MILANO. “Basta con i campi rom ammassati in periferia”. Ad alzare la voce in queste ore sono le amministrazioni comunali limitrofe a Milano.
Le scelte operate dalla giunta di centro guidata dal sindaco Moratti cominciano ad innervosire anche i sindaci dello stesso cartello partitico. Le contraddizioni interne alla Pdl, nelle scelte da applicare per mantenere la legalità in porzioni di territorio oramai regalate all'aggressione dei nomadi, si aggiungono alle proteste delle amministrazioni di sinistra. Insomma un malcontento trasversale che non passa inosservato.
“Più poteri al prefetto e un tavolo per coordinare gli interventi utili ad arginare l'avanzata dei nomadi e dei loro campi”.
I Comuni, che non vogliono più convivere con la concentrazione di campi installati dalla Moratti a pochi metri dal proprio territorio, si richiamano poi alla legge regionale che prevede il parere vincolante delle amministrazioni interessate dall'installazione delle strutture per accogliere i nomadi. Non solo.
Oltre alla consultazione chiedono di mettere nero su bianco una strategia che per la valorizzazione di tutto il territorio dell'hinterland non lasci nulla al caso. Insomma, la sfiducia nei confronti dell'amministrazione di palazzo Marino è arrivata al punto da vedere i primi cittadini dei comuni limitrofi chiedere anche un principio di compensazione.
“Se tu vuoi installare un inceneritore nel mio territorio devi considerarmi al momento di scegliere dove mettere un campo nomadi ricordando che la mia zona ha già dato”. Una concertazione a tutto campo che ha già trovato le prime resistenze fra gli esponenti politici che guidano Milano.
Ma il destino metodologico però non sembra dare scampo se, soprattutto, si guarda all'aumento dei problemi, all'esasperazione dei primi cittadini dei comuni vicino a Milano e all'incapacità della giunta comunale del capoluogo di trovare risposte alle questioni del territorio.
MILANO. “Basta con i campi rom ammassati in periferia”. Ad alzare la voce in queste ore sono le amministrazioni comunali limitrofe a Milano.
Le scelte operate dalla giunta di centro guidata dal sindaco Moratti cominciano ad innervosire anche i sindaci dello stesso cartello partitico. Le contraddizioni interne alla Pdl, nelle scelte da applicare per mantenere la legalità in porzioni di territorio oramai regalate all'aggressione dei nomadi, si aggiungono alle proteste delle amministrazioni di sinistra. Insomma un malcontento trasversale che non passa inosservato.
“Più poteri al prefetto e un tavolo per coordinare gli interventi utili ad arginare l'avanzata dei nomadi e dei loro campi”.
I Comuni, che non vogliono più convivere con la concentrazione di campi installati dalla Moratti a pochi metri dal proprio territorio, si richiamano poi alla legge regionale che prevede il parere vincolante delle amministrazioni interessate dall'installazione delle strutture per accogliere i nomadi. Non solo.
Oltre alla consultazione chiedono di mettere nero su bianco una strategia che per la valorizzazione di tutto il territorio dell'hinterland non lasci nulla al caso. Insomma, la sfiducia nei confronti dell'amministrazione di palazzo Marino è arrivata al punto da vedere i primi cittadini dei comuni limitrofi chiedere anche un principio di compensazione.
“Se tu vuoi installare un inceneritore nel mio territorio devi considerarmi al momento di scegliere dove mettere un campo nomadi ricordando che la mia zona ha già dato”. Una concertazione a tutto campo che ha già trovato le prime resistenze fra gli esponenti politici che guidano Milano.
Ma il destino metodologico però non sembra dare scampo se, soprattutto, si guarda all'aumento dei problemi, all'esasperazione dei primi cittadini dei comuni vicino a Milano e all'incapacità della giunta comunale del capoluogo di trovare risposte alle questioni del territorio.
Francesco Cappuccio, corrispondente da Milano
http://www.ladestradimilano.com/html...rom_310308.htm




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