Penso che la ricerca di qualcosa che non si conosce sia sempre un atto di fede (la scienza è un atto di fede).
Credere non è necessariamente credere in Dio. Anche chi "non crede" in realtà crede a qualcosa, crede nel nulla; ma credere nel nulla è un limite alla conoscenza.
Mi riferivo alla teologia in generale, come ricerca di Dio
Nel mio discorso non ho mai nominato Tommaso:
San Tommaso d'Aquino seguì la linea di Sant'Anselmo d'Aosta cimentandosi anch'egli nella prova ontologica, lo stesso fecero i più grandi pensatori della storia illuminati dagli scritti esoterici di Aristotele.
La Scolastica, tuttora la corrente filosofica predominante nella Chiesa, si è sempre proposta di confutare i dogmi della fede mediante la ragione, laddove però non arriva la ragione, lì arriva la fede nelle rivelazioni scritte sulla bibbia o ricevute dalla Madre di Dio che appare da sempre ai suoi fedeli.
Oggi, dopo Kurt Godel e Alfred Tarski, non ha più senso provare a dimostrare mediante procedimenti logici l'esistenza di Dio, rimane la fede.





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