





Va bene, allora dimmi punto per punto cosa lasci e cosa togli, lassi temporali di applicazione e via dicendo per trasformare il precariato in flessibilità all'ingresso, in modo tale da levare l'attuale ipersfruttamento.
Io non è che "ovoja", ma senza welfare la flessibilità è precariato.....comunque spiegami come intervieni in fretta e cosa fai per impedire che si arrivi a massacrarsi in qualche anno.


Io non stò speculando su un bel cazzo di niente, abbiamo 2 suicidi dove il primo è stato correlato 100 su 100 al fatto che una persona si è impiccata perchè lasciata nuovamente in mezzo alla strada per la centesima volta dopo 1000 promesse, un'altra persona si è data fuoco, e le indagini, sebbene discordanti in certi punti, hanno rilevato una fase di incertezza economica possibile che ha contribuito a dare la botta finale....questa non è speculazione, non per chi sente, legge, la vive e s'informa su quello che succede in questo fantastico mondo precario.
Che ci siano altri problemi è da valutare(ed è cosa normale che ci siano, uno non si ammazza solo perchè è precario), come la stessa valutazione va applicata per capire se questa causa contribuisca o meno ad un suicidio o a possibili e futuri omicidi....è questo che fanno i socialisti(almeno io), analizzano il malessere della società e dell'individuo e cercano di affontare la causa e porvi rimedio.
Quelli che strumentalizzano sono quelli che tirano 4 frasettine e tengono le palpebre abbassate dicendo che "va tutto bene e la flessibilità è cosa buona e giusta"...a prescindere.


Quindi come socialista, analizzare un fenomeno che inizia a presentare l'ennesima probabile/possibile causa di degenerazione del precariato nelle sue varie forme, ed eventualmente porvi rimedio immediato per il bene dell'individuo nella società e viceversa, la consideri una "speculazione"?


« Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare.
Se il prezzo fosse la libertà, io questa riforma la respingerei. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. [...] Questa non è la libertà che intendo io. »
Sandro Pertini.




è "strumentalizzazione" quando in una notizia non è riportato quello che qualcuno blatera.
può anche darsi,ma non è detto che sia stata quella la causa.
anziana muore,causa il precariato!
cosi ragionate...
bisogna leggere la notizia per quello che è,in modo obiettivo.
questo tizio si è dato fuoco per ragioni economiche...ci sono mille cause di questo gesto e incentrare l'attenzione sul precariato è strumentalizzazione,oltre che stravolgere l'informazione dei giornali.
io ci tengo a risolvere il problema,ma quando la causa è stata accertata essere quella!


va bene, concediamo il beneficio del dubbio sul fatto che in questo caso la notizia nonostante tutto possa essere stata manipolata....attendiamo sviluppi se mai ce ne saranno....nonostante l'indagine dei CC porti a conclusione di incertezza economica ed il fatto che il benzinaio fosse stato licenziato
Può essere che sia stato per aver perso soldi al gioco, che sia stato licenziato per buoni motivi, che non avesse nemmeno quei grandi problemi economici insormontabili ma si è dato fuoco ugualmente, stà di fatto che blateriamo perchè la notizia è stata battuta così a grandi linee da tutti i quotidiani online(non solo l'Unità) :
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È disoccupato: benzinaio si dà fuoco ad Agrigento
Si sarebbe cosparso di liquido infiammabile, seduto nell'abitacolo della sua auto, una Ford Fiesta, e dato fuoco. È tragica morte di Giovanni La Greca, un benzinaio di 38 anni attualmente disoccupato di Ribera (Agrigento), il cui corpo carbonizzato è stato trovato nelle campagne di Sambuca di Sicilia, in contrada Misilbesi.
I carabinieri dalla compagnia di Sciacca ritengono che non siano dubbi sulla dinamica della tragedia e sul suicidio. L'uomo, sposato e con un figlio, era depresso per problemi economici e prima di uscire di casa aveva espresso le proprie preoccupazioni e nervosismo, per questo motivo, ai suoi familiari. Poco dopo la tragedia.
Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri, il benzinaio ha prima cosparso l'automobile di benzina e poi dopo essersi chiuso dentro ha appiccato il fuoco. L'allarme è stato dato da un automobilista di passaggio che ha avvertito i vigili del fuoco e i carabinieri.
http://www.wikio.it/news/Giovanni+La...?wfid=51108198
[quote]
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Ora, tanto per tornare alla causa della speculazione sciacallesca già che ci siamo ci mettiamo pure questa :
Suicida per l'assunzione mancata in un'azienda del gruppo
Non rinnovato il contratto interinale. Lascia la moglie e due figli
Luigi, 39 anni, precario
ottava vittima della Thyssen
L'ultima lettera: "Senza lavoro non riesco a vivere"
di MAURIZIO CROSETTI
TORINO - Dicono che Luigi Roca avesse la faccia di chi per anni ha assorbito la tristezza, giorno dopo giorno, fino a disegnarsela sul volto, tra i lineamenti, come una ruga. Dicono anche che due settimane fa quella faccia invece e stranamente sorridesse: "Stavolta ho trovato il lavoro giusto, mi assumeranno, durerà". L'aveva detto al suo amico Vito, vicino di casa e sindacalista. Erano al parco giochi di Rocca Canavese, c'erano anche i bambini.
Invece Luigi si è ucciso, perché era tutta un'illusione e la tristezza era ormai dentro la sua storia, non solo sul suo viso.
"Mi ammazzo perché insieme al lavoro ho perso la dignità". L'"ottava vittima" della Thyssen, 39 anni, non ha mai lavorato nella fabbrica della morte. Ma la sua azienda, la Berco di Busano Canavese, faceva parte del gruppo tedesco. E il suo contratto, interinale, non è stato rinnovato perché la Thyssen adesso ha 150 persone "da collocare", come si dice terribilmente in questi casi. Come se le persone fossero i pezzi di un incastro. Però Luigi era diventato il pezzo stagliato: di troppo, e già troppo vecchio. Trentanove anni, un'età da matusalemme se cerchi il posto fisso. Ma ci aveva creduto. Dopo quattro anni di rimbalzi, un mese, due mesi in fabbrica e poi a casa, era arrivato un impiego giusto, più solido. "Durerà". Lui, che non aveva un carattere facile, stavolta andava d'accordo con i colleghi e i superiori, non come quell'altra volta alla "Canavera e Audi", stampaggi industriali: lì, dopo quindici anni se n'era andato per colpa di un brutto screzio con un capo.
Perché Luigi aveva dentro una storia difficile e un'adolescenza inquieta. Ne era uscito meglio di suo fratello, che è in carcere. Aveva trovato una donna, Barbara, con la quale stava da dodici anni, si erano sposati ed erano nati Niccolò e Davide, 6 e 7 anni. Barbara Agostino, che fa le pulizie in un'azienda di stampaggio e adesso dice tra le lacrime: "Mio marito si è ucciso perché si sentiva umiliato. Chissà cosa deve avere provato, dentro, per decidere di farla finita. Se quell'azienda gli avesse rinnovato il contratto, ora non sarei una vedova con due figli piccoli da allevare".
Quindici anni in fabbrica, poi quattro a spasso, a chiedere e non ottenere mai. La paura di non rientrare più. Ma anche la forza di provarci ogni volta di nuovo, con le sue mani. Quelle che Luigi aveva usato per ristrutturare la porzione di vecchia cascina trasformata nella loro casa, in campagna, frazione Vallossino di Rocca Canavese. Aveva fatto il mutuo, per riuscirci, e finalmente era sicuro di poterlo pagare. L'aveva rivelato all'amico sindacalista, quel giorno al parco.
Due settimane fa. La faccia non più triste sarebbe durata solo sette giorni, fino a quando gli hanno detto che non sarebbe stato confermato. Lì è cominciato il crollo, silenzioso ma evidente. Nessun segno che facesse presagire l'epilogo, solo il ritorno della faccia di prima. L'avevano vista tutti. Non era bastato a capire.
Luigi Roca non era mai stato nella fabbrica del rogo, laggiù a Torino, in corso Regina Margherita. Ma è come se ci fosse stato anche lui, la sera del 6 dicembre, quando gli altri 7 vennero sommersi.
Perché la precarietà del lavoro è un domino che abbatte quasi tutte le tessere che incontra, o almeno le più fragili, quelle meno in equilibrio ai bordi del tavolo. Lì stava Luigi da quattro anni, con i suoi 39 già addosso e la paura di non uscire mai più dal precariato. Per assurdo, la mazzata finale è giunta proprio dall'illusione di esserne fuori. "Era contento, fiducioso" dice Vito Bianchino, il sindacalista Cisl. "Luigi dedicava tutto se stesso alla moglie e ai figli. E un'azienda non può lasciare a casa a cuor leggero certe persone, le caratteristiche del lavoratore contano".
Buona salute, gran voglia di faticare, ottime motivazioni. Questo era il suo profilo. Incoraggiante. Si era tranquillizzato, aveva capito che anche di fronte alle possibili ingiustizie bisogna restare calmi e ragionare, senza reagire sempre d'istinto. Un percorso lungo e duro, che però Luigi aveva conquistato sulla sua pelle, cicatrici e dimissioni comprese. Era stato sul fondo e aveva cominciato a risalire. Fino a quando non l'hanno convocato in un ufficio per dirgli che no, arrivederci e grazie.
Così lui ha scelto l'albero in un bosco vicino a casa, ha preso la corda ma prima la carta e la penna. Tre lettere. Ai genitori ha chiesto perdono. Alla moglie Barbara ha scritto: "In questo tipo di vita serve una forza che io non ho. Non lo dico per giustificarmi, ma perché tutti possiate perdonarmi. Ho valutato le conseguenze del mio gesto ma non ce la faccio, ho perso lavoro e dignità". L'ultima lettera, per i due figli piccoli. "Non mi giudicate e comportatevi bene. Trattate bene la mamma e conservate di me la parte buona che vi ho lasciato".
(ha collaborato Antonello Micali)
(13 marzo 2008)
http://www.repubblica.it/2008/03/sez...o-suicida.html
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Questa ti basta come rapporto causa/effetto, o è ancora sciacallaggio ed aspettiamo ancora qualche annetto prima di inizare ad analizzare??