Vorrei sapere se nel programma del Pd si parla di conflitto d'interessi e di Rete 4 sul satellite.
Grazie.
Vorrei sapere se nel programma del Pd si parla di conflitto d'interessi e di Rete 4 sul satellite.
Grazie.
guarda sono meno di 40 pagine.
http://www.partitodemocratico.it/gw/...x?id_doc=45315
puoi cercare nel testo le parole che cerchi, comunque visto che sei un elettore, sarebbe tuo dovere civico almeno leggerlo tutto.


http://www.partitodemocratico.it/gw/...x?id_doc=45315
In particolare, il punto 12.


No, non se ne parla tant'è che appena Di Pietro ha tirato fuori l'argomento il PD si è affrettato a precisare che "non è nel programma". Nel programma, c'è però il "rispetto delle sentenze della corte di giustizia europea", quindi dovrebbe rientrare anche la questione di Rete4, anche se Veltroni non vuole parlarne direttamente in campagna elettorale perchè ha capito che i voti si conquistano parlando bene di se e non male dell'avversario.
..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano


Sì è stato più volte spiegato che si intende continuare con la riforma Gentiloni che prevedeva la cessione delle frequenze di una canele televisivo per operatore(uno rai e uno mediaset) oltre che l'abbassamento delle quote pubblicitarie per singolo operatore.
Nel testo cmq dice:
''Negli anni che ci separano dal passaggio al digitale (2012) ricondurremo il regime di assegnazione delle frequenze ai principi della normativa europea e della giurisprudenza della Corte costituzionale''.


Anche se ci fosse scritto qualcosa non lo farebbero perchè cercherebbero un accordo con il nano per ""riforme di interesse nazionale"". Lui a quel punto ricaterebbe il pd dicendo che vota le riforme solo se non ci saranno leggi sul conflitto di interessi o su rete 4


il Partito Socialista ne parla...
il Partito Democratico sulla questione è entrato in contrasto con Di Pietro,pensa un po' come stanno messi!
manca il punto sul conflitto di interessi...il PS lo menziona!
manca la riforma della tv di stato...il PS la manziona!


Mi sa che te il programma del PD non l'hai neanche letto.
11. LA DEMOCRAZIA GOVERNANTE
(...)
b) Un quadro di contrappesi e pluralismo di poteri
La democrazia governante richiede seri contrappesi: una serie di scelte non devono essere effettuate dalla sola maggioranza di Governo. La regolarità delle elezioni di deputati e senatori deve essere decisa dalla Corte costituzionale; la Prima Parte della Costituzione deve essere revisionabile solo a maggioranza di due terzi e tale quorum di consensi va richiesto anche per l’elezione parlamentare di organi indipendenti; vanno introdotti il referendum propositivo, nel caso in cui una proposta di legge di iniziativa popolare con un milione di firme sia ignorata dal Parlamento per un biennio, e norme rigorose contro tutti i conflitti di interesse e il cumulo di cariche pubbliche; il quorum di partecipazione per la validità dei referendum va ricondotto alla metà più uno dei partecipanti politicamente attivi, quelli che hanno votato alle precedenti elezioni politiche; alla Camera va previsto un significativo Statuto dell’Opposizione, a cominciare dalle Commissioni parlamentari d’inchiesta, che devono essere decise su richiesta di un quarto dei deputati.
(...)
12. OLTRE IL DUOPOLIO, LA TV DELL'ERA DIGITALE
L'Italia deve poter entrare nell'era della TV digitale con più libertà, più concorrenza, più qualità.
1. Il superamento del duopolio è oggi reso possibile dall'aumento di capacità trasmissiva garantito dalla TV digitale. Per andare oltre il duopolio occorre correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche, accrescendo così il grado di pluralismo e di libertà del sistema.
2. Negli anni che ci separano dal passaggio al digitale (2012) ricondurremo il regime di assegnazione delle frequenze ai principi della normativa europea e della giurisprudenza della Corte costituzionale. I criteri di proporzionalità, non discriminazione, trasparenza e apertura a nuovi entranti che sono stati adottati per la transizione in Sardegna saranno alla base della transizione nazionale, nel rispetto delle direttive europee, delle sentenze della Corte Costituzionale e delle norme antitrust.
3. Subito, nuove regole per il governo della RAI. Una Fondazione titolare delle azioni, che ridefinisce la missione del servizio pubblico nell'epoca della multimedialità e delle multipiattaforme, nomina un amministratore unico del servizio pubblico responsabile della gestione.
4. I contenuti distribuiti dalle reti televisive attivano - per la loro produzione - un’importante filiera industriale, con punte di eccellenza artistica, culturale, tecnologica. Non sempre, però, i rapporti fra distribuzione e produzione sono equilibrati. Il regime duopolistico ha fortemente rafforzato la posizione contrattuale delle televisioni nei confronti dei produttori di contenuti. La nostra proposta è di destinare - come accade in altri Paesi del mondo - una quota del 2% dell’intero fatturato pubblicitario delle reti televisive al finanziamento di produzioni di qualità, che abbiano un valore culturale e artistico. Si tratta, in sostanza, di far vita ad un Fondo, pari a circa 100 milioni di euro, da destinare al finanziamento di produzioni audiovisive, cinematografiche, teatrali e musicali.
http://www.partitodemocratico.it/gw/...x?id_doc=45315


è inutile che posti pezzi del programma.
la questione sul conflitto di interessi sarà assente,come lo è stata in questi due anni di governo!
io non ho mai sentito in un'intervista di Veltroni ricordare la questione ad esempio!
inoltre la proposta di istituire il fondo per le buone produzioni televisive a scopo culturale è una stronzata che può venir fuori solo da uno che si interessa di cinematrografia.
credo sia più fruttuoso regolamentare e gestire diversamente i fondi per il servizio delle reti e per il marketing,in modo che le produzioni televisive siano fatte non per semplice scopo culturale (non servono grandi fondi per far buoni programmi),ma per commercio.
la televisione pubblica spagnola,per esempio,grazie ai ricavati pubblicitari finanzia e produce diversi format che vende all'estero,Italia inclusa.
con il ricavato tira avanti la baracca,senza richiedere il canone.
è cosi dai tempi di Gonzalez...gli stessi anni in cui quella maledette telenovelas spagnole invasero il mondo!
nel programma del PD non vedo addirittura l'abolizione del canone.
abbiamo l'unica tv pubblica d'Europa che ancora fa pagare il canone ai cittadini.
aveva idee più riformiste Craxi 25 anni fa che gia prevedeva un disegno più commerciale del servizio pubblico (non a caso Gonzalez prese da lui l'ispirazione).
d'altro canto Veltroni faceva parte di quel famoso comitato del PCI che si oppose fermamente alla liberalizzazione dell'etere televisivo negli anni '80,mentre rimaneva aperta la questione delle reti private che emergevano come funghi e si ritrovavano illegittimamente private di un riconoscimento presente in tutte le grandi democrazie.
posso anche citare che quella fattispecie negava l'art.42 della costituzione sulla funzione sociale della proprietà privata e che non esisteva una qualsiasi norma che deligittimasse il provvedimento del pentapartito.
dimmi allora che credibilità può avere Veltroni su queste tematiche?!
ma per favore...![]()


Ah beh certo, l'abolizione del canone RAI è una priorità per l'Italia...
Poi sull'argomento "Craxi e le TV" stendiamo un velo pietoso...
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