIONE - «Sarebbe stato meglio aprirsi anche su altre compagnie senza fossilizzarsi solo su Alitalia – dice Donatella Pastorello, rappresentante sindacale dei dipendenti Sea -. Non c'è stata una strategia territoriale a protezione di Malpensa, abbiamo subito anche la concorrenza di Linate e Orio al Serio. C'è stata una grande dispersione e questa oggi è la situazione». «In Italia ci sono un centinaio di aeroporti – aggiunge Marco Giuseppe Zaragarrì, rappresentante sindacale della Uil -, mentre in Francia ce ne sono solo trenta. Oltretutto, nel caso di Malpensa, c'è anche il rammarico per la scelta di puntare tutto su Alitalia lasciandosi sfuggire l'occasione di incrementare la presenza di compagnie come la British Airways e Iberia, che pure avevano mostrato interesse per rafforzare la loro presenza in questo scalo». Ad Alitalia viene poi imputato il fatto di avere operato a Milano con personale di bordo che aveva in realtà la propria base a Roma. «Parliamo di circa 1.200 addetti – fa notare ancora Colombo – che hanno comportato maggiori costi alla compagnia per circa 200 milioni di euro all'anno». Nelle grandi hall di Malpensa la desolazione è palpabile. La scritta "closed" campeggia sui monitor di molti banchi del check in e il numero già ridotto di viaggiatori (nei giorni scorsi sono stati cancellati altri due voli, per Cracovia e Timisoara) fa sembrare l'aeroporto ancora più grande e vuoto di quanto sia realmente. «E il peggio deve ancora arrivare – commenta sconsolato uno degli addetti alla registrazione dei passeggeri -. Da lunedì ci sarà il deserto, quello vero».

    Ambra Craighero
    27 marzo 2008


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  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da Gigione Visualizza Messaggio
    sindacati: «Ci hanno lasciati soli, si sono dimenticati di noi»
    Malpensa, tra i dipendenti Sea "a rischio"

    Il morale dei lavoratori è a terra. C'è la consapevolezza dell'imminente declino


    AEROPORTO DI MALPENSA (Varese) – Novecento lavoratori a tempo indeterminato in cassa integrazione; altri cinquecento, tra interinali e contratti a termine, che restano direttamente a casa; 891 voli settimanali cancellati. Il «de-hubbing» dell'aeroporto di Malpensa, ovvero il ridimensionamento dello scalo a seguito della decisione di Alitalia di spostare a Fiumicino la quasi totalità dei propri voli si realizzerà ufficialmente a partire dal 31 marzo. Ma la smobilitazione della compagnia di bandiera – e la conseguente riduzione del personale dello scalo – è di fatto già cominciata: il 24 marzo almeno 100 addetti ai servizi di terra (operazioni sui piazzali e carico e scarico bagagli) non hanno visto il rinnovo del contratto a tempo determinato. Tra le avveniristiche strutture dell'hub lombardo il morale dei lavoratori è a terra. C'è la consapevolezza dell'imminente declino e sui volti di quanti avevano legato presente e futuro lavorativo al sogno della Grande Malpensa è dipinta la delusione. Le trattative romane tra i sindacati confederali e il vertice di Air France-Klm sono avvertite come un'eco lontana, perché comunque vadano le cose c'è l'impressione che il loro destino sia ormai segnato. Perlomeno fino a che la Sea non riuscirà a trovare altre compagnie pronte a rimpiazzare gli spazi e gli slot lasciati liberi dalla compagnia di bandiera. Ma questo è un discorso a medio e lungo termine, mentre il ridimensionamento è già dietro l'angolo.

    DESTINO SEGNATO - «Ci hanno lasciati soli, si sono dimenticati di noi – commenta amaramente Ezio Colombo, segretario territoriale della Fit-Cgil -. Purtroppo la testa di Alitalia è a Roma mentre il braccio è qui a Milano. A questo punto occorre separare i destini della compagnia da quelli di Malpensa, rinegoziando gli accordi bilaterali e rassegnando gli slot. Un riassestamento del genere richiede tempo, ma ce la si può fare: in due o tre anni questo aeroporto può tornare ad essere competitivo». Mentre i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil cercano di strappare ulteriori garanzie sugli esuberi al presidente del colosso franco-olandese, Jean Cyril Spinetta, a livello territoriale i rappresentanti dei lavoratori guardano già oltre il tormentone "Alitalia sì, Alitalia no": l'abbandono della compagnia di bandiera qui è già una realtà di fatto e la volontà è quella di lavorare per riuscire in tempi ragionevoli a reintegrare il personale che dalla prossima settimana si ritroverà inattivo. La cassa integrazione sarà di tipo «solidale», a rotazione tra tutti i lavoratori Sea dei diversi reparti. Ma tra i dipendenti è forte la delusione e si recrimina sugli errori commessi in passato.

    FOSSILIZZAZIONE - «Sarebbe stato meglio aprirsi anche su altre compagnie senza fossilizzarsi solo su Alitalia – dice Donatella Pastorello, rappresentante sindacale dei dipendenti Sea -. Non c'è stata una strategia territoriale a protezione di Malpensa, abbiamo subito anche la concorrenza di Linate e Orio al Serio. C'è stata una grande dispersione e questa oggi è la situazione». «In Italia ci sono un centinaio di aeroporti – aggiunge Marco Giuseppe Zaragarrì, rappresentante sindacale della Uil -, mentre in Francia ce ne sono solo trenta. Oltretutto, nel caso di Malpensa, c'è anche il rammarico per la scelta di puntare tutto su Alitalia lasciandosi sfuggire l'occasione di incrementare la presenza di compagnie come la British Airways e Iberia, che pure avevano mostrato interesse per rafforzare la loro presenza in questo scalo». Ad Alitalia viene poi imputato il fatto di avere operato a Milano con personale di bordo che aveva in realtà la propria base a Roma. «Parliamo di circa 1.200 addetti – fa notare ancora Colombo – che hanno comportato maggiori costi alla compagnia per circa 200 milioni di euro all'anno». Nelle grandi hall di Malpensa la desolazione è palpabile. La scritta "closed" campeggia sui monitor di molti banchi del check in e il numero già ridotto di viaggiatori (nei giorni scorsi sono stati cancellati altri due voli, per Cracovia e Timisoara) fa sembrare l'aeroporto ancora più grande e vuoto di quanto sia realmente. «E il peggio deve ancora arrivare – commenta sconsolato uno degli addetti alla registrazione dei passeggeri -. Da lunedì ci sarà il deserto, quello vero».

    Ambra Craighero
    27 marzo 2008


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    gi'a, povero bonanni.

    TPS gli doveva dare tutti gli strumenti con cui far scappare anche air france.


    vedo con piacere che voi di destra mitizzate i sindacati del pubblico impiego, bertinotti, rifondazione e PdCI, i noglobal eccetera.

    fantastico.

    cosi' non si fa nemmeno fatica a cercarli, quelli che dicono le cose sbagliate sono tutti assieme!!

  5. #35
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    Bah...io mi tengo ancora una settimana scarsa per farmi un'idea (politicamente) di questa faccenda, che per me è fondamentale, per ora non posso esimermi dal riconoscere che il bilancino della figura di merda (perdonate il francesismo che comunque è d'uopo ) pende, in questo momento indiscutibilmente dalla parte di Berlusconi.
    Pur con tutti i se e i ma del caso, inclusi i dubbi sullla gestione della trattativa da parte di Prodi e TPS (per quanto se ne può capire dall'esterno) e le denunce a mio avviso fuori luogo di Di Pietro.

    L'unica cosa di cui sono certo è che sto mostro di Alitalia sembra lo specchio del futuro di questo paese (Dio non voglia) se non cambia qualcosa.
    Troppo da cambiare, così tanto e ogni giorno sempre di più, da far cascare le braccia al solo pensarci.

    L'articolo del corriere che ho postato mi fa rabbrividire.

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da ItaloConservatore Visualizza Messaggio
    difatti. che Air France faccia come gli pare, anche sul miliardo e passa di euro che potenzialmente Alitalia dovrebbe risarcire a SEA ove soccombesse in tribunale. Che problema c'e'? cancelliamo il miliardo.
    sei proprio un furbacchione!

    secondo te si prendono in carico le pendenze? la lasciano dovè per la cordata italiana.

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da robert jordan Visualizza Messaggio
    gi'a, povero bonanni.

    TPS gli doveva dare tutti gli strumenti con cui far scappare anche air france.


    vedo con piacere che voi di destra mitizzate i sindacati del pubblico impiego, bertinotti, rifondazione e PdCI, i noglobal eccetera.

    fantastico.

    cosi' non si fa nemmeno fatica a cercarli, quelli che dicono le cose sbagliate sono tutti assieme!!
    Piano col voi, io sono uno.
    Leggi quanto ho postato in seguito, se hai voglia vai anche a cercarti i miei post riguradanti proprio i sindacati su questo (ma anche mille altri) argomento.
    Scoprirai che concordo con la tua opinione in argomento.
    Io non son destro, son mancino.
    Ho un'opinione, suscettibile di cambiamento, anche sul voto, te l'ho già detto.

  8. #38
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    Se la questione Alitalia si basa politicamente solo sull'italianità della compagnia, aggiungo, me ne fotto alla grande.
    non a caso ritengo che l'interessamento a suo tempo di Lufthansa fosse la vera GRANDE occasione per Alitalia persa guarda caso a causa dei sindacati.
    L'italianità va salvata in ben altro senso, l'unica italianità che mi sembra giusto salvaguardare rigurderebbe le squadre di calcio che partecipano al campionato italiano, ma anche li non seguo, quindi tanti saluti.

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Gigione Visualizza Messaggio

    DESTINO SEGNATO - «Ci hanno lasciati soli, si sono dimenticati di noi – commenta amaramente Ezio Colombo, segretario territoriale della Fit-Cgil -. Purtroppo la testa di Alitalia è a Roma mentre il braccio è qui a Milano. A questo punto occorre separare i destini della compagnia da quelli di Malpensa, rinegoziando gli accordi bilaterali e rassegnando gli slot. Un riassestamento del genere richiede tempo, ma ce la si può fare: in due o tre anni questo aeroporto può tornare ad essere competitivo». Mentre i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil cercano di strappare ulteriori garanzie sugli esuberi al presidente del colosso franco-olandese, Jean Cyril Spinetta, a livello territoriale i rappresentanti dei lavoratori guardano già oltre il tormentone "Alitalia sì, Alitalia no": l'abbandono della compagnia di bandiera qui è già una realtà di fatto e la volontà è quella di lavorare per riuscire in tempi ragionevoli a reintegrare il personale che dalla prossima settimana si ritroverà inattivo. La cassa integrazione sarà di tipo «solidale», a rotazione tra tutti i lavoratori Sea dei diversi reparti. Ma tra i dipendenti è forte la delusione e si recrimina sugli errori commessi in passato.
    Si sentono parole liberiste, perfettamente condivisibili, da parte di un sindacato che tutela lavoratori non protetti dalla politica romana.

    E' incredibile come dei lavoratori licenziati a Milano (900, più tutti i lavoratori dell'indotto...) i capi della triplice sindacale e tutta la sx al gran completo se ne siano bellamente fregati.

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da Gigione Visualizza Messaggio
    Piano col voi, io sono uno.
    Leggi quanto ho postato in seguito, se hai voglia vai anche a cercarti i miei post riguradanti proprio i sindacati su questo (ma anche mille altri) argomento.
    Scoprirai che concordo con la tua opinione in argomento.
    Io non son destro, son mancino.
    Ho un'opinione, suscettibile di cambiamento, anche sul voto, te l'ho già detto.

    beh, mi concordi con tremonti su idee

    a. vecchie (anche se lui le presenta come nuovissime: chiamasi Protezionismo, e un signore che si chiamava David Ricardo le ha smontate circa 180 anni fa)

    b. sbagliate (sta a vedere che adesso Tremonti fa da baluardo contro l' emergere della cina... come dire che il titanic frantuma l' iceberg)

    c. da perdenti (le tigri occorre cercare di cavalcarle, se non altro perche' correre cosi' forte da scappare e' improbabile, e aspettare che ti mangino e' troppo stressante)

    poi ti fai sfuggire un commento ammirato su berlusconi, che non solo uno di sinistra o uno di centro, ma anche uno di destra mediamente morigerato non tirerebbe mai fuori.... (il cavaliere puo' essere odiato, disprezzato, visto con compatimento, ma non ammirato - detto su base statistica, ovviamente, lungi da me stabilire il politically correct)


    che ti posso dire? mi sembri tutto meno uno che puo' votare non dico a sinistra o a centro sinistra, ma anche PD.

 

 
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