





Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF




Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF






Lei, il classico padagno, ha continuato ad insultare me (non che la cosa mi interessi) ma non è riuscito a mettere insieme 3 parole per fare una frase di senso compiuto che spiegasse il titolo del votlantino.
Questo significa che il suo QI è a di sotto della media, questo significa che non sa nemmeno di cosa parla.
PS:Io non invidio nessuno, sono felicissimo di essere Toscano.![]()
Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF


Quel volantino circola dappertutto.
E' stato copiato da un pari ideato in Svizzera nelle recenti elezioni.
Dice semplicemente che una immigrazione selvaggia e incontrollata di certe etnie , ridurrà gli italiani alla stregua dei pellerossa...tutto qui.
Come dargli torto...esempi simili ce nesono dappertutto , basti pensare ai cristiani del Libano e di tanti altri paesi Arabi , non ultimo l'Irak , piuttosto che i Serbi in Bosnia o Kossovo e così via.
Si chiama "genocidio per diluizione" , dove tale diluizione può essere indotta mediante immigrazione forzata , oppure spontanea.....
E' un processo che potrbbe riguardare tutta l'Europa , ed è già a livelli preoccupanti in Olanda , Gran Bretagna , Belgio , Francia......
Magari qualcuno può vederci la nemesi storica di un continente ,che grazie a due guerre mondiali volute da stati dell'Europa stessa , si è dissanguato ed indebolito irriversibilmente.........


Non mitizziamo troppo. Se fu un privato (il Morosini) a denunciare Bruno, sembra perchè non aveva voluto insegnargli l'arte della memoria, fu lo stato veneziano a consegnarlo al Vaticano. Se la campagna Veneta si ritrovò retrogada, fu anche per la poca considerazione in cui fu tenuto l'entroterra. Si riguardino i consigli di Scipione Maffei, ma ormai era troppo tardi anche se li avessero seguiti. Persino durante i moti del 1848, e nonostante le elevate qualità morali, politiche e culturali di Daniele Manin, vi fu un'amoìpia incomprensione per l'entroterra, che contribuirono alla pur forse inevitabile disfatta. Il riscatto del dopoguerra non fu affidato solo al lavoro, ma anche alla diffusione della cultura , anch'essa assieme al lavoro riscatto per i ceti più deboli. Lo sviluppo economico non fu solo perchè c'era chi lavorava dieci ore in fabbrica e poi,nelle ore libere enei giorni festivi, aiutava il familiare che era rimasto a lavorara la terra. Le università,ma più ancora lo sviluppo degli istituti tecnici industriali,segnarono la crescita del dopoguerra. Il vero disastro fu il modo dell'urbanizzazione e l'idea di una fabbrica per ogni campanile. Furono le debolezze della classe dirigente a causare le contraddizioni della crescita. Solo più tardi arriverà il consumismo diffuso che portò alla rottura di antiche sapienze. Non dimentichiamo che pur qualcosa di quell'idea di stato rimase. Si guardino i risultati del referendum sul divorzio e non solo per il comune di Venezia, memore di antica laicità. Anche nelle altre province se si confrontano i dati con le somme dei partiti politici divorzisti, si vedrà un netto di più che era anch'esso figlio, oltre che della cultura dell'emigrazione, di una non spenta memoria storica fin nelle più antiche propaggini