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  1. #1
    Comunista democratico
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    Predefinito Due o tre cose sul Tibet che nessuno osa dire

    Due o tre cose sul Tibet che nessuno osa dire

    Anche Liberazione, pur con pesanti ambiguità, si accorge delle menzogne seminate a piene mani contro la Cina sulla questione dei seccessionisti tibetani
    da
    http://www.liberazione.it/a_giornale...ubb=01/04/2008

    Dagli aiuti della Cia ai monaci buddisti alle bugie di Pechino Propagande incrociate due o tre cose sul Tibet che nessuno osa dire
    Sabina Morandi
    Quando gli elefanti combattono, dice un proverbio africano, a rimetterci è l'erba. Nel caso poi in cui gli elefanti sono pesi massimi come Cina e Stati Uniti, entrambi molto abili nell'utilizzare il circo mediatico, il destino dell'erba (i tibetani) sembra segnato. A noi spettatori dell'ennesima tragedia, ormai consapevoli che le cose peggiori sono quelle che nessuno racconta, non resta che scegliere a caso fra una valanga di informazioni impossibili da verificare. Pochi, fra i giornalisti e i simpatizzanti dei monaci arancioni, amano ricordare il ruolo recitato dalla Cia in questa regione da cinquant'anni, un ruolo importante per la sopravvivenza della leadership tibetana in esilio ma decisamente controproducente per quelli che sono restati nel territorio occupato dai cinesi.
    La Cia ha cominciato a condurre operazioni su vasta scala in Tibet fin dal 1956, cosa che ha condotto alla disastrosa sollevazione del '59, con decine di migliaia di morti e la fuga del Dalai Lama e dei suoi seguaci in India e in Nepal. Quel primo insuccesso non portò il Dipartimento di Stato a più miti consigli, al contrario: venne allestito un campo di addestramento per la guerriglia tibetana a Leadville, in Colorado, che continuerà a funzionare fino al 1966. La Tibetan Task Force della Cia, invece, continuerà a operare fino al 1974 - presumibilmente la fine di questo programma fu una delle promesse che Nixon fece nel suo storico incontro con la leadership cinese a Pechino. Secondo un reportage dedicato a questa storia dal Washington Post nel 1999, gli insuccessi della Cia furono dovuti ad alcune circostanze decisamente sottostimate dagli analisti, come ad esempio il risentimento della popolazione verso il passato regime. I tibetani avevano paura del ritorno degli aristocratici fuggiti con il Dalai Lama perchè, «soprattutto i contadini, temevano di dover restituire ai nobili la terra che era stata loro assegnata con la riforma agraria». Insomma, nemmeno i più ferventi buddisti volevano tornare a fare i servi della gleba per i potenti latifondisti che erano la spina dorsale della teocrazia di Lhasa.
    Con l'apertura al capitalismo voluta da Deng Xiaoping, però, i tibetani finiscono col perdere i pochi benefici conquistati sotto i cinesi e la Cia, approfittando dello scontento, ci riprova. Il suo contributo alla rivolta del 1987 non è documentato come i precedenti ma è abbastanza certo, così com'è certo che andò a finire male: la repressione cinese fu durissima e continuò fino al 1993, con il risultato che le timide aperture verso una maggiore autonomia del Tibet vennero soffocate nel sangue. La Cia comunque continuò attivamente a lavorare secondo la strategia utilizzata in Afghanistan e, più tardi, in Kosovo: tanta propaganda e tante armi leggere, contrabbandate nel paese da ogni luogo del mondo. Oggi, con la vetrina delle Olimpiadi già aperta, l'occasione di dare una spallata al gigante, già in precario equilibrio per le rivendicazioni della minoranza musulmana, è troppo ghiotta per non approfittarne.
    Se gli occidentali tacciono queste informazioni importanti, anche i cinesi non scherzano. Nessuno ha detto, per esempio, che Pechino ha inviato in zona l'esercito - la 149° divisione di fanteria meccanizzata - e ha allestito un Centro di comando a Lhasa affidato a Zhang Qingli, segretario del Partito tibetano vicinissimo al presidente Hu Jintao. Inutile dire che, se si fosse trattato di semplici disordini provocati da elementi criminali, come sostiene Pechino, sarebbe stata mandata la polizia, non certo reggimenti dotati dei più moderni mezzi corazzati. Con questa decisione il governo centrale dimostra di temere la sollevazione su larga scala, un'ingerenza diretta di Washington oppure le due cose insieme. Molto probabilmente Pechino è consapevole che stavolta lo scontento è ben più ampio proprio per via delle riforme turbo-capitaliste con cui si è cercato di modernizzare il paese. E qui veniamo all'ultimo punto di cui nessuno scrive: la sollevazione tibetana, che con il suo carico di violenza ha messo in imbarazzo perfino il Dalai Lama, è causata soprattutto dall'inasprimento delle condizioni di vita degli abitanti autoctoni, prevalentemente contadini, cui è stato riservato lo stesso trattamento che provoca ogni anno decine di migliaia di rivolte nell'intero paese.
    Gli effetti deleteri delle riforme che hanno cancellato importanti conquiste - come ad esempio il sistema sanitario generalizzato - mentre la marcia devastante delle fabbriche a basso costo inquina i fiumi e sottrae terra coltivabile agli agricoltori, si somma in Tibet con il risentimento causato da una colonizzazione che mira a cancellare le specificità culturali e a mettere il guinzaglio alla religione. A tutto ciò si aggiunge l'effetto Kosovo: la disinvoltura con cui Washington e alcuni paesi europei (fra cui l'Italia) hanno violato l'integrità territoriale di una nazione sovrana, induce Pechino ad avere la mano particolarmente pesante. E, come al solito, a rimetterci è l'erba.


    01/04/2008
    Myrddin

  2. #2
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    Sono poi le solite cazzate dei giornali anti-comunisti tipiche di Liberazione. Il turbo-capitalismo che ha ridotto in miseria...ma a cagare. Hanno tolto dalla povertà il 70% della popolazione cinese (dati della World Bank di un mese fa). Se questo lo ha fatto il turbo-capitalismo viva il turbo-capitalismo!!! Se in Cina c'è il fascismo, viva il fascismo.
    Sti stronzi non parlano nemmeno più di socialismo in Italia e vogliono nientemeno che i cinesi cotruiscano un socialismo come vogliono loro (nenache loro sanno se lo vogliono). Io sono convinto che dare l'Italia in mano a sta gente sarebbe un disastro. Diciamo che votiamo l'Arcobaleno per tenere aperta una diversa idea dello sviluppo e del socialismo. Ma dire che questa gente sia credibile....

  3. #3
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    Ancora non capisco cosa aspettiate a trasferirvi nel paradiso terrestre che è la Cina?

  4. #4
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    difendere un paese solo perche,nella propria ignoranza,lo si vede contrapposto al gigante imperialista americano e' veramente patetico e grottesco.

  5. #5
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    Predefinito provate a vivere in Cina per 3 anni....

    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Se questo lo ha fatto il turbo-capitalismo viva il turbo-capitalismo!!! Se in Cina c'è il fascismo, viva il fascismo.
    ....
    In Cina il "nuovo cosiddetto benessere" appartiene comunque ad una fetta di popolazione esigua rispetto alla totalità. La gente delle campagne e dei villaggi ( la maggioranza dei cinesi ) sta molto male...e pure in città le cose non vanno bene per tutti.

    I diritti dei lavoratori sono pari a zero, in tante regioni i minatori sono trattati come schiavi, riposano un solo giorno ogni 15, vengono pagati pochissimo ( c'è stato un bellissimo reportage si Rai 3, mesi fa...), si intossicano senza le relative adeguate protezioni, se si mettono in infortunio o malattia rischiano seriamente il posto. Interi paesini vengono spazzati via se dalle loro parti deve passare un'autostrada o una grande opera pubblica.E vengono ricostruiti dei parallelepipedi di cemento invivibili al loro posto. E guai a dire solo mezza parola...

    Se la gente protesta viene subito picchiata e incarcerata. Le neonate femmine vengono abbandonate per paura (se secondogenite ) dalle famiglie povere e persino medio-borghesi più che in ogni altra parte del mondo.

    La libertà di critica , di espressione, di parola è inesistente, si va incontro ai manganelli , al carcere o perfino alla pena di morte con breve processo ed esecuzione sommaria. In Cina vengono condannati a morte persino gli evasori totali del fisco.

    In Tibet sta per essere distrutta sistematicamente la cultura di un popolo millennario.

    I livelli di inquinamento e di mortalità per malattie respiratorie è il più alto al mondo in città come Pechino e Shangai ( ho una ex collega che vive in quest'ultima città ed è preoccupata per i due figli piccoli, come il marito, cinese..).

    Al governo cinese importa solo portare avanti logiche di espansionismo e di gloria a scapito delle popolazioni vicine ( Tibet ) e dell'80 per cento dei cinesi, che considera come insetti : più ne muoiono e più spazi vitali si creano....

    Se penso alla Cina, preferisco pensare ai suoi straordinari millenni passati che non al delirante presente. Preferisco Lao Tse al genocida Mao.

    La Cina, per salvarsi , deve guardare al proprio passato, non certo recuperando i "Mandarini" o le caste feudali....ma recuperando la propria anima..che era Taoista, Confuciana e Buddhista. Deve sposare , alle proprie legittime intenzioni di miglioramento socio-economico, una visione meno cinica e distruttiva, ma più umana...altrimenti la sua crescita spasmodica danneggerà i cinesi prima e il resto dell'Asia poi...

    La direzione giusta non è un terrificante menefreghismo dittatoriale , che si sposa col peggior capitalismo e col peggior comunismo riuniti insieme.

    Un mix davvero inumano e pericolosissimo..

  6. #6
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    scua ma cosa ti aspetti da un paese ancora a maggioranza povero governato da un partito?Poi a dirla tutta i cinesi sono abituati a farsi strapazzare dal potererima dall imperatore ora dal burocrate!
    Onstemante spero che le cose nn cambino mai in cina!!!

  7. #7
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    provate a vivere in Cina per 3 anni....
    vakka boia, ma uno muore dallo spavento, ancora prima d'andarci. Grazie di avermelo detto.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Borel-II Visualizza Messaggio

    Se penso alla Cina, preferisco pensare ai suoi straordinari millenni passati che non al delirante presente. Preferisco Lao Tse al genocida Mao.

    La Cina, per salvarsi , deve guardare al proprio passato, non certo recuperando i "Mandarini" o le caste feudali....ma recuperando la propria anima..che era Taoista, Confuciana e Buddhista. Deve sposare , alle proprie legittime intenzioni di miglioramento socio-economico, una visione meno cinica e distruttiva, ma più umana...altrimenti la sua crescita spasmodica danneggerà i cinesi prima e il resto dell'Asia poi...

    ..
    In generale le tue notizie corrispondono alle mie
    sui paragrafi che ho riportato concordo entusiasticamente
    la Cina era già splendida ed antica quando a Roma non c'erano ancora neppure i barbari
    dopo il crollo di Roma la Cina era ancora un esempio per il mondo nelle scienze e nelle arti
    Nessuna civiltà al mondo ha eguagliato quella cinese....che peccato...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Andre_ Visualizza Messaggio
    Ancora non capisco cosa aspettiate a trasferirvi nel paradiso terrestre che è la Cina?
    Perchè tu invece non ti traferisci nel paradiso terrestre della democrazia yankee Usa a stelle estriscie esportata in irak? Fatti un bel viaggetto a Baghdad, così poi vai ad insegnare la democrazia ai cinesi, se torni vivo ...
    Myrddin

  10. #10
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    Predefinito L'Occidente imperialista fa sempre schifo ...

    Citazione Originariamente Scritto da marlboro-man Visualizza Messaggio
    difendere un paese solo perche,nella propria ignoranza,lo si vede contrapposto al gigante imperialista americano e' veramente patetico e grottesco.
    No, quello che è patetico e grottesco è che tu per contrapporti al gigante cinese, una repubblica poplare che ha sollevato da miseria e feudalesimo centinaia di milioni di esseri umani, ti nascondi dietro alle cazzate a stelle e striscie, e alle ignobili pagliacciate della comunità Europea. Sarkozy vuole boicottare la cerimonia inaugurale dei giochi olimpici a pechino, però manda 1200 militari armati di tutto punto in Afghanistan ..
    L'Occidente imperialista fa sempre schifo ...
    Myrddin

 

 
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