

il doppio colpo ferrando-fiore assesta grosse mazzate televisive ad argomenti che mai e poi mai ebbi sentito esporre nel mezzo catodico: che le elezioni servano molto più ora che non il 13-14 aprile?


visto grande FIORE anche se meno brillante ed incisivo del solito!
mi e' piaciuto molto nonostante non fosse al max della forma peccato per quella tosse.
Ma Romagnoli che cazzo di fine ha fatto...?????????????
bisognera mandarlo almeno su rai tre A chi l' ha visto
onestamente ho apprezzato molto anche ferrando gran dialettica


Quello che mi sorprende di Fiore è uno stile oratorio pacato, asciutto fatto di parole semplici e lapidarie...quasi agli antipodi dalla tradizionale prosa fascista e neofascista troppo imbevuta di iperboli e frasi solenni. E questo è un punto a favore per scrollarci dal gravame nostalgico....buca lo schermo.
Ovviamente sui contenuti assolutamente condivisibile, in special modo, su problema demografico e lotta all'immigrazione.


Il vero spreco sono le Province, quelle vanno cancellate (e non a caso ormai lo dicono moltissimi studiosi), perchè per competenze minime (2 strade e 2 scuole) impegnano risorse immense. Per le Regioni, gli sprechi vanno ovviamente eliminati (basti pensare che ci sono Regioni con ambasciate all'estero e uffici di singoli consiglieri con decine di consulenti), ma non possono essere abolite, sono essenziali per mille ragioni organizzative e anche economiche. Volenti o nolenti, basti pensare che siamo nell'Unione Europea: le Regioni sono una unità territoriale ufficiale dell'Unione Europea ed essenziale, per esempio, per la ripartizione dei fondi strutturali. Ma si pensi anche all'organizzazione attuale della Sanità. Sarebbe un casino. E poi tutti i sistemi meglio gestiti si basano su un ruolo essenziale delle unità territoriali corrispondenti alle nostre regioni.
Che poi si possa e si debba tendere alle autonomie locali, alle identità e alla vicinanza tra governanti e governati, visto che qualcuno saggiamente ne parla anche in questo topic, io sono d'accordo. Ma credo che le regioni siano sufficienti e che comunque la loro esistenza non osta a maggiori poteri per comuni e comunità locali.
I comuni intermedi, di fatto, stanno già scomparendo per effetto della conurbazione e anche nelle abitudini della gente, nella distribuzione dei servizi e quant'altro. Da un punto di vista economico le "reti" sono già una realtà: basti pensare agli spostamenti della gente da un piccolo comune all'altro (o verso la grande città se si tratta di hinterland) per acquisti o servizi essenziali o per pendolarismo e istruzione.
Penso che prima o poi si arriverà alla costituzione di municipi, un pò come a Roma, in modo che le rappresentanze e le istituzioni dei territori limitrofi ai grandi centri mantengano autonomia e poteri ma senza sprechi e che nel contempo si aboliscano le decine di inutili circoscrizioni che ancora ci sono in molte città.
Per i micro-comuni, direi che invece devono essere mantenuti perchè non comportano sprechi ma anche e proprio per la salvaguardia delle culture e degli interessi delle comunità locali (pensiamo per esempio ai micro-comuni isolati o in montagna, che non possono "fare rete" e necessitano di servizi o che comunque meritano di esistere culturalmente e nella rappresentanza delle istanze dei propri cittadini).


fiore sulle regioni ha detto una gran CAGATA.
l'identita' regionale e' importantissima un veneto per cultura dialetto e storia e' ben diverso da un campano.
cosi come un calabrese da un lombardo!
penso che ognuno ci tenga alle proprie ORIGINI e alla propria regione
personalmente prima sottolineo di essere Veneto poi italiano


E infatti. Da quanto ho arguito Fiore non vuole abolire le identità culturali etniche regionali, ma bensì le Regioni sotto il profilo della gestione amministrativa e territoriale...che configurano una vera palla al piede per la Nazione. In fondo anche lo Stato Fascista si poneva sulla stessa lunghezza d'onda.






Non ho potuto seguire tutta l'intervista, direi comunque una buona impressione.
Ma, come al solito, un passo avanti e due indietro...
Vale a dire, un'enorme contraddizione: prendi le distanze dalla categoria "destra" (molto bene), dici di voler andare verso tutto il popolo italiano, e poi proponi un programma che è "autocastrante" e ti relega al margine di un radicalismo di destra che non ha un minuto di futuro...in Italia come in tutta Europa
Voglio dire: ha detto più o meno, nei principi, le stesse cose che la tanto criticata Santanché stava dicendo, pochi minuti prima o quasi contemporaneamente, in altro canale.
Dio, Patria, Famiglia: slogan "nazional-conservatore-monarchico" (mai fascista peraltro)
L'offerta politica all'estrema destra è intasata, ad evocare il nostalgismo si radunano le stesse facce, le stesse faziosità, le stesse beghe di mezzo secolo di storia...